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  1. #1
    Cattolico Tradizionalista
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    Provincia di Lecce - Il mondialismo è una statua di cera, Lady U$A non mi farò mai ammagliare dalla tua bandiera
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    Predefinito Ipotesi: Papa tradizionalista

    Salve amici,
    preciso che lo scopo di questo 3d non è provocatorio (mi guarderei bene dal farlo), più che altro vorrei capire meglio alcune vostre posizioni.

    Ipotizziamo che alla morte di Benedetto XVI salga al soglio pontificio un Papa tradizionalista che rinneghi tutti gli errori compiuti dal Concilio Vaticano II.
    Per noi lefebvriani sarebbe tutto ok! Fine della crisi nella Chiesa Cattolica e inizio della vera restaurazione

    Per voi sedevacantisti, sarebbe la medesima cosa? A voi basta una situazione simile a quella da me descritta? Il fatto che il Papa tradizionalista sia stato eletto da cardinali "materialiter" (e che lui stesso sia stato un cardinale "materialiter"), è ininfluente?

    Secondariamente. Il fatto che ci sia stata una "vacanza" della Sede, non implica per voi gravi conseguenze?

    a) Sarebbe la prima volta nella storia della Chiesa
    b) Il Papa dovrà necessariamente condannare (o approvare) ex cathedra il sedevacantismo
    c) Con il sedevacantismo si può mettere in discussione qualsiasi elezione papale (passata o futura), la qual cosa da adito a non pochi dubbi riguardo la certezza della successione pietrina.
    Come vi ponete difronte a questo problema?

    Un saluto,
    ITALIANO
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  2. #2
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    Predefinito

