Fonte: Scidecom
Porta Nuova o Forza Nuova?
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Vedendo le locandine nelle bacheche appese a molte colonne della stazione centrale di Torino verrebbe da chiedersi se Porta Nuova non sia diventata la nuova sede di Forza Nuova.
Quasi coppia minima in linguistica, questo è un giochetto di parole che più che farmi sorridere, mi fa rabbrividire.
Colta l’occasione di un ennesimo ritardo per esprimere il mio disappunto, preceduto da quello per l’inefficienza di Trenitalia, ho pregato un addetto del servizio clientela di seguirmi (non si era nemmeno accorto delle decine di poster neri) e mentre camminavamo lui, esemplare di ferroviere rosso, mi diceva indignato che nelle stazioni è vietato fare pubblicità politica, che andavano tolti, che già non sopportava Forza Italia, tanto meno Forza Nuova.
Già vedevo Porta Nuova ripulita, sanata da tanto nero che rendeva ancora più tetra già una di per sé buia stazione, già mi vedevo tutore della pars condicio, già mi vedevo un bel nulla: i miei sogni di effimera gloria interrotti dalla notizia datami dal ferroviere, che non ci si poteva far nulla, che gli spazi erano stati comprati. Comprati?
Fatemi capire. Io-noi compriamo biglietti da un ente statale che vende i suoi-nostri spazi, essendo pubblici, ad una banda di neo-fascisti?
Io compro un biglietto, lo oblitero, impresa quasi sempre disperata, calpesto uno squallido linoleum nero, cerco su tabelloni costantemente inattendibili il binario di partenza, mi indirizzo sul quel doppio fascio di vene metalliche che disegnano la rete ferroviaria nazionale come vene sulle braccia di un anziano, poche e logore, salgo su un treno che puzza di polvere di freni e sporco, mi siedo su un sedile che doppia la mia età da due a tre volte, sopporto ritardi e coincidenze mancate per poi scoprire che pago un servizio ad un’azienda che usa soldi fascisti per finanziarsi ed imbrattare legalmente uno spazio che dovrebbe esser anche mio.
Già vedo la faccia tronfia di teste rasate che compiono nella legalità quello che di solito compiono illegalmente, mimetizzati nell’oscurità da bomber neri come la notte con una croce celtica rammendata da mamma sul bicipite o sul cuore.
Io non ho uno spirito violento ma ogni tanto vorrei, virtualmente, avere un M16 e prendere la mira sul punto incidente di quelle due rette che intersecandosi formano la croce tanto cara a questi giovani ignoranti.
“Vincere” sta scritto sui manifesti. Manifesti scritti da chi, isolato dall’intelligenza, mi correggo, dalla demenza collettiva del branco, piange davanti ai poliziotti chiedendo di poter telefonare alla mamma, da chi indossa magliette con su scritto Berlin 1933 o Kristall Nacht senza sapere a cosa si riferiscano tali scritte o date. Forza Nuova più che un partito, è un branco, in cui alcuni funzionano da “cervelli” e tutti gli altri sono membri, nella doppia valenza politico-genitale del termine, che fecondano il ventre sempre fertile dell’ignoranza.
Questi manifesti, le nuove mode dei “teen-skinager”, episodi sempre più frequenti di razzismo sono i pargoletti di questa nuova generazione che probabilmente, quando saremo vecchi, ci bastonerà con i nostri stessi bastoni da passeggio.
Si ricordano i dodici docenti che non presero la tessera del fascio, ma si dimenticano i migliaia che scesero a compromessi col fascismo; le testate giornalistiche che furono voce del ventennio pensarono di poter candeggiare ogni traccia del passato aggiungendo un nuovo al titolo della testata, Il Nuovo Corriere della Sera, la Nuova Stampa eccetera.
Sapevano che questa parola neutralizza la sua diretta antagonista: l’antico, la storia. Tinteggiando l’esteriore con una mano di dignità in carta pesta, mettendogli una veste bianca, si tranquillizza, con il candor, lo spettatore, il lettore, l’elettore.
Una novità dovrebbe implicare un cambiamento, qui implica un mascheramento. Il fascista è cattivo, il neofascista non fa più paura, mettiamolo pure sui muri delle stazioni.
E allora Forza Italia al governo, Forza Nuova a Porta Nuova.
Se la cosi vi disturba un minimo potete scrivere a http://www.trenitalia.com/e-mail/e-mail.html .
Autore: stefano riba
Data di inserimento: 2/22/2004
Numero di letture: 228




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