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    Putin avverte Kiev: rubateci il gas e l'Europa ne soffrirà
    mercoledì 11 novembre 2009 18:43
    di Gleb Bryanski and Natalya Zinets

    MOSCA/KIEV, 11 novembre (Reuters) - La Russia taglierà l'approvvigionamento di gas verso l'Europa, se l'Ucraina dovesse prelevarlo dalle pipeline che attraversano il suo territorio. Lo ha detto oggi il Primo ministro russo Vladimir Putin, un avvertimento che ha evocato lo spettro di un'altra guerra del gas.

    Il duro monito di Putin è stato subito seguito dalle assicurazioni della sua controparte ucraina, la premier Yulia Tymoshenko, secondo la quale Kiev rispetterà l'impegno di pagare il gas russo e di farlo arrivare in Europa, dopo che Mosca ha accettato di rinunciare alle multe inflitte all'Ucraina per aver acquistato una quantità di gas miinore di quella pattuita.

    "Se non dovessero pagare per le forniture di gas destinate al consumo interno, non ne riceveranno", ha detto Putin. "Ma se non lo riceveranno, allora è probabile che si rivalgano servendosi dai gasdotti destinate al mercato estero", ha aggiunto il premier russo.

    "Non appena l'approvvigionamento illegale comincerà, noi taglieremo i rifornimenti. Poi non venite a porre la questione dell'affidabilità", ha aggiunto.

    L'Europa, che dipende dal gas russo, importato via Ucraina, per un quinto del suo fabbisogno, vuole evitare che si ripeta lo stallo dell'anno scorso, a causa del quale la Russia bloccò le forniture per due settimane, nel pieno di un inverno particolarmente freddo.

    La possibilità che si ripetesse lo stesso braccio di ferro era sembrata affievolirsi dopo che la Russia aveva deciso di rinunciare alle multe comminate all'Ucraina per aver importato meno gas di quanto pattuito, ma nelle ultime settimane Mosca è tornata a fare pressione su Kiev.

    Putin ha evidenziato come lo scontro politico alla vigilia delle elezioni presidenziali ucraine del 17 gennaio abbia congelato i pagamenti per il gas importato.

    "I mezzi per pagare ci sono", ha detto. "il Fondo monetario internazionale (Fmi) ce lo ha confermato. Il problema è che lì (in Ucraina, ndr) è scoppiata una battaglia elettorale", ha commentato.

    L'Ucraina prevede di pagare le forniture di gas russo con il prestito ricevuto dall'Fmi. Mosca sostiene che questa iniezione di risorse, unita all'indulgenza mostrata dalla Russia nella questione sul volume di gas importato, dovrebbe mettere l'Ucraina nella condizione di poter pagare.

    Il Primo ministro Tymoshenko, candidata alle elezioni, aveva ammesso le difficoltà incontrate dal suo paese nel pagare l'ultima rata di 500 milioni di dollari per le forniture di ottobre, prima del 7 novembre.

    Ma oggi ha aggiunto che la cooperazione tra Russia e Ucraina permetterà a quest'ultima di pagare il gas russo e di garantire il transito di quello destinato all'Unione Europea.

    "Abbiamo equilibrato il volume di gas per l'Ucraina e oggi abbiamo ricevuto l'assicurazione dalla Russia che non ci saranno multe. E siamo già arrivati ad un accordo sulla quantità di gas di cui l'Ucraina avrà bisogno nel 2010", ha detto Tymoshenko.

    "Possiamo garantire che, se questa collaborazione continuerà, non infrangeremo in nessun caso i nostri obblighi nei confronti dell'Ue, per quanto riguarda il trasporto del gas, né quelli con la Russia per quanto riguarda il pagamento del gas (da noi) consumato".



    Putin avverte Kiev: rubateci il gas e l'Europa ne soffrirà | Notizie | Società Estere | Reuters

  2. #2
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    Predefinito Rif: Putin avverte Kiev: rubateci il gas e l'Europa ne soffrirà!

    Quando il North e South Stream entreranno in funzione, l'Ucraina le pagherà queste sue politiche sciagurate.

    Volevo porre un quesito tecnico-economico:

    Il Primo ministro Tymoshenko, candidata alle elezioni, aveva ammesso le difficoltà incontrate dal suo paese nel pagare l'ultima rata di 500 milioni di dollari per le forniture di ottobre, prima del 7 novembre.
    Siccome la Gasprom è sia dello Stato sia dei privati (non so in che misura) questi 500 milioni di dollari a chi vanno?