    Direi, finalmente un thread interessante.
    L'eletto che abbraccia pienamente il Cattolicesimo, deve rigettare gli errori "conciliari".
    Rigettare significa realmente dire e dichiarare magisterialmente che ciò che è stato insegnato e fatto in questi quarant'anni era sbagliato, erroneo, eretico, non perchè il "concilio" sia stato male interpretato o male applicato ma perchè il "Concilio" (meglio l'assemblea) ha gravemente errato in materia di fede e ha poi creato tutte le condizioni per una rivoluzione sociale, ecclesiale, ideologica e comportamentale all'interno della Chiesa.
    é Impossibile ritornare allo status quo ante o meglio tornare ad una situazione di normalità senza traumi: c'è uno Scisma da sanare e da guarire, ergo responsabilità da individuare e sanzionare, anche retroattivamente.
    La mens di alcuni (tradizionalisti appunto) ha portato a cercare i precedenti nella storia della Chiesa.
    Si cerca il precedente per una tranquillitas conscientiae che può certamente bastare per un quieto tran tran sacramentale e paraecclesiale (chè le nostre non sono Chiese ma cappelle, spesso di emergenza, e questo deve essere chiaro a tutti, in ogni istante) ma che si rivela realmente un esiziale errore di interpretazione e in concreto, almeno oggettivo, un "delitto di lesa chiesa".
    Questa crisi è infatti SENZA PRECEDENTI, senza paragoni, non presenta appigli storici per trovare un modus operandi autenticamente cattolico.
    La storia della Chiesa NON ci può essere maestra in questo: non abbiamo una ribellione dell'episcopato ad un Papa magari incerto o ingannato o prigioniero, non documenti dubbi, incerti, oggetto di manomissioni o di contaminazioni di trascrizione, non una pluralità di pretendenti al papato con un papa legittimo e debole e altri illeggitimi, appoggiati da poteri secolari.
    Abbiamo dei "Papi" che hanno la piena apparenza di essere stati regolarmente eletti, che hanno la piena apparenza di esercitare la piena giurisdizione su ttuta la Chiesa (i teoreti del "papa malato e circuito" non hanno più materia a disposizione), abbiamo un' "episcopato", assiso sulle cattedre e fedele al "pontefice": eppure questi "papi", questi "vescovi" insegnano abitualmente (per habitus) l'errore, non si tratta di una svista di un istante, di un'espressione infelice in un discorso d'occasione, propalano ad ogni ora errori dottrinali, una prassi ecclesiale viziata, una liturgia adulterata, "riposizionano la chiesa" fuori da qualsiasi logica di cattolicità.
    Orbene questo è NUOVO, è UN FATTO nuovo; pensare di essere ai tempi di Papa Liberio è terribilmente contrario alla realtà dei FATTI, pensare di essere in un'epoca in cui i papi sono lontani mesi di viaggio, sono difficilmente contattabili, si affidano a nunzi o legati plenipotenziari per dirimere questioni complesse e spesso con esiti incerti, è assurdo.
    La Chiesa cattolica ha l'apparenza di essere nel XXI secolo, unita, informatizzata, di comunicare quotidianente i propri insegnamenti e ha un'unità di regime e di governo, inimmaginabile nei secoli passati.
    I "Papi" possiamo udirli e leggerli ogni giorno, aprendo il giornale, leggendo i siti e i documenti ufficiali.
    Solo che non insegnano cose cattoliche, anzi spesse volte insegnano dottrine acattoliche, massoniche, dannose per la salvezza eterna, già condannate in passato, ingiuriose alle orecchie pie, malesonanti, stimolanti all'eresia, tutte
    insieme e più volte, ed in più documenti ed in svariate occasioni.
    Questo, nella sua storia millenaria della nostra Santa Chiesa Cattolica, non è MAI accaduto.
    Se avete ragione voi, vuol dire che è la stessa struttura monarchica della Chiesa a venir meno, il Primato si fa evanescente, l'Infallibilità poco più che una decorazione floreale su un tavolo imbandito.
    Arriva un Papa nuovo e dice: "Scusate, ci eravamo sbagliati, i miei predecessori (tra cui un "beato", un futuro "santo subito" e magari ci scappa persino un Montini per il rotto dello zucchetto) hanno detto un gran mucchio di fesserie. Bravi voi della Fspx che avete resistito agli errori dei miei predecessori, ora inizio pure il processo di beatificazione di Monsignor Lefebvre...e prego... Monsignor Fellay...questo è il cappello Cardinalizio... e questo è per Lei, De Gallareta, e ce n'è anche uno per Tissier e anche per quel gran capoccione di Williamson, peccato non sia venuto...glielo mando per posta...e a proposito la messa nuova è davvero una gran porcheria, ora per celebrarla ci vorrà il permesso, si torna a San Pio V e abbattiamo tutti i tavoli per ricostruire gli altari".
