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Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito La nouvelle vague francese

    Nel panorama del fumetto europeo, rimasto per troppo tempo stantìo e ripetitivo, ho accolto con grande entusiasmo la nouvelle vague francese guidata da David B. con la sua Association. Rimasi infatti letteralmente folgorato quando nel 2000 Mare Nero stampò il suo 'Guerra di demoni', il cui stile mi piacque da subito, essendo lo stesso, ma in una versione ovviamente modernizzata e al passo coi tempi, una continuazione della grande scuola franco-belga della ligne claire.
    Di David B. consiglio senza remore i due volumi de 'Il grande male'.
    Oltre a David B. ci sono altri autori di questa nuova scuola francese che stanno finalmente trovando il meritato spazio e notorietà anche in Italia, mi riferisco in particolare all'ottimo Christophe Blain, di cui sono oramai un vero appassionato, Joann Sfar e Lewis Trondheim. Di quest'ultimo consiglio la simpaticissima serie de 'La Fortezza'.

    Qualcun'altro qui segue la nuova scuola francese di bande dessinée?

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  2. #2
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Titoli e tavole.
    Iniziamo con David B.





    David B.
    Il grande male 1
    (Coconino) http://www.coconinopress.com/


    La storia: La Coconino Press presenta un’altra perla firmata da David B., il maestro del racconto esoterico francese. Finalmente in versione integrale e divisa in 2 volumi l’opera che ha dato notorietà internazionale e numerosi premi all’autore francese.
    Ancora una volta il pennino di David B. viene usato come un bisturi di immagini in un rigoroso, puntuale ed efficacissimo bianco e nero. Un segno forte e temerario che inventa soluzioni grafiche e stupisce per una semplicità ricca di mille sfumature. Il grande male non è solo la malattia del fratello dell’autore, o la tragedia della sua famiglia, ma racconta la storia degli uomini attraverso le sue convulsioni epilettiche: guerre e battaglie (la storia con la S maiuscola) filtrate dallo sguardo furbo ma innocente di un bambino.

    L’autore: Diminutivo di David Beauchard, nato a Nîmes nel 1959, nel 1990 adotta il diminutivo di David B. ed è tra i membri fondatori dell'Association, gruppo d'artisti capace negli anni '90 di rivoluzionare il fumetto d'oltralpe. Sotto questa etichetta lavora alla rivista "Lapin" e firma La bombe familiale, una piccola raccolta della collezione "Patte de Mouche", e Le Cheval Blême, che riceve una nomination all'Alph'Art Coup de Coeur del festival di Angoulême. Attualmente i suoi lavori - tra cui Cronaca del grande male e Guerra di demoni (premio Jacques Lob come miglior sceneggiatura francese) - continuano senza sosta ad apparire per le maggiori case editrici del settore, anche all'estero. Nel 1999 è stato selezionato nella cinquina dei migliori sceneggiatori e autori unici esteri a Lucca Comics. Il suo ultimo lavoro, “Les incidents de la nuit”, è stato pubblicato in contemporanea in Francia e in Italia dalla Coconino Press.






    David B.
    Il grande male 2
    (Coconino) http://www.coconinopress.com/


    La Coconino Press presenta un’altra perla firmata da David B., il maestro del racconto esoterico francese. Finalmente il secondo tomo conclusivo della versione integrale in 2 volumi dell’opera che ha dato notorietà internazionale e numerosi premi all’autore francese. David B. rilegge quasi un secolo di storia con la rarefatta eleganza del suo disegno, raccontando l’epopea della sua famiglia, sconvolta dalla grave sciagura dell’epilessia (il grande male).
    Proseguono senza soluzione di continuità i tentativi di curare Jean-Christophe dal “grande male” dell’epilessia. Il ragazzo, sempre più colpito nella psiche e nel fisico dalla malattia, manifesta un’intrattabilità in progressivo aumento, mentre tutta la famiglia, forse in parte ormai rassegnata, cerca di vivere una vita apparentemente normale. Pierre-François (alter-ego di David B.) cerca sempre di più una “via di fuga” nel disegno, arrivando ad avere come maestro anche il mitico George Pichard, indimenticato autore di “Paulette”, e a compiere i primi passi nel mondo del fumetto. Ma, nonostante tutti i suoi tentativi di farsi una nuova vita, anche sentimentale, l’ombra del “grande male” si allunga sempre più minacciosa.
    Ancora una volta il pennino di David B. viene usato come un bisturi di immagini in un rigoroso, puntuale ed efficacissimo bianco e nero. Un segno forte e temerario che inventa soluzioni grafiche e stupisce per una semplicità ricca di mille sfumature. Il grande male non è solo la malattia del fratello dell’autore, o la tragedia della sua famiglia, ma racconta la storia degli uomini attraverso le sue convulsioni epilettiche: guerre e battaglie (la storia con la S maiuscola) filtrate dallo sguardo furbo ma innocente di un bambino.





