



La Lega insorge: all Automotive lighting operai trasfertisti al posto dei carnici
Messaggero Veneto — 05 ottobre 2009 pagina 13 sezione: NAZIONALE
TOLMEZZO (UD). «All’Automotive Lighting di Tolmezzo lavoratori extraregionali strapagati, e i nostri vengono mandati a casa. Rischio azioni forti da parte dei lavoratori carnici». È la denuncia della Ln. «È notizia recente – spiega l’assessore comunale di Tolmezzo Ivan Pascolo – l’arrivo all’Automotive Lighting di Tolmezzo di un’altra ventina di lavoratori dallo stabilimento di Pomigliano D’Arco facendo salire il totale dei lavoratori da fuori regione a circa 65 unità e che, pare, potrebbero presto raggiungere le 90-100 unità. «Sono gli effetti provocati dalla recessione nazionale e che alla Fiat hanno pensato bene di tamponare spostando decine di dipendenti da uno stabilimento a un altro. Inizialmente gli accordi con la parte sindacale prevedevano un numero massimo di spostamenti di 45 unità. Ma da lunedì 28 settembre unilateralmente è stato deciso di non rispettarli e procedere quindi al trasferimento di un numero ragguardevole di lavoratori provenienti da fuori regione. Da un po’ di tempo a questa parte in paese c’è un gran vociferare sui lavoratori arrivati da fuori e su quali siano i reali piani aziendali. La gente protesta sulla ragguardevole cifra che viene data loro: possiamo parlare di un mensile che si aggira attorno ai 3400-3600 euro netti. L’accordo con i sindacati prevedeva l’assunzione di alcune decine di operai in scadenza (questo sembra sia stato rispettato) ma non si riesce più a capire a che gioco si stia giocando. Se da un lato – continua Pascolo - possiamo assistere al boicottaggio di alcune aziende del terziario (sembra spostando lavoro nel pordenonese), dall’altro i pochi posti di lavoro rimasti vengono occupati, a suon di migliaia di euro, dai lavoratori che principalmente arrivano dallo stabilimento di Napoli», ma anche dal torinese. «Con questi numeri non si può più parlare di solidarietà tra stabilimenti, 65 persone (destinate ad aumentare) con questi stipendi sono piuttosto uno schiaffo morale per tutti quelli che hanno lavorato e lavorano sodo per portarsi a casa uno stipendio equo. Con questa politica aziendale non c’è niente di equo ma piuttosto stiamo assistendo a un affronto ai carnici, abituati a lavorare sodo e spesso con paghe piuttosto basse. La tensione tra i lavoratori – avverte Pascolo - è sempre più alta e tutto questo potrebbe manifestarsi ben presto in forme piuttosto forti. Invitiamo pertanto i vertici dell’Automotive Lighting a fare chiarezza al più presto fermando prima di tutto questa migrazione insensata e strapagata». Tanja Ariis


Questa è la mobilità sociale sottoscritta col Trattato di Lisbona


La madre della mia fidanzata fino allo scorso anno lavorava presso la villa di un ricchissimo
industriale, poi una mattina il padrone ha radunato tutto il personale domestico, giardinieri
e autista compreso, e gli ha detto testuali parole: “Cari dipendenti mi costate troppo, vi devo
rimpiazzare con gli extracomunitari che si accontentano di pochissimo”
Sono stati tenuti ancora un mese per addestrare una masnada di extracomunitari che da
quello che racconta la madre della mia fidanzata, probabilmente provenivano direttamente
dalle capanne dell'Africa.
Per quanto riguarda le ragazze, non rispettavano le più elementari norme igieniche, perché
manco sapevano cosa fossero, non dico solo quelle di una casa, ma nemmeno quelle personali.
Non parliamo di saper stirare un fazzoletto, perché il ferro da stiro forse l'avevano visto solo in
fotografia, anche come si rifà in modo corretto il proprio letto, buio totale, nessuna conoscenza
nell'uso di lavatrice, lavastoviglie, aspirapolvere, ecc.
Sul modo di cucinare stendiamo un velo pietoso, definirlo osceno è poco.
I giardinieri erano in grado di riconoscere solo gli alberi di palma, usare taglia erba, taglia
siepi e altri comuni attrezzi da giardino, non se ne parlava proprio.
Di come si fa la manutenzione di piscina e laghetto artificiale, per loro era roba dell'altro
mondo.
L'autista alla prima uscita quasi porta giù per una scarpata la padrona, macchina semidistrutta.
Eppure pur di pagarli non poco ma pochissimo, i padroni si sono adattati ad aspettare che
imparassero il mestiere.
Mentre gli italiani licenziati dopo anni di onorato servizio con un calcio nel sedere.
Ultima cosa, il padrone ha raccomandato ai dipendenti italiani che nel periodo in cui si trovavano
a contatto con gli extracomunitari per addestrarli, di non svelare assolutamente quale fosse il loro
stipendio, pena la perdita di una buona mancia che gli aveva promesso.
Altro che la balla che spacciano gli industriali e media di regime, dicendo che non si trovano più
autoctoni che vogliono fare certi mestieri, sono loro che vogliono gli extracomunitari per pagarli
due lire.
Se va avanti di questo passo tra qualche anno saremo noi che rimpiazzeremo fuori da chiese,
supermercati, negozi, fermate della metropolitana, gli extracomunitari con il piattino in mano.
Finché i pistola padani daranno il voto ad un leader locale, che invece di impegnarsi seriamente
su questi problemi, preferisce andare per convenienza ogni lunedì a fare il gufo impagliato nel
salotto berlusca, siamo fregati tutti, pure quelli che non lo votano!!!![]()
Ultima modifica di Josef; 11-11-09 alle 20:48


Come suonava quella tiritera dei soliti immigrazionisti tra cui in prima fila i sindacalisti citati anche nell'articolo che ora si lamentano quando i buoi dalla stalla li han fatti scappare loro? Ah già, lorsignori fanno i lavori che noi non vogliamo più fare... e sì, proprio vero.
Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)