IX
IL SIMBOLISMO DELL'ALLEANZA E LA ROMA-TEMPIO
LO Statuto fondamentale dell'A.R.U. (SEI LXXXVI Politica XXVIII, pag. 169 e segg.) prospetta sul frontale de « La formazione degli Stati Uniti d'Europa, fondamento all'universale fratellanza dei popoli», la realizzazione dello scopo « di affrettare, nell'ordine politico, il trionfo dell'Unità Repubblicana d'Italia», riacquistando «a questa i suoi naturali confini » e « tutte le provincie soggette a dominazioni straniere»; ciò in modo da «proclamare al più presto possibile la Repubblica in Campidoglio, come segnale della fratellanza universale». Il concetto della Giovine Italia ritorna nell'affermazione della « eguaglianza di tutti i cittadini nell'ordine sociale » e nella lotta « contro i privilegi delle caste», attraverso la identità di diritti e doveri dinanzi alla legge ed il suffragio universale. La cooperazione e l'associazione di capitale e lavoro completano il quadro. Quando prenderanno corpo in Italia le linee programmatiche del lavoro massonico tracciato da Adriano Lemmi, Gran Maestro, si udranno chiari questi echi.
Gl'impegni che si prendevano col giuramento erano diuna società segreta rivoluzionaria: apostolato, diffusione di stampa clandestina, armamento ed insurrezione, oltre al contributo iniziale di una lira attraverso l'acquisto della cartella famosa incorniciata dalla vecchia Europa e dal Nuovo Mondo, con il ricordo di Colombo e di Washington, in mezzo l'Atlantico ed un simbolico minuscolo vapore segno della tecnica unificatrice, i motti Libertà, Associazione, Dio e Popolo, le Bandiere italiana e stellata, il gladio e l'aquila. Importante è il 10° comma dell'impegno, e suona esattamente così: « Appartenendo antecedentemente ad altre segrete Associazioni politiche, non far prevalere nell'A.R.U. nome e tendenze appropriate alle stesse; e vietare assolutamente a chi non v'appartiene di entrare a far parte sotto qualunque titolo o pretesto, di altre associazioni segrete ». La norma si può intendere come si vuole, perché è discutibile che la Massoneria si presentasse, ricostituita da qualche tempo in Italia, come società segreta, e per altro verso è evidente la preoccupazione del controllo personale degli adepti mazziniani e del comando unico dell'insurrezione. Perfettamente si conferma il tono della lettera a Bagnino; ma, se uomini di primo piano dell'A.R.U. finirono per entrare, o già erano entrati nella Massoneria, mi pare che tutte queste disposizioni stringate valevano quanto la clausola dell'età non superiore ai 40 anni per la iniziazione alla Giovine Italia, cui partecipavano uomini di età anche avanzata. Nulla impedisce di credere quindi che quella clausola diventasse elastica a certi livelli e peraltro, al livello massimo, la unità dell'alleanza (« siamo alleati della Massoneria »), doveva essere garantita dalla doppia appartenenza dei capi. A parte tale considerazione, com'era organizzata l'associazione personale del Mazzini?
V'era una organizzazione di tipo cospirativo e militare (pag. 171-172) e al di sopra di tutto «un Comitato Generale segreto ed invisibile» (pag. 171). Esso riecheggia l'Alta Vendita della Carboneria, il Tribunale della Santa Vchme e la suprema direzione degl'Illuminati, moti sui quali gli storici di parte guelfa hanno intessuto, in quei tempi, anche romanzi. Ma questo interessa fino ad un certo punto. Le caratteristiche massoniche della associazione, i cui membri si dicono « affratellati » e quindi sono fratelli, emergono dalle modalità dell'ammissione (ved. Norme per l'affigliamento e Formala del Giuramento, pag. 173).
La persona proposta deve prendere visione dello statuto fondamentale e del programma e l'iniziatore è tenuto a ricordargli questo e a richiedere la ulteriore conferma delle sue decisioni. L'iniziatore quindi, « per le facoltà che ci sono state date » ossia come il maestro di una officina massonica « per i poteri a me conferiti », procede all'acccttazione e legge la formula del giuramento nella quale, sul tema di tradizione della Giovine Italia, hanno posto importante: la obbedienza ai capi, il segreto ed il « non far prevalere in questa norme e princìpi dj altre associazioni » (la Massoneria invece lascia piena libertà di coscienza ma chiede analogamente di «non professare principi che osteggino quelli propugnati» dalla stessa). « L'universale esecrazione infine » per l'eventuale venire meno all'A.R.U., risuonerà nelle forme massoniche post-risorgimentali, nella « esecrazione di tutta l'umanità » invocata sugli spergiuri. Gli obblighi massonici sono contratti sul proprio onore e sulla propria coscienza, così come tutto l'impegno dell'A.R.U. è fatto in nome dell'onore.