    Questo racconto potrebbe somigliare lontanamente ai belli e commoventi, pure nella loro ingenuità, romanzi di don Pace, tipo "Pio XIV".
    Ingenui perchè prospettavano una fine della crisi della Chiesa per accomodamento, per "riaggiornamento"...ma, senza entrare nell'assurdita dottrinale di un tale comportamento, provate a pensare al contraccolpo definitivo che subirebbe la Chiesa cattolica, dal punto di vista della sua credibilità, della sua veridicità, della sua affidabilità, del suo ruolo sociale e storico.
    Quarant'anni a demolire, cambiare, maramaldeggiare e ora? Si torna indietro, scusate tanto, era una prova, ci eravamo sbagliati (d'altronde non è epoca di mea culpa? ne facciamo uno in più e poi basta).
    Se invece si dicesse che c'è stato uno Scisma del "Capo" (e questo non "inesistente", come recita certa pubblicistica Fspx) e dietro questo Scisma, c'è stato un cumulo di eresie ed errori, che la Chiesa per un quarantennio è entrata in coma e non ha parlato se non per bocca di apprendisti stregoni, abusivi, ladroni e mezzani, non sarebbe forse più chiaro?
    Se si mostrasse anche fisicamente che ci si vuole allontanare dall'errori, portando via i corpi dei vari Giovanni e Paolo dalla basilica Vaticana, non si getterebbe lontano il bubbone con tutti i suoi cagnotti? Non si direbbe una parola chiara e incontrovertibile su questi dolorosi anni?
    Questa è la difficoltà della Vostra posizione, non della nostra.
    La nostra prende atto di questa divisione, del fatto che, con un Papa vero, almeno i tre quarti della Cattolicità svaniranno nel protestantesimo o nel "neocattolicesimo" (che poi sono sinonimi), non la ignora, non la copre con una coperta, pesante e stretta, quindi doppiamente inutile.
    Il vero Magistero Pontificio è frutto della Fede, della Scrittura, della Tradizione, della voce unica del Magistero dei Concili e dei Papi, ma è frutto anche della esatta constatazione della REALTA'.
    Su questa, il Magistero lavora per indicare sempre alla Chiesa militante le vie della Salvezza: se questo Divin Magistero dovesse constatare che davvero per quarant'anni siamo stati in una situazione di vacanza della Sede apostolica, di privazione di autorità, i nefasti sarebbe certamente forti ma dolorosamente necessari.
    Scisma svelato, Scisma mezzo sanato (con ovviamente tutti gli strascichi diuturni che ne seguirebbero).
    L'affermare chiaramente che la Sede è stata vacante permetterebbe alla CHiesa di "ripartire" (non si era mai del tutto fermata) nel solco della propria Tradizione e nel pieno rispetto del Papato Romano, liberato dal tarlo del "pontificato materialiter".
    Quale agenda per un futuro Papa?
    Da un punto di vista magisteriale, un Papa potrebbe benissimo da solo (anche senza dover indire un nuovo concilio) rimettere ordine, dal punto di vista dottrinale, ai tanti nefasti degli ultimi trenta/quarant'anni.
    Utilizzando il magistero ordinario pontificio e se necessario lo straordinario, potrebbe dichiarare nullo il "vaticano II" e, ad esempio, condannare segnatamente le proposizioni eretiche o erronee contenute in alcuni suoi documenti (Lumen gentium, Dignitatis Humanae, Gaudium et spes, Nostra Aetate, Sacrosanctum concilium, Apostolicam Actuositatem...), dichiarare con pronunciamento solenne invalida la "messa di Paolo VI" e con un documento simile alla "Apostolicae curae" di Leone XIII dichiarare invalide le ordinazioni montiniane, riprocedendo alle ri-ordinazioni eventuali.
    Ovviamente potrebbe iniziare dei processi canonici per eresia e scisma capitale a carico di Montini, Wojtyla e forse anche per Roncalli: provate ad immaginare il forte impatto anche mediatico che potrebbe avere un simile atto pontificio.
    Potrebbe proclamare nuovi dogmi: Maria mediatrice di Tutte le Grazie, Maria Santissima Corredentrice, il dogma della Regalità sociale di Cristo oppure tramite encicliche riportare al centro dell'attenzione sociale la "questione ebraica" o la "questione massonica" o la condanna del "sinarchismo mondialista" o della democrazia laica.
    Ovvio che scriviamo il tutto per ipothesim e sempre rimettendo il tutto alle volontà di un vero Romano Pontefice.
    Se posso aggiungere una notazione personale, noto davvero, anche in persone preparate, un pregiudiziale e spiacevole "horror sedevacantismi" che a mio modesto avviso è più dovuto alla cattiva conoscenza dei problemi oppure una percezione routinaria della Crisi della Chiesa piuttosto che a una cattiva volontà.
    Riguardo il problema della successione apostolica, ho risposto già l'altro giorno a The Druid nel thread sulla "foto di Ratzinger" che trovi più sotto.