  3. #3
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    Predefinito Rif: Putin avverte Kiev: rubateci il gas e l'Europa ne soffrirà!

    Lubiana nel progetto del gasdotto dal Mar Nero

    il Piccolo — 15 novembre 2009 pagina 05 sezione: ATTUALITÀ
    di MAURO MANZIN TRIESTE Era l’ultimo tassello del mosaico. E ieri il quadro si è chiuso con la firma a Mosca della partecipazione della Slovenia al cosiddetto «Progetto South Stream», ossia il metanodotto che collegherà il Mar Nero con Monfalcone. Dunque, dopo tante trattative e dopo aver informato il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini lunedì scorso a Brdo pri Kranju, la Slovenia ha siglato l’agognato accordo con la Russia per la partecipazione al progetto di gasdotto South Stream, frutto di una joint venture Gazprom-Eni, nel corso di un incontro tra i rispettivi premier a Novo-Ogarievo, alle porte di Mosca. L'accordo di cooperazione intergovernativa sul South Stream è stato firmato dal ministro russo dell'Energia, Serghiei Shmatko, e dal suo collega sloveno, Matej Lahovnik, alla presenza dei rispettivi premier, Vladimir Putin e Borut Pahor. Il gasdotto porterà il gas russo nell'Europa sudorientale passando sotto il Mar Nero ed evitando l'Ucraina. Avrà una capacità di 63 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Il progetto è considerato concorrenziale rispetto a quello del Nabucco, il gasdotto sponsorizzato dalla Ue per trasportare il metano dal mar Caspio in Europa bypassando la Russia per ridurre la dipendenza energetica del vecchio continente da Mosca. E proprio martedì scorso il programma d'azione legato alla costruzione del tratto sottomarino del gasdotto South Stream è stato al centro di un colloquio che l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, ha avuto a Mosca con l'ad di Gazprom Aleksiei Miller. Come riferisce l'agenzia Itar-Tass, che cita un comunicato del colosso energetico russo, «nell'incontro sono state esaminate le questioni della cooperazione bilaterale in campo energetico». «Le parti - aggiunge il comunicato - hanno valutato positivamente il lavoro comune per la realizzazione della fase di preinvestimento del progetto South Stream. L'Italia - nota Gazprom - è il terzo importatore di gas russo in Europa, e nel 2008 ha ottenuto dalla compagnia russa 22,4 miliardi di metri cubi di gas naturale. Nel novembre 2006 Gazprom e Eni firmarono un accordo di partnership strategica in base al quale Gazprom ha avuto la possibilità a partire dal 2007 di inviare forniture dirette di gas russo sul mercato italiano. «Mosca ha firmato un accordo per attuare il progetto di gasdotto South Stream con tutti i suoi partner chiave», ha sottolineato il premier russo, Vladimir Putin, dopo la firma odierna per la partecipazione al progetto anche della Slovenia. «Abbiamo così siglato la fine con tutti i partner europei chiave che ci sono necessari per mettere in pratica questo progetto», ha dichiarato il capo del governo russo, dopo i colloqui con il suo collega sloveno, Borut Pahor, come riferisce l'agenzia Interfax. Per il premier russo uno dei compiti del gasdotto South Stream è anche quello di «disciplinare» l'Ucraina. «La diversificazione nelle forniture dei nostri prodotti energetici aumenta la loro stabilità e affidabilità. E ciò servirà a disciplinare anche i nostri partner di transito», ha detto Putin. «Io spero che il nostro principale Paese di transito, l'Ucraina, rispetterà tutti i punti del contratto firmato nel gennaio scorso». La firma di Lubiana potrebbe apparire in correlazione con il veto opposto alla costruzione del rigassificatore di Zaule a Trieste. E, in effetti, in parte lo è, considerando che gli organi governativi sloveni stanno «strizzando l’occhio» all’impianto di rigassificazione che la Croazia sta preparando a Castelmuschio sull’isola di Veglia. Stranamente lì non ci sono pericoli ambientali per i 46 Km di costa slovena. Ma, guarda caso, l’impianto dovrebbe essere gestito dalla russa Lukoil. Insomma, per l’energia, la Slovenia guarda decisamente a Est e adesso che le carte si stanno scoprendo si può non fare peccato a pensare che dietro all’ostinato «no» al rigassificatore di Trieste ci siano altri grandi giochi internazionali, non fosse altro che la Gazprom sarebbe alquanto interessata all’acquisizione della slovena Petrol.

