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  1. #1
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    Predefinito Quanta paura fa quel panino al prosciutto

    Da La Padania, qualcosa di interessante, ogni tanto

    Quanta paura fa quel panino al prosciutto

    Nelle refezioni scolastiche milanesi migliaia di menu differenziati secondo il credo religioso
    Islamici ed ebrei si strappano le vesti davanti a un panino col salame? I cultori di religioni e filosofie orientali considerano vilipendio di cadavere, se non cannibalismo, portare in tavola la fettina? Nelle mense scolastiche del Comune di Milano dovrebbero rinunciare alle proprie pretese e connesse fisime religioso-gastronomiche perchè per accontentare tutti con menu differenziati, come si è fatto sinora, si spende troppo. E’ la conclusione emersa dall’inopinato dibattito che, in questi giorni, coinvolge operatori scolastici e rappresentanti politici milanesi.
    Tra le “ricette” quella di un esponente di Rifondazione comunista, Filippo Maraffi, che ha sollecitato una sorta di grande meticciato alimentare per alunni e studenti.
    «Se vogliamo educare i nostri figli all’integrazione e alla pace - ha proclamato - non sarebbe meglio proporre a tutti lo stesso menu?». Sarebbe meglio e anche più sensato, visto che la cucina delle nostre parti, mense permettendo, è considerata una delle migliori del mondo.
    Il che vorrebbe dire risotto piuttosto che tortellini, cassoeula o bistecca, pesce o formaggi, verdure o polenta... Invece no. Secondo il rifondatore comunista, il menu scolastico dovrebbe essere sì uguale per tutti, ma secondo una rotazione quotidiana che rispecchi e rispetti il ventaglio di culture e credenze. Archiviato quasi ovunque dai picconatori del Concilio Vaticano II il tradizionale “venerdì di magro”, le giornate tematiche si rivolgeranno ai seguaci delle altre religioni. Un giorno potrebbe essere dedicato al cous-cous, un altro all’involtino primavera, e via dicendo. L’importante è che, sebbene in un’ottica multirazziale e multireligiosa, sulla tovaglia arrivi la stessa cosa per tutti. Così la pensa Rifondazione comunista, che ha portato la questione dai tavoli delle mense ai banchi del Consiglio comunale. Dalla MilanoRistorazione, l’azienda che gestisce le refezioni scolastiche, giungono dati che parlano di 3.500 bambini a cui è riservata una precisa dieta “etico-religiosa”, come la definiscono gli addetti ai lavori. Per ognuno di loro, secondo fede o filosofia di vita, è riservato un pasto ad hoc, classificato con tanto di nome e cognome del sofisticato utente. Gente, tanto per intenderci, a cui va preparata anche la pizza senza strutto: l’impuro maiale è sempre in agguato.
    Ovvio che un trattamento di questo genere fa lievitare spese e organici del personale, al punto che la questione è diventata una patata bollente per la commissione Bilancio di Palazzo Marino. L’ordine di scuderia è “massima prudenza”: i seguaci delle religioni coinvolte sono terribilmente suscettibili, in alcuni casi assai influenti. D’altra parte, con queste spese il piatto piange. E se si rende necessario un menu il più uniforme possibile, c’è sempre chi può adeguarsi per solidarietà: dopo aver sostituito a Gesù il bambino Virtù, gli ecumenici insegneranno agli scolari che il prosciutto non è commestibile.
    Gi. Fe

    ---------------------------

    In un paese serio si terrebbe come base il menu "tradizionale" diciamo (quindi forse preconcilaire ) ed eventuali integrazioni al menu comune io le caricherei su chi ne fa richiesta, non sulla collettività. Se non vogliono il panino al salame che si portino la schiscetta da casa sti cazzo di musulmani.

  2. #2
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    E' bene capire che il problema dell'alimentazione non è un problema culturale, è IL problema culturale. Non solo Levy-Strauss scriveva che i popoli perdono più facilmente le lingue dei loro modelli alimentari, che rappresentano così l'ultimo baluardo identitario contro un certo tipo di Stato e di mercato, ma addirittura Montanari mostra come un modello alimentare mantenga la struttura di un linguaggio. Se soprattutto in quelle aree dove il maiale rappresenta non solo una risorsa, ma una cultura, si cede al "politically correct", ovvero si dissocia la PUBBLICA istruzione dalle risorse e dai modi di vita autoctoni, siamo di fronte alla più grande sconfitta, almeno a livello simbolico, che possiamo immaginare di vederci inferta dall'Islam.