    Spero di aver abbozzato una risposta,

    con cordialità

    Guelfo nero

  3. #3
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    Predefinito

    guelfo nero, considerata la complessità della questione, ti ringraziamo vivamente per la chiarezza con cui hai esposto le Tesi. Se non abuso eccessivamente della tua cordialità, sarei interessato ad approfondire i termini del "dogma della Regalità sociale del Cristo".

    Christus Rex

  4. #4
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    Predefinito Un primo aurorale approfondimento

    L'ULTIMA DOMENICA D'OTTOBRE, NEL CALENDARIO CATTOLICO, è LA FESTA DI CRISTO RE CHE MONTINI TENTò INUTILMENTE DI SPOSTARE A FINE NOVEMBRE, CARATTERIZZANDOLA IN UN SENSO ESCLUSIVAMENTE ESCATOLOGICO ED APOCALITTICO CHE NON LE SI ADDICEVA AFFATTO.
    PAPA PIO XI QUANDO L'11 DICEMBRE 1925, LA ISTITUì COME FESTA DI PRIMA CLASSE (PARAMENTO BIANCO), CON LA FAMOSA ENCICLICA "QUAS PRIMAS" INTENDEVA INVECE RIBADIRE LA REGALITà UNIVERSALE E SOCIALE DI NOSTRO SIGNORE CONTRO TUTTI I TENTATIVI DI LAICIZZAZIONE DELLE SOCIETà, DEGLI STATI, DELLE NAZIONI, DELLE CLASSI, DELLE LEGGI E DELLE "COSTITUZIONI".
    NOSTRO SIGNORE, PER DIRITTO DI NATURA (CI HA CREATI) E PER DIRITTO DI CONQUISTA (CI HA REDENTI), è IL NOSTRO RE.
    IN LUI C'è LA PIENEZZA DEL POTERE LEGISLATIVO, ESECUTIVO E GIUDIZIARIO (PER CITARE LE PAROLE DEL PAPA PIO XI).
    IN LUI INOLTRE C'è L'ASSOLUTISSIMA PIENEZZA DEL POTERE SPIRITUALE E TEMPORALE.
    INFATTI, COME DICEVA PAPA LEONE XIII: "IL DOMINIO DI CRISTO NON SI ESTENDE SOLTANTO SUI POPOLI CATTOLICI, O A COLORO CHE, RIGENERATI NEL FONTE BATTESIMALE, APPARTENGONO A RIGOR DI DIRITTO, ALLA CHIESA, SEBBENE LE ERRATE OPINIONI LI ALLONTANINO DA ESSA O IL DISSENSO LI DIVIDA DALLA CARITà; MA ABBRACCIA ANCHE QUANTI SONO PRIVI DI FEDE CRISTIANA, DI MODO CHE TUTTO IL GENERE UMANO è SOTTO LA POTESTà DI GESù CRISTO".
    CRISTO INFATTI REGNA SULLA CHIESA (REGNUM CHRISTI) E IMPERA SUL MONDO E SULLE NAZIONI CRISTIANE E NON (IMPERIUM CHRISTI).

    NELLA STESSA ENCICLICA CHE, RICORDIAMOLO, APPARTIENE AL MAGISTERO ORDINARIO PONTIFICIO CHE è INFALLIBILE, IL PAPA CONDANNAVA LA LEBBRA LAICISTA:

    "La peste della età nostra è il così detto laicismo coi suoi errori e i suoi empi incentivi; e voi sapete, o Venerabili Fratelli, che tale empietà non maturò in un solo giorno ma da gran tempo covava nelle viscere della società. Infatti si cominciò a negare l'impero di Cristo su tutte le genti; si negò alla Chiesa il diritto - che scaturisce dal diritto di Gesù Cristo - di ammaestrare, cioè, le genti, di far leggi, di governare i popoli per condurli alla eterna felicità. E a poco a poco la religione cristiana fu uguagliata con altre religioni false e indecorosamente abbassata al livello di queste; quindi la si sottomise al potere civile e fu lasciata quasi all'arbitrio dei principi e dei magistrati. Si andò più innanzi ancora: vi furono di quelli che pensarono di sostituire alla religione di Cristo un certo sentimento religioso naturale. Né mancarono Stati i quali opinarono di poter fare a meno di Dio, riposero la loro religione nell'irreligione e nel disprezzo di Dio stesso.

    I pessimi frutti, che questo allontanamento da Cristo da parte degli individui e delle nazioni produsse tanto frequentemente e tanto a lungo, Noi lamentammo nella Enciclica "Ubi arcano Dei" e anche oggi lamentiamo: i semi cioè della discordia sparsi dappertutto; accesi quegli odii e quelle rivalità tra i popoli, che tanto indugio ancora frappongono al ristabilimento della pace; l’intemperanza delle passioni che così spesso si nascondono sotto le apparenze del pubblico bene e dell’amor patrio; le discordie civili che ne derivarono, insieme a quel cieco e smoderato egoismo sì largamente diffuso, il quale, tendendo solo al bene privato ed al proprio comodo, tutto misura alla stregua di questo; la pace domestica profondamente turbata dalla dimenticanza e dalla trascuratezza dei doveri familiari; l’unione e la stabilità delle famiglie infrante, infine la stessa società scossa e spinta verso la rovina.

    Ci sorregge tuttavia la buona speranza che l’annuale festa di Cristo Re, che verrà in seguito celebrata, spinga la società, com’è nel desiderio di tutti, a far ritorno all’amatissimo nostro Salvatore. Accelerare e affrettare questo ritorno con l’azione e con l’opera loro sarebbe dovere dei Cattolici, dei quali, invero, molti sembra non abbiano nella civile convivenza quel posto né quell’autorità, che s’addice a coloro che portano innanzi a sé la fiaccola della verità.