Ma v'è anche un'altra cosa, propria, specifica, dell'A.R.U., che scavalca il costume e le norme della Massoneria, e sì riflette nel tenore del rituale: «Ponete la destra sul Fascio Romano e scevro da qualunque pregiudizio del le religioni rivelate, alle (inali noi non prestiamo credenza, guidato unicamente dalla ragione e dal dovere, dall'onore in faccia all'Umanità e ai nostri Fratelli repubblicani, ripetete con me le parole: lo N.N. giuro sul mio onore di osservare scrupolosamente lo Statuto, Ìl Programma e quanto prescrive la formula del giuramento ».
Da riflettere: a quanti continuino a vedere un Mazzini religioso da una parte ed una massoneria irreligiosa dall'altra, per ricavarne la conseguenza della impossibilità che il Maestro appartenesse all'Ordine. Altro che Mazzini teista! Qui si compie un autentico rito pagano che non si è mai svolto nel più « libertino » dei nostri clubs latini.
Ed ora spieghiamoci: le origini del pensiero di Mazzini sono più antiche di quanto si possa pensare e toccano nettamente la tradizione iniziatica. Il Fascio è simbolo etrusco costituito da 12 rami d'albero e proiettato visibilmente in una processione di 12 uomini (i littori) che aprivano i cortei consolari e significavano la sovranità comune delle 12 originarie tribù: sulla linea tradizionale delle 12 città etrusche della confederazione e del governo di 12 lucumoni ed in relazione ai 12 Dei Consentes costituenti la corte celeste di Giove. La origine del numero è evidentemente simbolica e astronomica ed ha carattere solare, ricollegandosi ai segni nei quali la luce esprime i punti di collegamento con la realtà vivente, con le visibili espressioni degli umani destini. Tralasciando i riferimenti a tutte le mitologie solari d'Europa e d'America cui si sono riferiti ampiamente gli studiosi del Ramo (Arturo Reghini e Gino Pelaggi), onde si può andare dai discepoli di Confucio ai 12 discepoli di Gesù e dai 12 Fratelli Arvali delle corporazioni romane alle 12 fatiche di Èrcole, interessa, dal punto di vista massonico, il simbolo della grande opera, cioè il CUBO dai 12 spìgoli che significa la Vita, la Creazione, la sintonia del libero muratore con il Geometra dell’Universo. La tradizione cretese e poi fulgura-ria, con il ncgno della doppia e dell'unica ascia, rivìve nella scure che, arma e strumento di lavoro, congiunge l'individuo alla Natura, attraverso il controllo degli elementi. Il significato del fuoco manifestato è appunto nella qualità lignea per il linguaggio simbolico che l'albero, mediatore tra il Sole e la Terra e contenente il germe del Fuoco, compie, nella tradizione filosofica e italica, il senso del perpetuo rinnovarsi della vita, del panta rei, il cui centro è la Razionalità universale, la Dialettica, il Logos.
Ora non ci si dovrebbe più sentire tanto preoccupati dell'incisivo richiamo al razionalismo, nel giuramento dell'Alleanza, anche se l'idea viene espressa in termini di conforto inequivocabile. In ogni caso, Mazzinì parla di un distacco dalle religioni positive, non di negazione della religione. Anche in altri giuramenti, apparentemente o nel fatto più mistici, egli invocava Iddio fuori dagli schemi della prassi devozionale, interpretato direttamente dalla coscienza e rea-lizzantesi nel cammino collettivo degli uomini.
