Un diplomatico israeliano è stato espulso dall’Australia per motivi che le due parti tengono segreti. Nemmeno il nome del personaggio è stato reso noto.
Quasi sicuramente la faccenda riguarda il furto o l’appropriazione di passaporti di pacifici Paesi terzi, che il Mossad usa poi per dare false identità ai suoi agenti impegnati in assassini, provocazioni, attentati “islamici” nel mondo. L’ipotesi è stata ventilata da Maariv, l’unico giornale israeliano a dare la notizia. Maariv collega l’espulsione in Australia allo scandalo che ha avvelenato i rapporti fra Israele e la Nuova Zelanda l’anno scorso.
Allora il governo neozelandese scoprì due ebrei che cercavano di farsi rilasciare con la frode un passaporto neozelandese a nome di un cittadino di quel Paese che mai avrebbe viaggiato, perché quadriplegico e ridotto sulla sedia a rotelle. Ora, la coppia di spie aveva abitato anche in Australia, e il “diplomatico” israeliano, ora espulso, ha visitato in carcere i due individui, ostentatamente per dare loro “assistenza” legale.
La ragione dell’espulsione deve essere grave, perché l’Australia è uno degli stati più filo-sharonisti della Terra. L’anno scorso, è stato il solo stato a votare con gli Usa (oltre due staterelli del Pacifico, atolli occupati da basi Usa) contro la risoluzione dell’Onu che ha condannato Israele per la costruzione del muro anti-palestinese.
Maariv sa per certo che il Ministero degli Esteri australiano, convocato l’ambasciatore d’Israele, gli ha intimato di richiamare il “diplomatico” di cui sopra. Se Israele non lo farà volontariamente, è stato comunicato, l’Australia dichiarerà quel tizio “persona non grata” e comincerà la procedure per l’espulsione manu militari. Israele ha dunque richiamato a casa subito il suo agente o spia, per scongiurare uno scandalo internazionale e pubblico.
Agenti israeliani furono colti anni fa mentre cercavano di entrare in Giordania, dove intendevano commettere un omicidio “mirato”, esibendo passaporti canadesi. In genere, per queste imprese, i passaporti di paesi innocui come Canada, Australia e Nuova Zelanda sono molto apprezzati, perché consentono l’entrata in quasi ogni altro Paese senza visto.
di Maurizio Blondet




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