    Tale stato di cose va forse attribuito all’apatia o alla timidezza dei buoni, i quali si astengono dalla lotta o resistono fiaccamente; da ciò i nemici della Chiesa traggono maggiore temerità e audacia. Ma quando i fedeli tutti comprendano che debbono militare con coraggio e sempre sotto le insegne di Cristo Re, con ardore apostolico si studieranno di ricondurre a Dio i ribelli e gl’ignoranti, e si sforzeranno di mantenere inviolati i diritti di Dio stesso."

    Ricordo, tra l'altro, che alcuni vescovi proposero nelle loro lettere preparatorie a quello che poi fu il "Vaticano II" proposero la proclamazione di questo dogma (quindi una verità di fede divina e cattolica).

    Guelfo nero

  5. #5
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    Ego sum Alpha, et Omega, principium et finis, dicit Dominus Deus, qui est, et qui erat, et qui venturus est, omnipotens

  6. #6
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    Benedetto XVI alla luce della Tesi di Cassiciacum

    LINEA FORMALE

    1) Non è papa formalmente

    2) Non possiede l'autorità papale

    3) Non è papa simpliciter

    4) Non può legiferare

    5) È eretico formalmente in realtà e davanti a Dio (se pertinace)

    6) Non è membro della Chiesa in realtà e davanti a Dio (se pertinace)

    7) Ha rinunciato tacitamente all'ufficio in realtà e davanti a Dio (se pertinace)

    LINEA MATERIALE

    1) È papa materialmente

    2) Possiede il diritto al papato

    3) È papa secundum quid

    4) Può designare altri agli uffici

    5) È eretico materialmente (perché l'imputabilità non è né notoria né dichiarata)

    6) È membro della Chiesa davanti alla legge della Chiesa (perché l'imputabilità non è né notoria né dichiarata)

    7) Non ha tacitamente rinunziato all'ufficio (perché l'imputabilità non è né notoria né dichiarata)

  7. #7
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    CARO DEGRELLE,

    PER APPROFONDIRE UN PO' IL TEMA DELLA REGALITA' SOCIALE DI CRISTO, MI PIACE CITARE UNO DEI PIù GRANDI APOSTOLI DELLA REGALITà DEL SUO SACRO CUORE, PADRE LEON DEHON.
    ECCONE LA VITA PER BREVI ACCENNI BIOGRAFICI E STORICI.

    1843 Nascita a La Capelle.

    1856 Prima chiamata al sacerdozio.

    1859 Studente in diritto a Parigi. Aderisce alla Conferenza di s. Vincenzo.

    1864 Laurea in diritto. Viaggio di 8 mesi in Medio Oriente.

    1865 Entrata nel seminario francese di Roma.

    1866 Laurea in filosofia.

    1868 Ordinazione sacerdotale.

    1869-1870 Concilio Vaticano I. Leone Dehon vi partecipa come stenografo.

