Social Forum
Azione, efficacia e partecipazione. Nel mezzogiorno assolato di Porto Alegre, il Forum Sociale Mondiale 2005, si è concluso all´insegna di queste semplici ma caratterizzanti parole d´ordine prima di disperdersi in una grande festa di canti e balli sulle rive del Guiaba.
Per le strade polverose della cittadella altermondialista nell'ultima settimana sono passate almeno 155 mila persone che hanno partecipato ad oltre 2500 iniziative, mentre l'immenso Accampamento della Gioventù (per la prima volta inglobato nella stessa area dove si svolgevano seminari e dibattiti) ha ospitato 35mila ragazzi e ragazze da tutto il mondo. Dopo cinque frenetiche e intense giornate di lavori in cui si sono affrontati i temi più diversi (dal software libero agli ogm, dalla lotta per la casa a quella per l´accesso all´acqua, dai media alternativi al no alla guerra) e dove si sono realizzate reti trasversali fra movimenti e si sono discusse nuove proposte e strategie di lotta, per il popolo di Porto Alegre è arrivata l'ora di tirare le somme.
L’agenda dei movimenti sociali
Lo ha fatto lunedì mattina con la tradizionale assemblea dei movimenti sociali quando, sotto il tendone bianco che ospitava rappresentanti di associazioni e movimenti da tutto il mondo (nonostante le difficoltà delle traduzioni e il caldo torrido) è stata ricostruita e divulgata quella che Chavez ha definito "l'agenda sociale mondiale" del movimento. Abolizione del debito estero, mobilitazione contro la guerra, lotta contro il libero commercio e i suoi centri di potere (Fondo Monetario e Banca Mondiale), difesa dei beni comuni, tutela dell´ambiente, lotta per i diritti delle donne, dei bambini, dei migranti e tutti i temi da sempre più cari al movimento sono stati riassunti e concretizzati attraverso un vero e proprio scadenzario di appuntamenti mondiali.
L'agenda che ne è venuta fuori è veramente densa di impegni e di inziative. A cominciare dal 19 marzo data per il quale è stata proclamata una giornata globale contro la guerra e per il ritiro immediato delle truppe dall'Iraq, per finire a dicembre quando sono previste le manifestazioni contro il Wto che si svolgerà a Hong Kong. Passando dalle contestazioni del vertice del G8 in Scozia a luglio e senza dimenticare una fittissima serie di ulteriori e pervasive iniziative che vanno dal boicottaggio alle multinazionali che violano i diritti umani all´embargo politico ed economico verso Israele, dalle campagne di controinformazione a quelle per la chiusura delle basi militari statunitensi.
Un metodo di azione
Ma al di là del fitto susseguirsi di impegni che caratterizzerà i prossimi dodici mesi e che è impossibile qui riassumere, il quinto Forum mondiale ha rappresentato anche una svolta metodologica. "A differenza degli altri anni abbiamo stilato un documento che in primo luogo rappresenta un´agenda delle lotte da portare avanti perché siamo qui per agire e non per parlare - ha spiegato Luciano Muhlbauer (Sin Cobas) che coordinava l´assemblea - Il documento è stato realizzato seguendo un nuovo metodo di lavoro, collettivo e plurale, raccogliendo pazientemente tutte le proposte che si sono discusse in questi giorni. La metodologia infatti non è una questione di forma ma è una questione politica".
L´orizzontalità della partecipazione e la democratizzazione delle decisioni sono stati uno dei principali punti di svolta di questo Forum. E proprio per questo nei giorni scorsi era stato accolto con particolare freddezza il "manifesto dei 19" stilato da alcuni degli intellettuali più prestigiosi e amati del movimento tra cui Eduardo Galeano, José Saramago, Boaventura de Sousa Santos, Frei Betto, Ignazio Ramonet, Bernard Cassen, Walden Bello e Giorgio Petrella. Un manifesto che, nonostante contenesse spunti e proposte per lo più condivisi dal movimento, era stato letto come un atto eccessivamente mediatico e verticale.
A confermare questa nuova strada di consultazione collettiva anche una delle iniziative più originali e innovative del Forum: la creazione negli 11 spazi tematici di una serie di bacheche dove raccogliere "proposte di azione". Ad oggi ne sono giunte agli organizzatori oltre 352. Alcune di queste sono state presentate durante la cerimonia ufficiale di chiusura come quella del Nobel per la letteratura Saramago che ha invitato i linguisti ad eliminare la parola "utopia" dal dizionario per sostituirla con quella di "azione". Tutte le altre saranno invece divulgate attraverso Internet e costituiranno la "memoria viva" di questo grande evento.
http://www.memoria-viva.org
La sfida verso il 2006
Il Forum 2005 è stato dunque un grande evento, immenso e complesso come non mai. Un evento che ha dimostrato quanto il movimento sia vivo e partecipato sottolineandone il carattere plurale, frastagliato, orizzontale. "Il Forum non termina in questo spazio ma è un momento di convergenza dei movimenti che si incontrano e poi continuano la loro lotta", si legge nel documento ufficiale che sancisce la chiusura del quinto Wsf. L´anno prossimo il grande meeting mondiale sarà frazionato e regionalizzato. Quasi sicuramente si svolgerà in Venezuela e in Marocco. Fino ad allora la sfida sarà quella di tradurre e rendere partecipate e diffuse anche a livello nazionale le campagne e le istanze emerse da Porto Alegre. Una sfida che attende anche il movimento italiano.
Beatrice Montini ( da l’Unità )




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o fui contrario all'intervento di Clinton nel Cossovo contro Milosevich.Prima avrei lasciato i Serbi massacrare i mussulmani,tutti;finito il lavoro avrei invaso la Serbia e massacrato Milosevich e chi con lui.