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  1. #1
    Viribus Unitis
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    Predefinito Skorpio: che tipo di fumetto è?

    Non sono mai riuscito a capirlo...

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  2. #2
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    Predefinito Re: Skorpio: che tipo di fumetto è?

    In Origine Postato da Aledex
    Non sono mai riuscito a capirlo...
    Skorpio dell’Eura Editoriale e la cosiddetta rivista contenitore, vengono raccolti vari numeri (tra i più vecchi Nippur di Lagash, Dago ecc.), poi se le testate in esso contenute hanno successo vengono riproposti o addirittura trasferiti in monografici cartonati e quindi rimandati nel circuito della distribuzione, un po’ come Lancio Story.


  3. #3
    Viribus Unitis
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    Predefinito Re: Re: Skorpio: che tipo di fumetto è?

    In Origine Postato da yota71
    Skorpio dell’Eura Editoriale e la cosiddetta rivista contenitore, vengono raccolti vari numeri (tra i più vecchi Nippur di Lagash, Dago ecc.), poi se le testate in esso contenute hanno successo vengono riproposti o addirittura trasferiti in monografici cartonati e quindi rimandati nel circuito della distribuzione, un po’ come Lancio Story.

    E perchè mettono sempre delle bonone assurde in copertina?

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Re: Skorpio: che tipo di fumetto è?

    In Origine Postato da Aledex
    E perchè mettono sempre delle bonone assurde in copertina?
    Semplicissimo, le donne nude fanno vendere di più anche se con il contento non c'entrano niente.

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Skorpio: che tipo di fumetto è?

    In Origine Postato da yota71
    Semplicissimo, le donne nude fanno vendere di più anche se con il contento non c'entrano niente.
    Chissà perchè

  6. #6
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    Predefinito Chiara di notte.

    In Origine Postato da Sgiar
    Chissà perchè
    http://www.ubcfumetti.com/monitor/a011a.htm


    Tranquillo,adesso te lo spiego,io


    E' il 1992 quando, sul settimanale Skorpio della Eura Editoriale fa il suo esordio Chiara di notte.
    Chiara nasce dalla fervida fantasia di Carlos Trillo - ottimamente coadiuvato ai testi da Eduardo Maicas - e dal pennello di Jordi Bernet. Di mestiere fa la prostituta (anzi, per dirla tutta, come lei per prima fa: Chiara fa la puttana) e ogni settimana i suoi autori ne raccontano le brevi storie, quasi sempre in 2 tavole, popolate della più varia umanità, nel cui mezzo spiccano due comprimari semi-fissi: il figlio Paolino e l'amica Virginia.
    La vita e i tempi di Chiara
    articolo di Vincenzo Oliva



    Chiara di notte

    Nessun personaggio seriale può essere rivoluzionario in servizio permanente effettivo, e neppure, più limitatamente, mantenersi innovativo vita natural durante.
    Almeno restando nelle mani dello stesso autore.

    Temi, situazioni, idee finiscono fatalmente per assumere aspetti ripetitivi. In ambito fumettistico, a questa "regola" non si sono sottratti neppure i paperi di Barks o i Peanuts. Tuttavia, il rientro nei ranghi della (relativa) "normalità" non necessariamente significa declino; o almeno declino inteso come perdita completa e continuativamente progressiva di valore. A Schulz non venne mai meno la poesia e a Barks la capacità di narrare.

    Anche per Chiara è passato il tempo e quella carica iconoclasta che ne ha fatto un personaggio tanto significativo è scemata. Le rappresentazioni iniziali ce la mostravano donna a tutto tondo, di volta in volta cinica, tenera, spregiudicata, ingenua. Madre amorevole, oppure preoccupata, professionista attenta alla lira o pronta a inseguire l'ultimo - improbabile - sogno romantico, amica partecipe. Memore di un passato di dolore eppure donna in grado di guardare alla vita con gioia oltre che con pragmatico realismo. Un essere umano, insomma, al quale Trillo, Maicas e Bernet facevano vivere la vita vera di una prostituta, senza falsi moralismi e senza emettere giudizi ipocriti ed inutili. Chiara era dura, poetica e graffiante; uno sguardo disincantato sull'universo maschile (e non solo), eppure capace di compassione e soprattutto di non rinunciare mai a una visione ottimistica e positiva dell'esistenza.






