Stasera, secondo, me il mondo si divide in uomini e super uomini.
Ma con categorie diverse dalle solite note.
I secondi sono coloro che sono determinanti nel'umanità perchè posseggono la cosocenza, la criticità, la volontà e la forza di continuare a scoprire.
Non sono per forza i vincitori della storia, ma quelli che sono in grado di fare propri le cose, le conoscenze, scoprirle. Renderle determinanti.
Gli altri sono i "piccoli poveri uomini feroci" (Pirandello), magari di tante ambizioni ma senza successo, senza forza di costruzione, di riconoscimenti, di.... vita!
Riempiono strade, palazzi e campagne. Sono da esempi più spelndidi di umanità personale o collettiva oppure di squallore.
Ma non capiscono.
Non contano nè ricchezza, sesso, posizione sociale, cultura, nè si giustifica l'abuso dei primi sui secondi.
Anzi solo i primi possono comprendere i secondi. Sentirsi eguali - e viviere, battersi, aspettare- proprio perchè diversi e "superiori".
Se la distizione sia a priori (nel senso di diverse potenziaità, e non ontologico, naturalmente) oppure un percorso variebile di formazione non so dirvi. Probabilmente enrambi.
boh che ne pensate?
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