  3. #3
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    In origine postato da ZENA
    E' bene capire che il problema dell'alimentazione non è un problema culturale, è IL problema culturale. Non solo Levy-Strauss scriveva che i popoli perdono più facilmente le lingue dei loro modelli alimentari, che rappresentano così l'ultimo baluardo identitario contro un certo tipo di Stato e di mercato, ma addirittura Montanari mostra come un modello alimentare mantenga la struttura di un linguaggio. Se soprattutto in quelle aree dove il maiale rappresenta non solo una risorsa, ma una cultura, si cede al "politically correct", ovvero si dissocia la PUBBLICA istruzione dalle risorse e dai modi di vita autoctoni, siamo di fronte alla più grande sconfitta, almeno a livello simbolico, che possiamo immaginare di vederci inferta dall'Islam.
    sì, questa volta concordo al 100% con zena.

  4. #4
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    Bisognerebbe applicare un vecchio detto che spaventava quando eravamo bambini:

    "O mangi sta minestra, o salti dalla finestra"

    Una cosa è se si è allergici a qualche alimento, un altra se non si mangia per precocetti religiosi e amenità varie.

    Ho il dubbio che molti bambini muslim si dichiareranno allergici
    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
    I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
    Hai distrutto con la tua orrida parola
    Ora vai via dalla nostra terra!

  5. #5
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    In origine postato da Shaytan
    Ho il dubbio che molti bambini muslim si dichiareranno allergici
    le carni (muscolari) di mammiferi non provocano produzioni istaminiche ivi non potrebbero farlo.

  6. #6
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    Succede anche di peggio. In alcune mense scolastiche, dei genitori musulmani sono riusciti ad ottenere l'eliminazione TOTALE della carne di maiale dalle mense. Qui in Emilia, poi, ha fatto scalpore il caso di una piscina comunale modenese che, per 2 pomeriggi a settimana, è stata riservata alle sole donne musulmane. Una piscina COMUNALE. Roba da rompersi la testa contro il muro.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  7. #7
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    In origine postato da Fenris
    Succede anche di peggio. In alcune mense scolastiche, dei genitori musulmani sono riusciti ad ottenere l'eliminazione TOTALE della carne di maiale dalle mense. Qui in Emilia, poi, ha fatto scalpore il caso di una piscina comunale modenese che, per 2 pomeriggi a settimana, è stata riservata alle sole donne musulmane. Una piscina COMUNALE. Roba da rompersi la testa contro il muro.
    sì ne avevamo parlato a suo tempo dell'episodio della piscina...è una cosa veramente triste...d'altronde è il buonismo tollerante all'infinito, instillato ora dall'ideologia ora dalla chiesa cattolica che ha distrutto gli anticorpi della nostra gente, che adesso offre supinamente la nostra terra queste bestie che ci invadono.

  8. #8
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    Predefinito Re: Quanta paura fa quel panino al prosciutto

    In origine postato da Nanths
    In un paese serio si terrebbe come base il menu "tradizionale" diciamo (quindi forse preconcilaire ) ed eventuali integrazioni al menu comune io le caricherei su chi ne fa richiesta, non sulla collettività. Se non vogliono il panino al salame che si portino la schiscetta da casa sti cazzo di musulmani.
    In un paese serio si privatizza la scuola, così i musulmani si fanno le loro brave mense col cous cous. O, in caso contrario, non hanno nessun diritto di rompere i coglioni.

  9. #9
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    In origine postato da ZENA
    E' bene capire che il problema dell'alimentazione non è un problema culturale, è IL problema culturale. Non solo Levy-Strauss scriveva che i popoli perdono più facilmente le lingue dei loro modelli alimentari, che rappresentano così l'ultimo baluardo identitario contro un certo tipo di Stato e di mercato, ma addirittura Montanari mostra come un modello alimentare mantenga la struttura di un linguaggio. Se soprattutto in quelle aree dove il maiale rappresenta non solo una risorsa, ma una cultura, si cede al "politically correct", ovvero si dissocia la PUBBLICA istruzione dalle risorse e dai modi di vita autoctoni, siamo di fronte alla più grande sconfitta, almeno a livello simbolico, che possiamo immaginare di vederci inferta dall'Islam.
    Mi sono perso questo pezzo di Levi-Strauss, dove ne parla?
    Ciao

  10. #10
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    Il brutto è che nessuno si indigna più per queste cose, e se lo fa è solo contro chi si mostra scandalizzato da questo razzismo all'incontrario.
    Purtroppo viviamo in un periodo di appiattimento generale, con tutte le gerarchie religiose e politiche piegate a 90 gradi: tutte lì godono a prenderlo in quel posto.

    Fratelli d'itaglia... gente che raglia...

 

 
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