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Citazione:
Originally posted by eleichem
i cultori di Ovidio e Tacito verseranno lacrime questo ci riempie di gioia.
La libertà consiste anche nello scegliere il percorso culturale ritenuto più idoneo.
Non sacrificherei 2 ore di Inglese .
Quanto al dialetto toscano volgarmente detto ita(g)liano è stato devastato dalle inflessioni e terminologie romane e napoletane oltre che dal linguaggio dei telefonini.
che si scrive Ke, sei 6, per si scrive x, perchè xke (senza accento).
Ai giovani di Tacito , Ovidio, Cesare etc non frega un ca**o e gli insegnanti è già tanto se parlano decentemente la lingua franca ( dialetto toscano).
Siete tristi nazional-latinisti?
Gadeamus igitur .
OT: sei (o sei stato) in Goliardia per caso?
Io mi pongo più che altro una domanda: ma in Veneto è necessario insegnare il dialetto nelle scuole? Le numerose volte che sono stato in Veneto, mi è sembrato che la conoscenza del dialetto (o dei dialetti) fosse diffusa e generalizzata.
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lo so che puo' sembrare una stupidaggine questa
iniziativa della Lega
ma in realtà è fondamentale!
stiamo cercando di girare la nave....
non piu' verso il mondialismo
ma verso l'identità
VERA
verso la HEIMAT
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[QUOTE]Originally posted by Adriano1897
[B]Come hai detto tu la libertà sta nello scegliere il percorso culturale più idoneo..............
Per me il "percorso culturale idoneo" dovrebbe avermi garantito la posssibilità di scrivere e conoscere la grammatica di una lingua che ho sempre parlato da quando sono nato in famiglia, con gli amici e nella società in cui vivo e lavoro, ma che stranamente non è quella che ho appreso a scuola.
Perché mi è stato negato questo diritto?
:( :(
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Perchè è la Storia. Che vuoi fare.... e ti assicuro è molto peggio negli altri paesi. L'Italia ha preservato meglio i dialetti e gli accenti.
Si, noi ora stiamo parlando proprio il dialetto toscano. Se vai in Toscana pensi "Mamma mia non hanno neache un po' di accento, parlano un italiano perfetto." In quanto al linguaggio dei telefonini è un modo per risparmiare tempo. Di certo nei compiti in classe non scrivo "Kavour pensò bn di allearsi kon la Frnc"
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L'Identità è dettata dalla Storia.... neanche tanto dalla lingua. Un'identità è una identità... che significa vero o falso? La Storia è cambiamento se un giorno si impone l'identità mondiale abbandonando le idee razziali (a cui già non credo minime) e si vive comunque mediamente bene grazie alla scienza... tu che fai? Ti punti una pistola alla tempia perchè parli l'inglese come prima lingua? Mi sa proprio di no. Certo è che proveresti a ricordare il passato per affetto sicuramente, ma anche e soprattutto perchè in qualche modo porta progresso.
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Ci sono due identità
L'identità di popolo
di cultura di popolo e tradizione
è l'identità che proviene dall'alto
dallo Stato
dal fascismo
dal comunismo
dalle trasmissioni di Mtv
dal mondialismo amerikano
Tu con chi stai?
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[QUOTE]Originally posted by Adriano1897
[B]L'Identità è dettata dalla Storia....
Storia. Si quella costruita con la baionette per farci italiani 150 anni fa e ora quella delle portarei per farci tutti zombi apolidi senza radici e senza storia.
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Gentile Direttore,
mi chiamo Patrik e sono il portavoce del Coordinamento Associazioni Venete, un organismo che raccoglie 45 Associazioni e gruppi culturali ed artistici del Veneto che si occupano di cultura veneta (per maggiori informazioni il sito del Cav è www.culturaveneta.org). Ho letto su Il Gazzettino del 4 Febbraio la lettera del signor Paolo Lancellotti da Padova, il quale definisce "provincialismo miope ed ottuso dei leghisti" la volontà di portare all'interno del mondo della scuola la storia e le lingue locali.
Il signor Lancellotti può continuare a dormire sonni tranquilli, se davvero si riuscirà finalmente ad inserire in maniera organica la cultura locale (nel nostro caso le culture venete, cinbre e ladine) nei programmi scolastici, sarà solo un adeguamento a quello che succede nel resto dell'Unione Europea. In Catalogna, nei Paesi Baschi, in Bretagna, in Occitania, e nelle altre regioni d'Europa infatti questo succede da decenni, con un miglioramento della preparazione degli scolari, una diffusione dell'identità e dello spirito comunitario ed addirittura un'aumento della propensione allo studio di altre lingue e culture. Se questo succederà anche in Veneto, non dovremmo che rallegrarcene, alla faccia dei nostalgici del ventennio e della monocultura italiana.
Patrik Riondato
Coordinamento Associazioni Venete
www.culturaveneta.org
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No. Quella da quando l'uomo ha inventato la lingua.
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Gentile Direttore,
sono un giovane di 27 anni che, pur vivendo in una società sempre più multiculturale e globalizzata ama e ha a cuore la propria cultura veneta e le proprie radici.
La mia prima lingua è il veneto: la parlo in tutte le occasioni, con gli amici, al lavoro o a casa. E' una lingua al giorno d'oggi ancora viva, pur essendo molto antica: per chi non lo sapesse ha le sue radici nel "venetico", la lingua parlata dai veneti antichi migliaia di anni fa.
Con una certa sorpresa, ho letto sul Gazzettino del 4 febbraio la lettera di un certo sig. Lancellotti il quale si sorprende del fatto che, in futuro, la nostra lingua possa essere insegnata nelle scuole del Veneto... e sembrava quasi scandalizzato!
Al di là del fatto che insegnare a scuola la cultura e la lingua di un popolo come il nostro, con una storia e tradizione più che millenarie e gloriose alle spalle, sarebbe un fatto normale e naturale, vorrei far presente che al giorno d'oggi è più che mai indispensabile valorizzare la nostra cultura e, in generale, le culture di tutti i popoli, vere ricchezze dell'umanità.
Per concludere, inviterei il sig. Lancellotti a non scandalizzarsi e a non cadere nel facile tranello di politicizzare tali iniziative culturali definendole "leghiste" o "comuniste" o "fasciste" o altro ancora. La Cultura è "trasversale", è di tutti, anche sua. Esorterei quindi quel signore a rispettarci e ad aiutare quanti vogliono valorizzarla, insegnarla e trasmetterla ai Veneti di domani.