    Oggi, in un certo senso, il personaggio e la striscia sono una rappresentazione di quelle rappresentazioni. Chiara non è più QUELLA donna, ma un'attrice che recita la parte di quella donna, e che a volte ha delle defaillances. Oggi è un TIPO umano più che un ESSERE umano. Quelle emozioni che viveva (e faceva vivere) si sono fissate in una cornice di maniera. Paradossalmente, l'eccellenza ormai assoluta raggiunta da Bernet nel disegnarla ne è un segnale. Dal (relativo) realismo iniziale, il grande artista iberico è passato a un tratto decisamente essenziale, con il quale può ormai rappresentare in modo perfetto l'idea di Chiara più che non la donna. Bernet, con suprema purezza e sintesi, disegna la "Chiaritas" e non Chiara la prostituta.




    Chiara non è più il personaggio nuovo e dirompente che fu, insomma, ma il teatro stilizzato che vive sulle sue pagine ha ancora la ricchezza insita nei tipi umani che vi recitano e nonostante a tratti scivoli nella tentazione della facile ironia, ha ancora le risorse adeguate per un "declino" lunghissimo e dorato. Prima tra tutte, l'arte di uno dei maggiori disegnatori viventi.


    Questa breve riflessione (quasi atto d'amore per il personaggio) è nata, originariamente, sul forum della Eura Editoriale.