    1871 Laurea in teologia e diritto canonico.

    1871 Cappellano a San Quintino.

    1872 Fondazione del Patronato S. Giuseppe.

    1873 Il sacerdote Dehon è confessore e direttore spirituale delle Suore Ancelle del s. Cuore.

    1873 Fonda il Circolo cattolico degli operai a San Quintino.

    1874 Diventa segretario dell’Ufficio diocesano delle Opere della diocesi di Soissons.

    1874 Inizia la pubblicazione del giornale: "Le Conservateur de l’Aisne’.

    1877 Decide di fondare la congregazione degli Oblati del S. Cuore.

    1877 Fondazione del collegio San Giovanni a San Quintino.

    1878 Leone XIII è eletto papa.

    1878 Prima professione religiosa di L. Dehon. Ha inizio la Congregazione degli Oblati del s. Cuore di Gesù.

    1883 Apertura della prima casa della congregazione fuori della Francia, a Sittard, in Olanda.

    1883 Roma sopprime l’Istituto degli Oblati del s. Cuore.

    1884 Roma autorizza l’Istituto diocesano dei Sacerdoti del s. Cuore di Gesù.

    1888 Decreto di lode di Leone XIII.

    1888 Udienza di Leone XIII: "Predicate le mie encicliche".

    1888 Partenza dei primi missionari per l’Ecuador.

    1889 Fondazione della rivista "Il regno del s. Cuore nelle anime e nelle società".

    1891 Enciclica Rerum Novarum.

    1894 Pubblicazione del "Manuale sociale cristiano".

    1897 Conferenze romane su temi sociali.

    1897 Inizio della missione in Congo belga.

    1900 Congresso ecclesiastico di Bourges. P. Dehon tiene la relazione di apertura.

    1901 Pubblicazione di "La vita d’amore nel Cuore di Gesù".

    1903 In Francia, decreto di espulsione dei religiosi di p. Dehon.

    1906 Approvazione definitiva della Congregazione.

    1910 Viaggio attorno al mondo.

    1914 Prima guerra mondiale.

    1919 Pubblicazione de "L’anno col s. Cuore".

    1920 Progetto di un tempio-basilica del S. Cuore a Roma. P. Dehon dedica i suoi ultimi anni a raccogliere i fondi necessari per questa costruzione, ultimata nel 1934.

    1925 Morte di p. Dehon a Bruxelles, il 12 agosto. Viene sepolto a San Quintino

    DI FRONTE AL CROLLO DELLE MONARCHIE STORICHE OPPURE ALLA LORO COSTITUZIONALIZZAZIONE MASSONICHEGGIANTE, PADRE DEHON FU UNO IL TEORICO POLITICO PIù LUCIDO DI UN REGIME DI "DEMOCRAZIA CRISTIANA" CHE, PUR DOTANDOSI DI STRUTTURE PARLAMENTARI ED ELETTIVE, GARANTISSE ALLA CHIESA CATTOLICA PREMINENZA E CONTROLLO SULL'INTERA SOCIETà, SULLE ISTITUZIONI E SULLA PRODUZIONE LEGISLATIVA. (SE GESù CRISTO è IL RE DELLE NAZIONI, IL PAPA E LA CHIESA GODONO GIUSTAMENTE DEL TITOLO DI VICEREAME)
    UNA DEMOCRAZIA IEROCRATICA DOVE ANCHE I CETI POPOLARI, DIRETTI DALLA GERARCHIA CATTOLICA, SI IMPEGNASSERO PER LA COSTRUZIONE DI UNA SOCIETà ARMONICA E NON CONFLITTUALE, SOTTO L'EGIDA DELL'UNICA CORONA CHE NON SI SPEZZI, QUELLA DI GESù CRISTO.
    LEONE XIII APPREZZò SEMPRE PADRE DEHON CHE DICHIARò PIù VOLTE ESSERE L'INTERPRETE PIù FEDELE DEL SUO PENSIERO E DEL SUO MAGISTERO.
    QUESTA DEMOCRAZIA NON SIGNIFICAVA PERò UGUAGLIANZA DI DIRITTI E DI DOVERI PER GLI ACATTOLICI E SOPRATUTTO PER GLI EBREI.
    NELLE SUE "OEUVRES SOCIALES" TOMO QUINTO, PAGINE 113 E 294, PADRE DEHON INVOCA UN RISVEGLIO DI "ANTISEMITISME" (CIOè DI ANTIGIUDAISMO CATTOLICO) PER INTERDIRE AGLI EBREI (ALMENO) L'ACCESSO A RUOLI SOCIALI RILEVANTI E A FUNZIONI PUBBLICHE.
    QUESTA è LA VERA "DEMOCRAZIA CRISTIANA" CONFESSIONALE E CLERICALE, IEROCRATICA E ANTIGIUDAICA, CHE UTILIZZA LE FORME DELLA DEMOCRAZIA PER AFFERMARE LA REGALITà DI NOSTRO SIGNORE SUGLI STATI.
    ESSA è TOTALMENTE ESTRANEA ALL'ESPERIMENTO ITALIANO "CATTOLICO-LIBERALE" DI DON STURZO E DI DE GASPERI.
    UNA LEGISLAZIONE CATTOLICA, ISPIRATA AI PRINCIPI DELLA MODERATA LEGITTIMA DIFESA E DELLA CARITà CRISTIANA (CHE SA ESSERE ANCHE FORTE, RIGOROSA E DURA, QUANDO SERVE), è CERTAMENTE IN OGNI TEMPO CIò CHE DI PIù BELLO SI POSSA DEPOSITARE AI PIEDI DELLA STATUA DEL SACRO CUORE DI GESù A MONTMARTRE COME A ROMA.
    RIDURRE IL CULTO DEL SACRO CUORE A DEVOZIONE INTIMISTICA, PRIVATA O IRENISTICA, SIGNIFICA SVELLERNE LE FONDAMENTA: IL SACRO CUORE DI GESù HA IL SUO "REGNUM" ( I CUORI DEI SINGOLI, LA CHIESA CATTOLICA) ED HA IL SUO "IMPERIUM" (LE SOCIETà, GLI STATI, LE ISTITUZIONI, IL MONDO INTERO).
    NON SI PUò DIVIDERE CIò CHE DIO HA UNITO.
    PADRE DEHON è CERTAMENTE L'ISPIRATORE DELL'OPERA DI MONSIGNOR BENIGNI (1862-1934) CHE PASSò QUARANT'ANNI DELLA SUA VITA A RACCOGLIERE DOCUMENTI CONCERNENTI "LA QUESTIONE EBRAICA".
    ALTRO EMULO DI PADRE DEHON FU CERTAMENTE IL GESUITA TORINESE PADRE GIOVANNI MARIA SANNA SOLARO, FONDATORE NEL 1889 DELLA RIVISTA "IL REGNO DI CRISTO" CHE EBBE L'ADESIONE ENTUSIASTICA DI SAN PIO X, ALLORA VESCOVO DI MANTOVA.
    VI COLLABORARONO O VI FURONO CITATE LE MIGLIORI PENNE DELL'ANTIGIUDAISMO CATTOLICO EUROPEO TRA CUI IL BARONE FELIX DE ROSNAY, SEGRETARIO DI SUA ECCELLENZA LEON MEURIN, CHE FU L'AUTORE DEL PREGEVOLE TESTO "MASSONERIA: SINAGOGA DI SATANA".
    PADRE SANNA SI IMPEGNò NEL CAMPO DELLA FILOSOFIA DELLA POLITICA, STUDIANDO TUTTE LE IMPLICANZE POLITICHE DEL CULTO DEL SACRO CUORE.
    MATERIE CHE ATTENDONO DA PARTE DEI FORUMISTI PIù VOLENTEROSI UN ADEGUATO APPROFONDIMENTO.