    Lubiana nel progetto del gasdotto dal Mar Nero - il Piccolo dal 2003.it » Ricerca


    Nel mirino Ue l accordo fra Lubiana e Gazprom

    il Piccolo — 14 ottobre 2009 pagina 09 sezione: ATTUALITÀ
    LUBIANA Nel caso che la Slovenia firmi con la Russia l'accordo sulla costruzione di un tratto del gasdotto South Stream, il cui testo è gia stato definito tra i due governi, saranno violati alcuni regolamenti sulle politiche energetiche dell'Unione europea. Lo scrivono fonti di stampa slovene. Secondo il giornale Dnevnik di Lubiana, la firma definitiva dell'accordo con la Russia è per ora poco probabile date le obiezioni della Commissione europea. Il testo attuale dell'accordo prevede che la società di gestione del gasdotto in Slovenia sia di proprietà congiunta della russa Gazprom e della slovena Geoplin. Tale soluzione è in contrasto con la normativa europea in vigore da settembre, che vieta che l'infrastruttura per la distribuzione del gas sia in possesso di società che lo vendono. Inoltre, l'Ue proibisce che la proprietà di gasdotti sul suo territorio sia di società con base in «paesi terzi». Secondo il giornale il testo dell'accordo è ora sottoposto al vaglio di Bruxelles. L'incompatibilità con le citate norme europee sarebbe stata confermata da varie fonti e l'Ue avrebbe già informalmente segnalato a Lubiana di non firmare l'accordo con la Russia e con Gazprom. La Bulgaria, l'Ungheria e la Grecia hanno già firmato simili accordi con Gazprom, ma prima che le nuove norme entrassero in vigore. L'interesse in Slovenia perchè un tratto del South Stream attraversi il suo territorio è fortissimo, data l'importanza strategica del progetto per la politica energetica dell'Ue. La settimana scorsa il presidente, Danilo Turk, ha espressamente detto che la Slovenia «non si può permettere di non essere inclusa nelle arterie energetiche europee e farà tutto il possibile affinchè un tratto del South Stream attraversi il territorio sloveno». «Nel raggiungere questo obbiettivo - ha aggiunto - non dobbiamo temere le varie intrusioni burocratiche, alcune delle quali sono arrivate anche dall'Ue». Secondo i progetti il braccio nord del South Stream avrebbe inizio in Bulgaria, dove tramite il Mar nero arriva dalla Russia, per attraversare la Serbia, l'Ungheria, la Slovenia e terminare in Austria.

    Nel mirino Ue l accordo fra Lubiana e Gazprom - il Piccolo dal 2003.it » Ricerca
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    Predefinito Rif: Putin avverte Kiev: rubateci il gas e l'Europa ne soffrirà!

    Per Trieste si prospetta un futuro come snodo energetico internazionale
    di Lorenzo Salimbeni

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  5. #5
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    Predefinito Rif: Putin avverte Kiev: rubateci il gas e l'Europa ne soffrirà!

    L’Ucraina provoca la Russia
    Ucraina :::: Giovanni Petrosillo :::: 6 novembre, 2009 ::::
    Fonte: ripensaremarx

    L’Ucraina non ha ancora imparato la lezione e con l’arrivo della stagione invernale ha ricominciato a provocare la Russia sul gas che pretende di acquistare a prezzi “fuori mercato” e con rateizzazioni a lungo termine, contravvenendo così agli accordi già stipulati.

    Il presidente Yushchenko, forte del credito morale che raccoglie nella famigerata comunità internazionale, la quale lo ha investito del ruolo di sacerdote filo-occidentale e di garante dei principi liberali nel suo paese ,contro il fantomatico pericolo rappresentato dall’avanzata del modello autoritario russo, cerca di prendere tempo e di ritardare nuovamente i pagamenti verso Gazprom. Putin però, non essendo più disposto ad accettare le furberie ucraine, ha anticipato le mosse dell’avversario e si è rivolto direttamente all’Europa, definitasi più volte la santa protettrice della “democrazia” di Kiev, perché sia essa a mettere mani al portafogli. Il capo di Stato ucraino si sente forte degli appoggi internazionali e della posizione strategica occupata dal suo paese nelle direttrici di transito dei dotti che dalla Russia, attraversando appunto l’Ucraina, raggiungono l’Europa. E si può permettere anche di far pressione sull’UE alla quale – sebbene con tono melodrammatico ed invocando come causa dei problemi nazionali la crisi economica e finanziaria in atto – ha chiesto di saldare, al suo posto, le bollette energetiche in arretrato, pena il fallimento dello Stato.