  7. #7
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    Post SKORPIO

    di Fabio Bulla



    Cinque lustri per Skorpio, migliaia di tavole. Quante storie in questi 25 anni. A differenza del fratello maggiore Lanciostory su Skorpio tante volte si è cercata la via della sperimentazione: appare per la prima volta una serie umoristica di Robin Wood, la leyenda si discosta dalle fasi e vicende drammatiche di Savarese, Nippur e Dago per regalarci intense risate col James Bond argentino Pepe Sanchez; chi pensava ad una prostituta come protagonista di una serie sul più rigido Lanciostory? Francamente io non ci avrei mai creduto, ma su Skorpio nel ’91 esordisce Chantal e ci prepara a quell’esplosione di umanità nonché bomba sexy di Chiara di notte; Irish Coffee come preludio a Cybersix inaugurano su Skorpio nuove ventate di freschezza che verranno in seguito trasportate sempre grazie a Trillo e Meglia su Lanciostory con diverse miniserie; e infine (tralasciando altre innovazioni) arriva Napoli Ground Zero, l’occasione per capaci e valenti autori italiani di inaugurare un altro microcosmo dopo quello sudamericano e francese.
    Sin dalla presentazione nella prima pagina, Skorpio si propone come rivista innovatrice, addirittura provocatrice, e diventa lo specchio del fratello. Facendo un azzardato parallelo fumettistico, Lanciostory è Sandman e Skorpio è la sorella minore Death, come nel capolavoro di Gaiman: infatti è grazie alle indicazioni della sorella che Morfeo riesce a rinnovarsi dopo la prigionia forzata; e l’unica volta che non segue i consigli della sorella Morte è costretto a seguirla nel suo mondo per rinascere totalmente modificato. È questa la chiave di lettura che voglio dare a questo omaggio per il compleanno della storica rivista contenitore.
    I primi segnali di questo aspetto di Skorpio partono con Qui la legione, che ci trasporta in un periodo storico estremamente realistico e umano nella falsariga delle più belle storie di Robin Wood; la differenza con le altre serie dello sceneggiatore paraguayano è chiara sin dal principio: il protagonista unico sparisce, lasciando affiorare una galleria di stupendi personaggi, dal roccioso sergente Kozacovich all’anticonformista e ribelle legionario Andreani e senza dimenticare il leone Chevalier e il leggendario trasformista “Millefacce” Bosch. Come dice il titolo è la legione che emerge, elevandosi al rango di personaggio femminile e matronale, moglie, madre e amante di ogni legionario. E nel grembo uterino crescono i “Blu”, i novizi, che tra le paure e le privazioni di mamma legione riusciranno a diventare Uomini. Mentre nel focolare domestico di moglie legione, gli ufficiali e il colonnello hanno la loro vita, e come nel caso del nobile De Fontenac niente è meglio di quelle pareti, nemmeno una carica importante a Parigi. E i ribelli come Andreani, nonostante la dichiarata avversione scelgono Lei come amante: un’amante da sogno, ma terribile; e gran parte dei suoi compagni di letto, spira fra le sue cosce. Ma tutti loro, figli, mariti e amanti inneggiano e gridano: “Per la legione”.
    Un altro punto cardine della vita editoriale di Skorpio è la pubblicazione di Loco Chavez. Trillo e Altuna sono all’apice della loro arte, raggiungendo e a volte superando i vertici di Uscita di sicurezza e de L’ultima gioventù. Loco Chavez è un personaggio isterico, lunatico e folle come afferma il suo soprannome; perennemente inseguito dai guai e dalle sempre procaci donne di Altuna, accompagnato da uno stuolo di amici mai così fisicamente reali. Risulta difficile non riconoscere tra i diversi comprimari persone che anche noi conosciamo nella realtà, siano nostri amici cone i Malone e gli Homero o più semplicemente rompipalle come Yuyo Mascarelli; il magistrale controllo psicologico di Trillo su tutti i personaggi, le sfaccettature umane di ognuno di loro rendono questa serie fondamentale per Skorpio, e dispiace che non sia stata inserita nel volume strenna. Infatti Loco rimane nei ricordi come una malattia: questo giornalista assai improbabile, incapace di un rapporto stabile con l’altro sesso (anche se alla fine dalla sua crescita psicologica si accompagna alla prorompente Pampita, ma credo che nelle storie mai narrate siano apparse più di una volta l’incomprensibile Fiona e la complicata Oblio nonché l’adolescente Gatto ormai cresciuta e pronta a raddoppiare i guai all’incasinatissimo Hugo Chavez e compagna). Due parole sul caso clinico Malone, dottissimo e iperpsicanalizzato amico di Loco: ispirato a un altro grandissimo dell’historieta Guillermo Saccomanno; il personaggio Malone esce dalla pagina con le sue angosce filosofiche mai risolte del tutto, con le sue follie sempre nuove e con la sua incredibile vocazione allo scherzo pesante, ricambiato in ugual misura da Loco in un’amicizia che li lega indissolubilmente e che ha fatto naufragare spesso i sogni di entrambi. Mil gracias Loco.