    UN CARO SALUTO A TUTTI

    GUELFO NERO

    COR JESU, REX ET CENTRUM OMNIUM CORDIUM, MISERERE NOBIS

  8. #8
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    Padre Leon Dehon

  9. #9
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    In realtà anche i "cardinali" materialiter possono eleggere il Papa ovvero un Eletto che rigetti gli errori etc etc di cui sopra. (teoricamente anche il conclave dell'aprile 2005 poteva farlo ma purtroppo finora il miracolo non è avvenuto)
    Oppure ci può essere un "conclave di emergenza" (concilium imperfectum), dopo le monizioni canoniche al "papa"materialiter, con quei vescovi residenziali tornati alla fede cattolica.
    Due vie certo irte di immani difficoltà umane ma come si sa, Niente è impossibile a Dio.


    Guelfo nero

  10. #10
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    L'autorizza Iddio: la richiede la natura stessa della società di cui facciamo parte, la CHiesa Cattolica, che per sua stessa natura non può stare troppo a lungo senza un capo visibile dotato di autorità.
    Sui "cardinali" materialiter non bisogna MAI cadere nell'eccesso che dice chi è eretico decade completamente da ogni incarico ipso facto.
    Purtroppo anche il Codice canonico, con le sue automaticità, non vige in Sede Vacante. Il Codex trae la sua vita e il suo vigore dal Papa che è la Fons et Stabilitas Iuris nella Chiesa.
    Come ho già detto le risposte a questa crisi uniche, debbono per forza essere NUOVE, non nel senso di una loro estraneità alla tradizione e alla natura della Chiesa cattolica, ma nel senso di una ricomprensione approfondita della "teologia dell'elezione" papale.
    Parlane con Don Curzio, ti dirà (meglio) le stesse cose e certamente molte altre ancora.

    Guelfo Nero

 

 
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