La migliore spiegazione del senso religioso del giuramento dell'Alleanza Repubblicana è fornito dal reale concetto mazziniano della Romanità. Il 5 agosto 1867, egli scrive a Carolina Giffard Philipson: «Roma dev'essere o una grande rovina profetica oppure il tempio della Nazione Italiana. Un anno di più o di meno di schiavitù è nulla: ciò che importa è che il vessillo della Repubblica Italiana sventoli dal Campidoglio e la bandiera della Religione e del Progresso dal Vaticano » (SEI LXXXV Epistolario LUI, pag. 165). Ed in altra occasione: « Ho nell'anima ciò che chiamerei volentieri la Religione di Roma. Per me Roma non è una Città; è il tempio della Nazione» (pag. 154). Ed a Salvatore Morelli:
« La vita d'Italia dorme, fra le rovine di due mondi e i segni di un terzo, in Roma» (pag. 169).
Leggendo il manifesto Alleanza Repubblicana. Agli Italiani (SEI LXXXVI Politica XXVIII, pag. 25-46), ci si trova dinanzi a qualcosa di più che un programma politico od una diagnosi storica. La soverchiante, irrompente, tirannica direi, urgenza del rinnovamento morale, dice in una parola il dramma secolare : si può diventare Italiani senza essere schiavi di Machiavelli? È anche il dramma del Mazzinianesimo : « Socrate e Gesù morirono, per mano del carnefice, della morte del corpo, ma l'anima loro vive immortale, trasfusa di secolo in secolo nella vita migliore delle generazioni ... tutta la scienza di Machiavelli non fu se non lampada funebre che illuminò la tomba della seconda vita d'Italia » (pag. 37). Il significato religioso (laico) dell'Alleanza è nella dichiarazione che il Mazzini ha tracciato nelle Norme pratiche e circolari per l'applicazione del princìpio della Alleanza Repubblicana (SEI LXXXVI Politica XXVIII, pag. 50): « Io offro a' miei fratelli questo logoro avanzo di vita e d'attività, rinunziando per poter liberamente compiere il debito mio, a consolare i miei ultimi giorni col sorriso del mio ciclo; ma sperando da essi in ricambio che lavorino praticamente con me a raggiungere il fine davanti al quale ogni sacrificio è piccola cosa: sperando s'avvedano finalmente come l'agitazione slegata, disordinata, le inefficaci e indecorose proteste e le dichiarazioni non seguite dai fatti non salvino il paese ed essi dal disonore ». Se infine si legge To thè New York Committee far thè Universal Republican Allìance (SEI LXXXVI Politica XXVIII, pag. 69-77), si ha l'idea della tensione drammatica di quegli anni (1866) ed anche delle contraddizioni che ogni spasimo generoso di azione comporta. Il linguaggio americano del Mazzini sembra sfioato da tonalità cristiane, ma nella sostanza il suo richiamo al Cristianesimo resta la esigenza della Giustizia e dunque la religione laica o la componente di una possibile finale armonia: «È una vera Santa Alleanza, un fatto altamente religioso: l'incarnarsi in renila pratica dell'insegnamento di diciotto secoli di Cristianesimo e delle aspirazioni degli uomini grandi, buoni e coraggiosi di tutti i tempi e di tutti i paesi, tutti rivolti ad un solo Dio — ad una sola Umanità — a una sola Legge, Libertà per ognuno. Progresso per tutti; a un solo Dovere, aiutare l'adempimento della Legge, il raggiungimento del Fine; — alla sola via possibile per arrivare a questo, ma sempre più vasta, sempre più stretta associazione fra gl'individui e fra le Nazioni, che sono gl'individui dell'Umanità — alla sola grande e sacra battaglia che si può combattere quaggiù, la battaglia del Diritto, della Giustizia, della Libertà, della Verità contro la Forza, il Privilegio, la Tirannia e la Menzogna — al solo indice del valore, sia per le Nazioni sia per gli individui, la parte che assumono nella battaglia, la somma di lavoro compito per il fine comune. Nel nome di questi princìpi, voi avete decretata hi libertà degli schiavi negri; nel nome di questi principi, noi stiamo riunendo i nostri sforzi per l'abolizione della schiavitù politica, dovunque possa essere stabilita o tentata, fra i bianchi» (pag. 70-71). La religione laica è la piattaforma dell'internazionalismo, del cosmopolitismo se si vuole, e meglio ancora della fratellanza, terzo punto del Triangolo immortale: « II primo risultato della nostra Alleanza Repubblicana sarà un aumento potente della fede e della speranza di tutte le Nazioni in lotta, qualcosa come una consacrazione 'religiosa » (pag. 72).




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