    A favore di Skorpio il merito di aver pubblicato la prima serie umoristica di Robin Wood, una graditissima sorpresa che aggiunge un tassello al già ricco canestro di parole del signor Wood (azzeccatissimo riferimento a una canzone di De Gregori, fatto da Luca Raffaelli in un’intervista alla leyenda ). Il sense of humor inglese si fonde con una comicità da circo per arrivare al lirismo parodistico di alcuni film di Mel Brooks. Un Robin Wood scatenato e inaspettato, accompagnato da un Vogt assai lontano dalle atmosfere drammatiche di Canada Joe e Mojado. Memorabili gli incontri del James Bond sudamericano, che al posto del martini con oliva usa il mate, con Tarzan e una contessa Dracula senza dimenticare i giochi con i clichè del racconto spionistico: belle donne, qui folli e ben più protagoniste che nei film dedicati a 007; duri che divengono qui mammoni e stupidi; killer che avrebbero difficoltà anche di fronte a un uomo già morto. Insomma un Wood che parodizza anche gli eroi, dimostrando una autoironia di fondo che lo porta a divertirsi sorridendo sui drammi e le fobie dei suoi personaggi più celebri. Ed è grazie al successo riscosso da Pepe Sanchez, che sempre su Skorpio viene pubblicata un’altra storia umoristica della coppia, quella Lei e Io, che, conclusasi pochi mesi fa, ha ironizzato e messo in croce le manie della Buenos Aires degli anni ’60, così simili alle nostre da fare venire dubbi circa l’effettivo scorrere di questi quarant’anni.
    I tempi sono maturi per la rivoluzione, e appaiono alcune storie che cambieranno per sempre la visione dei lettori del settimanale: si inizia con Irish Coffee di Trillo e Meglia e con Chantal di Molina e Gonzalez, due miniserie che avranno il merito di aprire la strada a due dei più grandi successi di Skorpio: Chiara di notte (che ha festeggiato i suoi 10 anni di pubblicazione ad aprile, e Cybersix. In Irish Coffee, il tratto di Meglia, atipico e derivato dal mondo dell’animazione, si incastra alla perfezione con le trame scritte da un Trillo ai soliti grandi livelli. La storia, connubio tra psicologia e terrore, amore e poesia, è ottima, l’esperimento della casa editrice romana è riuscito, poco dopo arriverà Cybersix. Mentre Chantal tratteggia in modo ironico la vita di una prostituta in un bordello e lo spumeggiante brio della protagonista (che in una storia abborda i clienti in un cimitero) emerge nonostante la brevità degli episodi. Varare il progetto Chiara di notte è solo il passo successivo.
    Andiamo nello specifico: Cybersix e Chiara di notte, due personaggi femminili, così diversi e così non conformi ai precedenti canoni stilistici di Skorpio, saranno loro le colonne portante degli anni novanta della rivista. In Cybersix, Trillo usa il pretesto dell’ingegneria genetica e della clonazione, per narrarci le vicende di una creatura di laboratorio, nata in provetta e ultima sopravvissuta della sua serie, creata da Von Reichter, uno scienziato nazista che s’improvvisa novello Frankenstein. Grazie a questo plot, la fantastica creatura della notte inizia la sua avventura, che la porterà a inaugurare una serie tutta sua in formato bonelliano, aprendo la strada ai monografici di Dago e Martin Hel. Difficile raccontare o commentare quello che hanno rappresentato le storie di Cybersix: all’interno delle tavole, comparivano gli elementi più disparati e vari, a conferma del talento dei due autori argentini. Cyb è costretta a nascondere le sue fattezze a causa della caccia spietata degli sgherri di Von Reichter e per nascondersi sceglie d’impersonare un uomo, Adrian Seidelman; questo consente a Trillo di giocare con l’ambivalenza del carattere della protagonista e di legare indissolubilmente il suo nome a quello del poeta delle maschere, Fernando Pessoa, facendo diventare il Vate portoghese un protagonista reale delle storie, accompagnando con i suoi versi ogni momento della vita dell’eroina. Per poter sopravvivere, Cyb ha necessità di nutrirsi, oltre che col cibo, anche di una sostanza che trova soltanto aspirandola dalle giugulari delle altre creature che popolano Meridiana, la città in cui vive; lo sceneggiatore argentino riesce a rendere originale un tema già sfruttato ampiamente come il vampirismo. Vestendo i panni di Adrian, Cyb insegna letteratura in un istituto serale a un branco di disadattati, e fa la conoscenza di Lory Cadenas che s’innamora di lui dando adito a una serie di equivoci che stemperano la drammaticità della storia; mentre il cuore della protagonista è diviso tra l’amore per Lucas Amato (giornalista che scopre la presenza della fantastica creatura della notte) e la paura di non poter amare normalmente, e di poter contagiare l’amante con qualche malattia strana e sconosciuta, dovuta al suo essere non umana. L’amore tra i due è tormentato, angosciante e sfocerà nell’albo mensile con la splendida saga in cui una Cybersix incinta è costretta a difendere lei e il frutto del suo amore con Lucas dagli attacchi di Von Reichter. Sono tanti gli spunti di analisi della storia, che prende la palma d’oro di miglior prodotto in 25 anni di Skorpio: un bambino assatanato di sesso, una pantera che vive nelle fogne, un esercito di decerebrati creati per eseguire solo un’operazione, due ninos de rua; sono solo una minima percentuale della genialità di questa opera. Discorso a parte merita la città di Meridiana, pulsante e intrisa di multietnicità, gotica e moderna allo stesso tempo; gli edifici sono reali e osservando le tavole di Carlos Meglia pare di sentire gli odori, di toccare con mano la polvere e di spaventarsi per le presenze dei gargoyle; la chiesa abbandonata ne è l’esempio più evidente. C’è da rammaricarsi per lo scarso interesse dimostrato per gli albi, che non riuscendo a sfondare nel marasma delle edicole ci hanno privato di uno dei migliori prodotti del fumetto contemporaneo.
