Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
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    Predefinito Il mito dei faraoni negri

    Sfogliando una serie di riviste scientifiche americane, ho trovato un numero di "The Sciences" (marzo-aprile 1997) monografico su questioni razziali ("A special issue on race").
    L'articolo principale è una smentita del fatto che gli antichi egizi fossero dei negroidi, mito principe della cultura dei campus liberal e del razzismo afroamericano.
    A sostenerlo non è uno studioso bianco e razzista, magari di Mankind Quarterly, ma ... un classicista di colore, tal Frank M. Snowden jr., unico "colored" (si scopre però che è un mulatto piuttosto chiaro) ad essersi laureato in questa branca, ma al precipuo scopo di studiare il solo argomento del rapporto dei greci e romani classici con gli individui di colore (con la conclusione che i primi non erano razzisti). "Blacks in Antiquity" è il libro principale, poi seguito da "Before Color Prejudice". Ha pubblicato anche una confutazione di "Atena nera" di Bernal, "Black Athena Revisited".

  2. #2
    Mjollnir
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    Predefinito

    Conosco poco la religione egizia, ma già ad uno sguardo superficiale non sembra avere molto in comune con i culti animistici dell'Africa tribale... mi rimetto comunque a chi ne sa di più !

  3. #3
    Homo faber fortunae suae
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    le mummie nere sono dovute all' erroneo utilizzo di sali di nitron durante il periodo di decadenza della tecnica di mumificazione egizia.

  4. #4
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito Re: Il mito dei faraoni negri

    Ora secondo me dovremmo cercare di evitare di cadere da un estremo all'altro.
    Fatta salva la totale e completa infondatezza del mito afrocentrista (a proposito, iniziano finalmente a vedersi anche in Italia i 'capolavori' di questa 'fondamentale' scuola di pensiero, e guarda caso da parte di una casa editrice filo-immigrazionista e oscenamente politicamente corretta, l'Harmattan Italia, imperdibili i due testi da loro editi su Cheick Anta Diop), più volte segnalato come gemello 'politicamente corretto' e al passo coi tempi dello speculare nordicismo, non è nemmeno corretto asserire tout-court che non ci furono infiltrazioni negroidi tra gli egizi o che in assoluto non si ebbero faraoni negri, perché così non è stato. Basti solo ricordare la dinastia dei faraoni kushiti dell'Alta Nubia, che crearono un impero che durò in tutto milleduecento anni. Faraoni che giunsero perfino a regnare sull'antico Egitto creando la XXV dinastia.
    Questo non significa ovviamente che i negri hanno dato origine alla cultura occidentale, come gli afrocentristi vorrebbero, ma semplicemente a riaffermare la verità storica al di sopra di ogni partigianeria e sciocchezza propagandistica.

    Saluti.

  5. #5
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    Talking re

    Ave a tutti. Mio primo post in questa area, spero che venga accolto bene.

    Ordunque, dopo svariati anni di studi (amatoriali) sulla materia egizia, personalmente mi pare eccessivo giudicare tale civiltà direttamente connessa con gli influssi centro africani. Seppur dipendente a volte economicamente, ma pur sempre da un punto di vista di superiorità netta, dalla nubia, mai questa ha influito efficacemente sulla civiltà propriamente nilotica. é anche vero però, che alcuni culti hanno a poco a poco preso connotazioni africane, o meglio, da origini africane sono stati poi rifiniti adeguatamente in egitto (iside su tutti). Purtuttavia, per molti è evidente quanto l'egitto culturalmente e spiritualmente sia figlio di influssi egualmente importanti provenienti dall'ovest (atlantide?) quanto dall'est semita.
    Per eventuali confronti, sono ottimi i testi del De Rachewiltz (si, il marito della figlia di Pound, nonchè uno dei nostri migliori egittologi, seppur ignorato dall'egittologia ufficiale per via delle sue collusioni con l'ambiente esoterico), tra cui "sesso magico nell'africa nera".

