DI ROBERT KUTTNER
“Come siete finiti in bancarotta?”
“In due modi. Prima pian piano, poi all’improvviso.”

---Ernest Hemingway, The sun also rises (Il sole sorge ancora).

Gli Stati vanno in bancarotta prima lentamente, chiedendo prestiti in continuazione, poi, quando i creditori perdono fiducia e non prestano più, all’improvviso.
E’ capitato a decine di paesi del Terzo Mondo, i quali avevano anche la sfortuna di essere debitori in dollari. Non appena la loro valuta perdeva la fiducia dei mercati, subito veniva svalutata rispetto al dollaro. Questo fatto, da solo, rendeva peggiore la loro situazione. Gli ottimisti pensano che negli USA questo non possa accadere.

Primo motivo. I dollari li stampiamo noi. Così se il dollaro perde valore il nostro debito con il resto del mondo si alleggerisce. Siamo proprio fortunati.

Secondo motivo. Il destino dei nostri creditori è legato al nostro. La Cina, per esempio, che ci presta il denaro necessario per coprire i nostri disavanzi, è vero che accumula crediti in dollari che poi perdono il loro valore, ma è anche vero che, a sua volta, ha bisogno di noi per piazzare i suoi prodotti. Per questo motivo continuerà a fare prestiti.

Terzo motivo. Gli Stati Uniti sono al centro dell’economia mondiale. Così anche se nessuno è contento che gli Stati Uniti accumulino deficit su deficit, è anche vero che nessuno rischierà di provocare una depressione mondiale tentando di schiacciare il dollaro.

Come già detto, questo è il punto di vista ottimistico. Bene, continuiamo a sognare.

Proprio ieri, il Congressional Budget Office, di composizione bipartisan, e probabilmente l’ultimo ufficio governativo onesto nella Washington di Bush, ha fatto sapere che la nostra situazione fiscale è peggiore di quanto ci si aspettasse.

Secondo il suo ultimo rapporto (“Budget and Economy outlook”) il deficit previsto per l’anno 2005 sarà di circa 400 miliardi di dollari. Il CBO dichiara, in termini corretti ma senza possibilità di essere frainteso, di rifiutare il trucco di bilancio dell’amministrazione in base al quale non vengono conteggiate le spese degli spiegamenti militari.

“La mancanza di adeguate coperture per le attività in Irak e in Afghanistan , riferisce il CBO, nasconde un ulteriore peggioramento della situazione di bilancio per i prossimi dieci anni.”

In particolare, il deficit dei prossimi dieci anni supererà di 504 miliardi di dollari le precedenti previsioni dello stesso ufficio redatte nel passato mese di settembre.

L’ufficio avverte che altre necessità non ancora inserite nelle proiezioni future della amministrazione, come Medicare, Medicaid, e Social Security, costituiranno un ulteriore aggravamento della situazione di bilancio. Naturalmente, se l’amministrazione Bush riuscirà a rendere definitiva la riduzione delle tasse (la maggior parte delle quali si esauriranno entro dieci anni) oppure ad accendere un prestito di 2 miliardi di dollari per privatizzare la Social Security, allora la situazione fiscale passerà da disastrosa a catastrofica.

Ma torniamo alla nostra storia, “Qui non può capitare”. La situazione fiscale americana, purtroppo sempre più deteriorata, non è ancora del tutto compromessa nei mercati monetari mondiali o nella politica della Federal Riserve. Però anche se nessun capo di stato è disposto a far piombare il mondo in una depressione, non è così che funzionano i mercati monetari. I mercati sono entità egoiste.

Recentemente i mercati, a ragion veduta, hanno cominciato a scommettere contro il dollaro. Poiché il deficit commerciale degli Stati Uniti si sta avvicinando ad un impressionante 7 per cento del totale, non è chiaro fino a quando gli investitori stranieri continueranno ad investire in dollari o in beni collegati al dollaro, come le azioni delle imprese o i Buoni statali.

A proposito dei Cinesi, Clyde Prestowiz, componente del Economy Strategy Institute, in precedenza operatore di Borsa sotto l’amministrazione Reagan, fa presente il seguente scenario: in una prossima crisi fra Cina e Taiwan, l’ambasciatore cinese potrà suggerire al Segretario di Stato, Condoleeza Rice, di far allontanare la flotta USA di 500 miglia da Taiwan,. Rice nicchia. Il giorno dopo la Banca Centrale cinese comincia a vendere i Buoni del Tesoro americani, ma solo una piccola quantità, così giusto per attirare la nostra attenzione. I mercati monetari entrano in fibrillazione.

I Cinesi sono disposti a iniziare questo gioco rischioso? I loro interessi sono sia economici che geopolitici. Certamente non sono pedine della politica americana. E ogni anno che passa lo sono sempre meno. Nel passato sono già avvenuti disastrosi errori di calcolo.

La Federal Reserve, comunque, è sempre più preoccupata per l’inflazione, in gran misura importata a causa del dollaro debole. La FED sta aumentando i tassi di interesse con sempre maggior frequenza. Ad ogni quarto di punto di aumento, i consumatori sono chiamati a pagare sempre più per le rate dei mutui e per le carte di credito, gli investitori delle azioni diventano prudenti, e così l’economia comincia a sgonfiarsi. Alan Greespan è riuscito a tenere bassi i tassi di interesse per consentire a Bush di essere rieletto. Ma ora sta cambiando marcia.

L’amministrazione Bush sta esponendo sia se stessa che il futuro economico dell’America, a un grave rischio. L’unica bella notizia è che tutte queste brutte notizie rendono improbabile la privatizzazione dell’Assistenza Sociale o un taglio permanente delle tasse.

Robert Kuttner
Fonte:www.commondeams.org
6.01.05