ARCIPRETE IN VATICANO
L’annuncio dei nuovi incarichi è stato diffuso ieri in mattinata Il presule commosso e riconoscente: «A settembre il Papa mi aveva salutato con un "Ci vedremo presto"»

Comastri: «Maria mi manda da Pietro»

Dopo otto anni di ministero nel centro marchigiano, l’arcivescovo è stato chiamato a Roma dal Papa «San Pietro sarà sempre più un santuario per tutti»


Da Loreto Vincenzo Varagona

Dopo otto anni lascia il centro mariano di Loreto monsignor Angelo Comastri, nominato da Giovanni Paolo II coadiutore dell'arcipretete della Basilica di San Pietro, presidente della Fabbrica di San Pietro e vicario per lo Stato della Città del Vaticano. L'annuncio, reso noto ieri dalla Sala stampa vaticana, è stato formalizzato contemporaneamente ai principali collaboratori nella Delegazione pontificia della Santa Casa dallo stesso arcivescovo prelato. «Il primo sentimento - ha confidato monsignor Comastri - è la sproporzione dell'incarico che mi è stato affidato e di cui non mi sento degno. Subentrano, tuttavia, la serenità che viene dall'obbedienza e la pace interiore dettata da un sì convinto alla chiamata del Signore». Ai fedeli che gli chiedono cosa andrà a fare in Vaticano don Angelo risponde sorridendo con una battuta: «Il viceparroco del Papa!», poi con un filo di commozione ricorda quel saluto di Giovanni Paolo II a Montorso di Loreto, quando, alla conclusione del pellegrinaggio nazionale dell'Azione Cattolica, il Papa lo aveva lasciato dicendogli: «Ci vedremo presto!». «Pensavo a un saluto di circostanza - spiega Comastri - ma oggi a quelle parole devo dare un significato diverso. Tutto ciò rafforza i sentimenti di gratitudine e affetto per il Santo Padre che mi ha voluto - dice ancora - nella Chiesa che rappresenta il primato di Pietro». Monsignor Comastri affiancherà il cardinale Francesco Marchisano, che ha assunto, per volontà del Papa, anche l'incarico di presidente dell'Ufficio del lavoro della Sede Apostolica, senza titolare dopo la scomparsa del cardinal Jan Schotte. A chi gli chiede di interpretare il significato di questa nuova missione Comastri risponde che «la scelta del Santo Padre è in linea con il suo desiderio di rendere San Pietro sempre più "santuario", luogo di culto e di amministrazione di sacramenti, oltre che straordinario scrigno artistico. Io credo - aggiunge il delegato pontificio - che il Papa tenga molto al fatto che i fedeli e gli stessi turisti entrando in quello che è il "santuario della cattolicità" vengano confermati e rafforzati nella fede. Mio compito sarà aiutare i pellegrini a respirare la fede, facendo anche in modo che non si perdano soltanto nell'arte». Comastri confida di avere saputo la notizia da pochissimi giorni e dovrà dedicare i prossimi a organizzare il suo trasferimento. Partirà per Roma lunedì pomeriggio, dopo i funerali di monsignor Gennaro Benito Franceschetti, arvivescovo di Fermo, e per qualche settimana affronterà la doppia responsabilità, a Loreto (dove è già programmata la serie dei tradizionali "quaresimali") e in Vaticano, per impostare insieme al Papa la sua nuova missione. Questo importante incarico rafforza ancora di più il rapporto personale di fiducia con il Papa, già evidente nella scelta compiuta dal Santo Padre che lo scorso anno aveva voluto lo stesso Comastri per la predicazione degli esercizi spirituali. Un rapporto che si è ulteriormente consolidato anche nella preparazione dell'ultima visita a Loreto, il 5 settembre scorso. Fu quello l'unico viaggio italiano di Giovanni Paolo II nel 2004.

Avvenire - 7 febbraio 2005