    Oltretutto, mi pare pure evidente quanto i tratti somatici egizi non siano negroidi....

    che poi anche i nubiani facevano le piramidine, è un altro paio di maniche....

    saluti...+

    a.
    "Dedicandomi ogni azione, con mente perfettamente interiorizzata, libero da ogni desiderio come da ogni spirito di possesso, calmata la tua febbre, combatti" Bhagavadgita I, 30
    "Tu regere Imperio populos, Romane, memento (hae tibi erunt artes), pacisque imponere morem, parcere subiectis et debellare superbos" Eneide, VI, 851

  6. #6
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    Benvenuto, egregio Praef_Praetorio

    Sei un esperto di cose egizie ? In tal caso ti invito a leggere anche
    questa >> discussione sul culto di Iside e l'egittismo << e a dirci la tua.

    Saluti

  7. #7
    Sparuta minoranza
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    Predefinito

    Ordunque, dopo svariati anni di studi (amatoriali) sulla materia egizia, personalmente mi pare eccessivo giudicare tale civiltà direttamente connessa con gli influssi centro africani. Seppur dipendente a volte economicamente, ma pur sempre da un punto di vista di superiorità netta, dalla nubia, mai questa ha influito efficacemente sulla civiltà propriamente nilotica. é anche vero però, che alcuni culti hanno a poco a poco preso connotazioni africane, o meglio, da origini africane sono stati poi rifiniti adeguatamente in egitto (iside su tutti).
    Gli egizi erano etnicamente “nilotici” e non “negri” come alcuni pseudostorici afrocentristi vorrebbero; parlavano lingue del gruppo camito-semita (o Afroasiatico una macrofamiglia linguistica molto antica e differenziata) più vicine a lingue propriamente semite che a quelle africane (al contrario di alcuni mistificatori che vedrebbero connessioni improbabili con dialetti nigeriani o senegalesi!).

    Personalmente tendo anch’io a riconoscere un’influenza della civiltà egizia su quella nubiana piuttosto che viceversa, ma i rapporti tra l’Egitto e la Nubia furono lunghi e complessi ed a più riprese i faraoni dell’Antico e Medio regno tentarono di conquistare il regno di Kush (ovvero l’alta Nubia) sempre respinti con ferrea durezza dai kushiti (ne fanno fede l’impressionante serie di fortezze difensive fatte costruire dagli egizi all’altezza della 2° cataratta presso Wadi Halfa in Sudan oggi sparita sotto il lago Nasser).
    La civiltà di Kerma (la capitale del regno) perse poi la propria indipendenza (ed il monopolio con i ricchi traffici subequatoriali) sotto la politica espansionistica dei faraoni del Nuovo regno (1550-1075 a.C.) risorgendo poi come una fenice sotto il regno kushita di Napata i cui sovrani, riuniti i vari principati in cui si era divisa la terra di Kush, riusciranno a regnare sui loro antichi dominatori egizi creando la XXV dinastia (775-653 a.C.) quella appunto dei faraoni neri (scacciati dall’invasione assira si ritireranno nelle loro terre dove comunque ancora per secoli saranno un’importante polo commerciale e politico).
    Recentemente le statue di alcuni di questi faraoni neri sono state ritrovate proprio vicino kerma: tutte appaiono spezzate ritualmente probabilmente per evitare oltraggi da parte del faraone Psammetico II che intorno al 590 a.C. organizzerà un raid distruttivo in quelle terre (bisogna ricordare che le statue non svolgono una mera funzione “artistica” ma possono essere usate a scopi di magia rituale).
    Le effigi dei sovrani seguono quasi tutte l’iconografia egizia con le iscrizioni del protocollo reale (i titoli e i nomi del Re “amato da Amon-Ra”) ed anche lo stile delle opere le fa ritenere creazione di maestranze tebane; in sostanza l’influenza e l’acculturazione egizia è palese e ben presente anche in questi faraoni neri (in seguito il distacco dai loro potenti vicini farà sviluppare una maggiore autonomia stilistica).
    A onor del vero bisogna comunque aggiungere che la civiltà di Kerma classica (2500-1500 a.C.) ci ha lasciato rovine e resti imponenti segno tangibile di una complessa organizzazione sociale che non sarebbe onesto classificare come “tribale”.