    Diverso è il discorso sulla prorompente Chiara di notte, archetipo di prostituta dipinto dal sapiente pennello di Jordi Bernet. Le sue storie sono orchestrate in due tavole, che si concludono con una gag, architettata da Maicas, che regala un finale divertente alla situazione imbastita da Trillo. Il caleidoscopio di personaggi non fa che rendere Chiara, nonostante il mestiere, il personaggio migliore tra tutti; infatti la bontà e l’umanità della prostituta si scontrano col cinismo e la finta moralità di preti, donne in carriera, casalinghe annoiate, assistenti sociali etc. Non era facile raccontare queste storie senza cadere nel volgare o nel banale; ma Carlos Trillo ci riesce. Il risultato sono 10 anni di pubblicazione ininterrotta, fatta di storie a volte amare, spesso dissacranti a contorno di tanto divertimento. Chiara ha un figlio, un figlio di..., ma così diverso dalla figura che si crea nella mente sentendo l’epiteto sostituito dai puntini: Paolino è dolce, legato alla madre, a volte tartassato dai compagni di scuola ma tirato fuori da queste situazioni dalla splendida madre. Chiara è tutto questo: piccante e tenera, ironica e gentile, semplicemente un alito di freschezza tra le pagine del settimo anno; non dispiacerebbe vedere le sue storie pubblicate in un inserto.
    Altro caposaldo ed ennesima innovazione è l’inserimento di una serie interamente scritta e disegnata da autori italiani: Napoli Ground Zero. Questo ciclo di miniserie ha come punto di incontro l’ambientazione in una visionaria Napoli del futuro. Il lavoro di due ottimi sceneggiatori come Bartoli e Recchioni, assieme alle giovani matite di Cristiano Cucina (recentemente intervistato da noi, NdR), Leomax, Luca Bertelè, dello stesso Recchioni e tanti altri, dà come risultato un affresco di sentimenti ed emozioni che, coniugando alla perfezione testi e disegni, merita la palma d’oro di inizio secolo. Il continuo evolversi di personaggi come Asia (figlia di un pizzaiolo e di un’assassina ninja), Bancolotto (capace di entrare nei sogni altrui, personificazione della smorfia napoletana) e O’Malamente (genio della malavita, ma anche simpatica macchietta della napoletanità) per citare le miniserie che appaiono più frequentemente, ci dà l’impressione di sentire lo scorrere del tempo e avvicinarci umanamente alle loro vicende. La forza della serie è data dal continuo rinnovarsi di situazioni e ambienti; in questo sono fondamentali i disegnatori, che focalizzano col loro tratto, a volte realistico, a volte umoristico o satirizzante, le diverse fasi della sceneggiatura creando così quel connubio tra sceneggiatore e disegnatore (dovuto anche al rapporto di amicizia che li lega anche al di fuori del lavoro) che fa di Napoli Ground Zero un’opera di valore assoluto. L’importanza di questa serie per la casa editrice romana è dimostrata dalla presenza nel volumone dei 25 anni di una storia inedita in cui Asia, Bancolotto e O’Malamente rendono omaggio alla testata che li ha lanciati; altro segnale è la ristampa in volume delle prime storie attesa per fine novembre. Inoltre dopo l’ottimo battesimo del fuoco di Napoli Ground Zero, l’apporto del gruppo italiano si è fatto sempre più corposo e qualitativo ed è notizia recente il lancio di un albo mensile monografico in formato Bonelli targato Napoli Ground Zero dal misterioso titolo John Doe.
    Il tempo scorre come un fiume impetuoso tra argini che in 25 anni ci hanno lasciato sognare, divertire e riflettere. Oltre a queste storie, tantissime altre necessiterebbero di una nota o di un accenno; basti pensare alle fantastiche Quotidianità delirante di Prado o ai Meta-baroni della coppia Jodorowsky-Jimenez, ai capolavori di Trillo come Fulù con Risso, alle serie storiche di Wood come Il Cosacco, alle visionarie mini di Alcatena e Breccia; ma delineare un quadro soddisfacente su 25 anni di ottimo fumetto (certo che anche qualche bufala o ciofeca ha accompagnato i diversi lustri, ma non mi sembra il caso di parlarne) è praticamente impossibile e, infatti, a ogni riga scritta mi vengono in mente maree di ricordi e dimenticanze. Ma è tutto merito di Skorpio. Entrando in punta di piedi, col cappello rigorosamene in mano, mi avventuro al suo interno e gridando con tutta la voce auguro a Skorpio altri 100 di questi giorni.