    Ma dietro questo low profile si nasconde la minaccia di una nuova interruzione del flusso del gas a danno dei consumatori europei, come procurato in passato. Già dal 2006 infatti, di fronte all’atteggiamento di Kiev di sottrarsi agli impegni contrattuali, Gazprom si vide costretta a ridurre le quantità che transitavano nei dotti di competenza ucraina, proprio per la misura che il paese si rifiutava di pagare. In tutta risposta, le autorità ucraine sottrassero il gas di passaggio sul loro territorio interrompendo i rifornimenti agli europei, i quali invece i conti li avevano a posto.

    Se Yushchenko si sente totalmente al riparo dalle reazioni russe e dai flebili mugugni delle autorità comunitarie è anche perché gode del sostegno statunitense orientato a porre un argine alla potenza russa in recupero di egemonia sui propri vicini prossimi.

    Questa volta però, presidenza e governo ucraino non potranno premere troppo sull’acceleratore delle pretestuose accuse di strangolamento economico, più volte lanciate al potente vicino. Yushchenko ha, difatti, già ottenuto dalla Russia un trattamento di favore. Mosca, come segno di distensione delle relazioni tra i due paesi (ne abbiamo parlato in un articolo di qualche mese fa), ha versato in anticipo i diritti di attraversamento dell’area ucraina fino al 2010, rimpinguando le casse dell’ex satellite sovietico di 2,5 mld di dollari.

    Evidentemente, questo aiuto non è bastato a risolvere i problemi di liquidità di Kiev che, come messo in evidenza, attraversa una situazione finanziaria a dir poco disastrosa. Tuttavia, rispetto al recente passato, Putin può ora contare su rapporti meno tesi con i partner occidentali, coinvolti, grazie ad una serie di accordi bilaterali, nei nuovi progetti di gasdotti che a breve dovrebbero rifornire l’Europa.

    Il riferimento è ovviamente ai progetti South Stream e North Stream, il primo che vede la partecipazione di Italia e Francia ed il secondo quella di Germania e altri paesi nordici. Probabilmente, questa situazione sta indispettendo oltremodo i vertici ucraini che si sentono traditi dopo aver svolto diligentemente il loro utile lavoro di sbirri pro-occidentali per conto di americani ed europei. Purtroppo per Yushchenko il clima geopolitico è profondamente mutato e non spira più quel vento in poppa “da occidente” che aveva fatto viaggiare a vele spiegate le rivoluzioni colorate e con esse i traditori nazionali che fungevano da traghettatori di quegli interessi. L’Europa, questa volta, non potrà fare il doppio gioco richiamando entrambi i disputanti ad un atteggiamento di responsabilità e sarà anzi costretta a pagare quanto richiesto da Putin (probabilmente 1 mld di euro). Quest’ultimo ha avuto l’astuzia di denunciare prima di un’altra possibile crisi la situazione in corso, per non essere così accusato delle eventuali conseguenze che ne deriveranno. In queste condizioni non vale davvero la pena di far deteriorare quei legami positivi che finalmente si sono stretti con la Russia. Tutto ciò ha un senso per l’Europa (politicamente ed economicamente) ma che senso ha, invece, continuare a sostenere regimi inetti come quelli alla Yushchenko che fanno solo danni economici e che procurano problemi politici?



    L’Ucraina provoca la Russia | eurasia-rivista.org

  6. #6
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    Predefinito Rif: Putin avverte Kiev: rubateci il gas e l'Europa ne soffrirà!

    Citazione Originariamente Scritto da Spetaktor Visualizza Messaggio
    Per Trieste si prospetta un futuro come snodo energetico internazionale
    di Lorenzo Salimbeni

    Per Trieste si prospetta un futuro come snodo energetico internazionale | eurasia-rivista.org
    Ho letto l'articolo in questione, mi sembra che Berlusconi sia riuscito ad inserire - se saranno realizzati questi progetti energetici - l'Italia al centro di una delle più importanti infrastrutture continentali eurasiatiche. Ottimo!

 

 

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