    Purtroppo molti mistificatori afrocentristi hanno cercato di plasmare la storia a loro piacimento; così non è bastato loro appropriarsi della civiltà egizia (naturalmente per certi “storici” gli egizi erano neri tout court) e di quella greca (sulla questione delle influenze egizie in Grecia tornerò più avanti) ma sono state segnalate spedizioni persino in America (guarda caso proprio della XXV dinastia circa nel 700 a.C.) e dunque persino la civiltà olmeca (che è considerata la madre delle civiltà precolombiane dell’America centrale) sarebbe figlia di questi civilizzatori neri.
    Le prove? Le grandi facce negrodi della scultura olmeca (in realtà perfettamente in linea con i profili degli indios della zona), le piramidi (strutture piramidali sono presenti in molti luoghi del mondo), la caratteristica dell’imbalsamazione (che come pratica pare accertata solo presso i popoli andini che hanno poco a che vedere con gli olmechi) e poi affinità cultuali e religiose (naturalmente si evidenziano le somiglianze e si tacciono le differenze), gli elmetti da battaglia in stile “egiziano” ecc, ecc…


    Le "prove" della civilizzazione nera dell'America...

    Ultimamente poi, forse in ossequio alle simpatie islamizzanti di molti esponenti di questa corrente (un noto membro dell’afroamericana Nation of Islam è convinto che la scrittura olmeca provenga dal Sahara occidentale!), sono stati proposti nuovi canali di civilizzazione nera dell’America il più importante dei quali sarebbe la spedizione che Abu Bakari II, Imperatore del Mali, avrebbe organizzato nel XIII (http://www.geocities.com/SoHo/Worksh...JohnsLec1.html ) influenzando profondamente le culture mesoamericane e addirittura costruito delle moschee in Messico qualche secolo prima di Colombo (ricordo addirittura di aver visto riportata la notizia sull’organo delle comunità islamiche sciite italiane forse sono riusciti anche a capire la confessione di queste, archeologicamente inesistenti, moschee ).
    Altre influenze si sarebbero avute sugli indigeni Caribi, sugli indiani Nordamericani, sui Chimu, sulla cultura Chavin (nel Perù preispanico) e sugli Incas tutti popoli contattati in più episodi tra il VII sec. a.C. e il XIV d.C.

    Giustamente l’amico Orazio ricorda che questo approccio a senso unico riecheggia i motivi classici del nordicismo: si gioca con i miti e leggende (l’Atlantide in questo caso fa la parte della Terra di Thule), si analizzano profili e crani “scientificamente”, si citano fonti pro domo sua, si falsifica la storia mischiando dati e fatti distanti cronologicamente e spazialmente in un approccio metodologico iperdiffusionista che ormai è stato ampiamente superato (indipendentemente quale che sia la direttrice) per giustificare quelle che sono semplici rivendicazioni politiche ed ideologiche (non per nulla gli esponenti dell’afrocentrismo sono quasi tutti americani od inglesi e non africani!).

  8. #8
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    Predefinito ah!

    ecco, questa è quella che chiamo "una bella sonora mazzata ottimamente assestata"

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  9. #9
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    Predefinito Annibale

    Nuovo peplum in arrivo: Dopo “Il gladiatore”, “Troy”, “Alexander” ecco il nuovo polpettone storico/hollywoodiano questa volta incentrato sul grande condottiero cartaginese.
    In realtà i film in cantiere su Annibale sono due (forse anche tre!) uno della Columbia dal titolo "Hannibal the Conqueror” con protagonista Vin Diesel (che forse interpreterà anche il Gladiatore 2) e uno della 20th Century Fox con l’attore nero Denzel Washington.
    Sembra che anche la Sony stia preparando una pellicola sullo stesso argomento ma ancora non è trapelato il nome del protagonista.
    In America già infuria la polemica: quale dei due rappresenterebbe meglio Annibale, ovvero era nero il grande generale?

    was Hannibal black?

    Da una parte gli afrocentristi sostengono che era “africano” e dunque (per loro) nero come anche, secondo questa simpatica corrente di pensiero, Socrate, Cleopatra, Gesù; dall’altra parte altri (ben più realisticamente) ricordano che Cartagine era colonia fenicia e dunque semita e che Annibale (di aristocratica famiglia) non avrebbe potuto essere nero considerando che non era costume delle famiglie nobili sposarsi con membri estranei alla loro classe sociale e che comunque le popolazioni autoctone dell’Africa del Nord non erano (e non sono) nere e certamente etnicamente ben distanti da quelle dell’Africa occidentale da dove provenivano gli antenati della larga maggioranza dei neri statunitensi.

    Che dire…speriamo che almeno per la parte di Scipione scelgano un attore italiano

 

 

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