  8. #8
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    Talking NON FATEVI INGANNARE DALLA COPERTINA

    NN FATEVI INGANNARE DALLA COPERTINA Valutazione Opinione: Molto utile


    Pregi: TANTI BEI FUMETTI X TUTTI I GUSTI
    Difetti: è solo settimanale
    Giudizio Prodotto:


    Scritta il 28.05.01
    Modificata il 07.01.03 alle 206
    di silviuzz
    Chi ha Valutato questa Opinione?
    a vederlo lì, bello trionfante sullo scaffale dell'edicola, potrebbe sembrare un giornaletto di fumetti porno... e già, le ragazze mezze nude raffigurate in copertina fanno proprio supporre sia così... ma nn lo è!
    la copertina è messa apposta x evitare che a comprare tale giornale siano i ragazzini.

    certo, tra i (tanti!) fumetti contenuti qualche scena di nudo ci scappa, ma è sempre nei limiti del buon gusto, e perciò chi di voi nn lo ha mai preso credendolo una schifezza dai pochi contenuti si ricreda, e mò vi dico perchè:

    1) E' MOLTO BEN ASSORTITO,con i fumetti (sia b/n che a colori) che spaziano da tutti i generi (ce ne sono ben 11 a ogni uscita)

    2) PERMETTE DI CONOSCERE IL MONDO DEL FUMETTO SUDAMERICANO E ITALIANO (la serie asia è di autori napoletani, se nn sbaglio) invece dei soliti manga giapponesi dalle ragazze tutte uguali con gli occhi enormi da calamaro gigante e i ragazzi ultremuscolosi "omino michelin")

    3) GLI ARTISTI pubblicati sono ottimi.
    Io personalmente preferisco la coppia "wood/salinas" e il loro meraviglioso "DAGO", di cui potete trovare alcuni libri (libri a fumetto, ovviamente) in edicola, edizioni eura.

    4) I FUMETTI, dicevo, SONO PER TUTTI I GUSTI, dallo storico, all'horror, al comico (belli "lei&io" e "specie in via di estinzione", esilaranti) al breve, ma spassoso, "chiara di notte"... storia di una che fa il mestiere + antico del mondo e i cui clienti sono l'incarnazione del "medioman", dalle tante -presunte- qualità e dalle mogli ciccione col mattarello in mano

    5) Nelle prime pagine c'è "LETTERE A SKORPIO", in cui vengono via via commentate dal "grande capo" le lettere che arrivano in redazione e (un tempo) anche i messaggi del forum web.. un tempo, perchè ora quel ricchissimo forum è stato tolto dal sito, e sto ancora cercando di scoprirne il motivo.

    6) MITICO "L'ASCENSORE" di enrico maida, in cui lui commenta, in modo esilarante ma realista, vari fatti dell'epoca moderna, dall'"astinenza della hunziker" ai commenti sulle persone particolari incontrate sul metrò... fa ridere e pensare allo stesso tempo

    7) I FUMETTI SONO SIA "LIBERI" (cioè una sola puntata) che, appunto, "A PUNTATE"; questi ultimi sono, di solito, i più belli (nn pensate: "li fanno a puntate per vendere + numeri del giornale", questi comics meritano veramente!)

    8) IL PREZZO E' ONESTO: 4000 lire per 115 pagine

    9) IL WEB: sul sito www.euraeditoriale.it è una miniera di risorse, in cui trovate tutto su personaggi, fumetti, autori & c.

