Risposta a Madrid che ha respinto il suo piano
BASCHI, IBARRETXE ANTICIPA IL VOTO
MADRID - Il premier basco Juan Josè Ibarretxe ha ieri annunciato che «darà la parola al popolo» attraverso le elezioni autonome anticipate il 17 aprile per costringere il governo socialista spagnolo a «un negoziato», dopo il no di due giorni fa del parlamento nazionale al suo piano per una riforma dello Statuto di Guernica (piano che prevede una “libera associazione di Euskadi alla Spagna”).
Il voto, che nell’intenzione di Ibarretxe diventa un plebiscito sul suo piano e mette da parte almeno per il momento l’ipotesi referendaria, poteva svolgersi tra marzo e maggio ma era previsto a metà maggio, come alle ultime elezioni del 2002, per cui l’annuncio corrisponde ad una anticipazione di fatto dello scrutinio. Il presidente del parlamento basco Juan Maria Atutxa ha dichiarato che potrebbe tenersi un plenum per discutere il “no” dell’assemblea nazionale spagnola di martedì. Ibarretxe, parlando al termine di una riunione straordinaria del suo governo, ha invitato il premier spagnolo Josè Luis Rodriguez Zapatero a consentire la partecipazione al voto anche al partito indipendentista Batasuna, sciolto dal governo di Josè Maria Aznar perché considerato ala politica dell’Eta. Eguale domanda è stata rivolta a Zapatero da Arnaldo Otegi, leader di Batasuna il quale ha detto che se non sarà permessa la partecipazione allo scrutinio di aprile alla sua formazione, che è «una parte necessaria per la soluzione» del conflitto, «allora vuol dire che non vogliono una soluzione».
Nell’annunciare la decisione di indire elezioni il 17 aprile, Ibarretxe ha sostenuto che «il cammino iniziato non ha ritorno indietro» e che adesso «è ora di dare la parola al popolo basco»; una frase che sino a ieri veniva interpretata come riferita al referendum considerato illegittimo da Madrid e che avrebbe estremizzato lo scontro. Ma il premier basco ha posto queste parole in relazione alle elezioni autonomistiche. Una scelta che ricopia quella della Catalogna, che sta elaborando un progetto di riforma del suo statuto assai simile a quello basco ma con la volontà di evitare qualsiasi scontro costituzionale.




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