LE RADICI DELLA FEDE
Un’occasione per un bilancio su quanto l’intuizione del Concilio sia diventata prassi Betori: «Un ponte con la catechesi per non chiudere la rivelazione nell’immobilità del libro»

«Dei Verbum»,
40 anni di una Parola ritrovata


È dedicato all'attualità della costituzione promulgata dal Concilio Vaticano II il XIII convegno dell'Apostolato biblico della Cei in corso a Roma
«Per conoscere Cristo è necessario riscoprire il cuore della Scrittura»




Da Roma Gianni Santamaria


Quest'anno cade il 40° della Costituzione conciliare «Dei Verbum» sulla Sacra Scrittura. E il settore Apostolato biblico della Cei, che opera all'interno dell'Ufficio catechistico nazionale, non poteva non dedicare il suo XIII convegno nazionale, iniziato ieri nel santuario del Divino Amore, alle porte di Roma, a un bilancio, nonché a un tentativo di attualizzazione e rilancio di questo compito essenziale: aiutare ad andare alle sorgenti della fede. Il tema riprende proprio un passo della «Dei Verbum»: «L'ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo».
A dare una lettura pastorale dello storico pronunciamento del Vaticano II ai circa cento convegnisti - responsabili e animatori dell'apostolato biblico nelle diocesi - è stato il vescovo Giuseppe Betori, segretario generale della Cei. Essa, ha detto preliminarmente, «presenta una nuova comprensione rispetto a concezioni antiche, non errate, ma inadeguate» su diversi temi: Parola di Dio, Rivelazione e fede, rapporto tra Tradizione e Scrittura, carisma dell'ispirazione e verità, valore dell'Antico Testamento per i cristiani, storicità dei Vangeli, posto che alla Bibbia spetta nella vita e nella missione della Chiesa.
La pianta - è l'immagine usata - ha dato frutti, portando la Bibbia al centro di liturgia, catechesi, spiritualità, insegnamento scolastico, mondo della cultura e dell'arte. Ma naturalmente resta molto da fare «perché da tutti sia avvertito che aprire la Bibbia è entrare nel mistero di amore del Padre che comunica con noi, nello Spirito, mediante il suo Figlio». Per questo vanno rafforzate alcune dimensioni costitutive: quella ecclesiale - «Il gruppo biblico che si chiude e si isola, rischia di tagliare il ramo su cui sta seduto», ha ammonito Betori -, quella celebrativa e quella catechistica. Compito importante dell'Apostolato biblico è, infatti, «lanciare un ponte che saldi Bibbia e catechismo».
Betori, poi, ha stigmatizzato alcuni atteggiamenti: il trascurare l'Antico Testamento con la diff usione di «stereotipi su un "Dio violento" e una "religione nazionalista", facendo ricadere il sospetto sulla religione ebraica»; la lettura fondamentalista o ideologica della Scrittura; la sua trasformazione in un "ricettario" di moralismo.
Infine il vescovo ha sottolineato che la Bibbia «dona ciò che dice a patto che non rimanga congelata nello scritto, in un libro collocato in biblioteca». Termometro del suo "buon uso" è il suo tradursi in spiritualità, particolarmente dell'altare. Dimensione da riscoprire in questo Anno eucaristico che vedrà in maggio il Congresso nazionale a Bari. L'aveva richiamata, in apertura dei lavori, don Cesare Bissoli - direttore del settore Apostolato biblico - sottolineando che per la prima volta il convegno nazionale degli animatori biblici è approdato al santuario del Divino Amore.
Oggi, dopo la Messa, i lavori proseguono con la relazione dell'arcivescovo di Lanciano-Ortona, Carlo Ghidelli, noto biblista, («Dalla Dei Verbum ai nostri giorni. Sfide, orientamenti, scelte pastorali in ambito biblico nella Chiesa italiana»). Seguirà una tavola rotonda su «Far incontrare la Bibbia in àmbiti nuovi» con i direttori degli uffici catechistici diocesani di Torino e Rimini, i sacerdoti Andrea Fontana e Guido Benzi, il biblista don Ambrogio Spreafico e il giornalista Paolo Giuntella. Nei gruppi di studio saranno messe a fuoco modelità come gruppi e corsi biblici, la formazione degi animatori e le esperienze di primo annuncio o di riscoperta della fede da parte dei cosiddetti "ricomincianti". In serata la "lectio divina" ecumenica sarà guidata dall'evangelico Valdo Bertalot. Domani l'ultima relazione, del Carmelitano Bruno Secondin, su «Come fare lectio divina con la gente». Infine, conclusioni e proposte, tra le quali sarà formulata quella di condurre un'indagine scientifica sulla Bibbia in Italia.


Avvenire - 6 febbraio 2005