    10) CHE ASPETTATE? CORRETE IN EDICOLA!!!! e se qulcuno scorge il giornale che avete sottobraccio e vi guarda strano, rispondetegli con cortesia "sarà meglio il tuo GENTE!" (è statisticamente provato che il 70% dei bacchettoni italiani legge tale giornale)

    CIAUZ!
    silviuzz

    PS. curiosità: ma c'è qualche ragazza che legge fumetti o qui dentro ci sto solo io?
    altro che top girl e simili: skorpio provate!!!!!


    Prezzo: 4.000,00 £ 2,07 €
    Raccomandato agli amici: Si
    La storia è ottima
    Scegli in base a curiosità
    Intrattenimento ottimo
    Il disegno è ottimo
    Può essere letto da tutti
    Il genere di fumetti che preferisci Satira
    I contenuti sono ottimi
    Rapporto Qualità/Prezzo ottimo
    Con che frequenza acquisti i fumetti ? una o più volte a settimana

  9. #9
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    Chiara di Notte, di Trillo, Maicas e Bernet


    Chiara di Notte (titolo originale: Clara de Noche) è una serie creata da Carlos Trillo, Eduardo Maicas e Jordi Bernet nel 1991 e pubblicata inizialmente dal settimanale umoristico spagnolo El Jueves e dal quotidiano argentino Pagina 12, e in seguito esportata negli altri paesi europei. In Italia arriva nel 1992, sulle pagine del settimanale Skorpio, dell'Eura Editoriale.
    Le storie di Chiara, pur essendo di genere umoristico, parlano di un tema che allegro spesso non è: l'universo delle puttane e il loro barcamenarsi fra la normale vita quotidiana e le necessita del mestiere.

    Chiara è bruna, formosa con tutte le curve al punto giusto; un'attrazione irresistibile per gli uomini del suo quartiere. Ha un figlio, Paolino, che non sempre vive bene la professione materna, per le beffe dei compagni di scuola e l'impossibilità di invitare amici a casa, sempre piena di gente che viene ricevuta. In compenso Chiara con lui è dolcissima e affettuosa: in un divertente episodio, vediamo un'intransigente assistente sociale piombare a casa della puttana, pontificando sulla necessità di sottrarre il bambino ad un'esistenza così poco sana; nelle vignette che seguono, gli autori ci descrivono in parallelo una tipica giornata dei due bambini: quella del figlio di Chiara («Svegliati amore, è ora») e quella del figlio dell'assistente sociale («Su, fannullone! Alzati una buona volta! Non senti mai la sveglia?»), e viene spontaneo chiedersi chi dei due sia il più felice.

    Uno dei punti di forza della storia è l'aspetto semi-caricaturale dei personaggi, in particolare le espressioni di godimento degli uomini che giungono al paradiso dell'orgasmo (lingua di fuori, bocca spalancata, occhi strabuzzati) e per i quali spesso Chiara è l'unico modo di sfuggire da valchirie domestiche o asettiche acciughine perennemente coi bigodini in testa. Non che, comunque, gli uomini di queste storie ci facciano una gran bella figura: fra quelli che non vogliono pagare e quelli preoccupatissimi di salvare le apparenze c'è di che mettersi le mani nei capelli. Per fortuna Chiara tiene duro: accetta solo contanti ed è inflessibile nei pagamenti.

    La serie è pubblicata tutt'ora sulle pagine di Skorpio, in bianco e nero, in brevi episodi settimanali di una dozzina di vignette; diversi volumi di Chiara sono usciti però anche a colori, nelle collane Euracomix e Euramaster.
    Federico Guerrini

    Aggiunto: October 22nd 2004
    Recensore: Federico Guerrini
    Voto:
    Link Correlati: Eura Editoriale
    Hits: 179
    Lingua: italian

  10. #10
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    Di IlDige nel forum Destra Radicale
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  3. [OT] Ma che fumetto è?!?
    Di Gagio87 nel forum Destra Radicale
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  4. Fumetto sardo
    Di asburgico nel forum Fondoscala
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  5. Un simpatico fumetto
    Di DD nel forum Fondoscala
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