    David B.
    Guerra di demoni
    (Mare Nero)


    David B. è un emergente autore transalpino, già pubblicato in Italia a cura di rasputin!libri. Quest’opera affonda le proprie radici nelle favole giapponesi. Un omaggio che non sfocia nella becera copiatura di stilemi, ma si traduce nella trasposizione intelligente e sempre ironica degli stessi. La vicenda è percorsa anche da una forma di affettuosa nostalgia per la magia, che è possibile solo con la sospensione dell’incredulità, con una regressione all’infanzia.
    L’autore si diverte nella narrazione di una favola che ha come protagonisti il Fungo e la Volpe, due demoni che, insieme con altri compagni infernali, compiono scorrerie per il Giappone, inseguiti da Miyabu, capo della polizia, e da un monaco esorcista. Altri personaggi affollano le pagine di questo volumetto: Parashurama, definito “il massacratore di scuole”, che ha sacrificato anche la sua identità pur di vendicare la morte dei propri cari; il Tengù Quadro, un demone dal bizzarro senso dell’umorismo, al punto di dare la parola ai chicchi di riso; Yoshu, allievo di una scuola di sciabola, il cui unico desiderio è riscattarsi dalla vigliaccheria mostrata.
    La terra del sol Levante qui riportata è già stata invasa dai cosiddetti “barbari stranieri”, al cui maligno influsso s’imputa il moltiplicarsi dei demoni, e percorsa in lungo ed in largo dalla ferrovia, segno dei tempi che mutano inevitabilmente. Sarà proprio la locomotiva protagonista nella conclusione della vicenda, coinvolta nella battaglia decisiva, anche se non finale, tra gli uomini ed i demoni, tra le macchinazioni umane ed i sortilegi demoniaci.
    Il tratto richiama l’antica pittura ed il teatro nipponici. Le tavole sono scandite con una progressione lenta, quasi meditativa, propria della narrazione orale antica, della favola appunto; spesso le figure sembrano emergere dal continuo contrasto tra l’oscurità e la luce, forse a voler suggerire con altre modalità il tema della guerra.

  3. #3
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    Predefinito

    Ho letto qualcosa della Coconino Press, più che altro Jiro Tanaguchi l'autore di "in Una Lontana citta" che mi ha lasciato piacevolmente sorpeso, davvero molto bella come storia.

  4. #4
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    In Origine Postato da yota71
    Ho letto qualcosa della Coconino Press, più che altro Jiro Tanaguchi l'autore di "in Una Lontana citta" che mi ha lasciato piacevolmente sorpeso, davvero molto bella come storia.
    Di Taniguchi la Coconino ha anche pubblicato i due volumi della storia sceneggiata da Moebius. Una spesa a mio opinione tutto sommato evitabile.
    Imperdibile di Taniguchi è invece il volume edito tempo fa da Planet Manga 'L'uomo che cammina'. Un capolavoro assoluto del fumetto mondiale. Rivoluzionario nello stile e nei contenuti.


    L'uomo che cammina è un
    uomo spensierato.
    Gli piace camminare con
    tranquillità.
    Non si preoccupa del
    tempo che passa.
    Possiede un corpo e uno
    spirito lievi.
    Perciò riesce a notare
    diverse cose.
    Persino in un paesaggio
    quotidiano, che nulla ha di
    particolare, trova motivo
    d'interesse e ne gode.
    Ogni tanto si ferma, si
    incanta, accarezza gli
    alberi, ci si arrampica,
    raccoglie dei ciottoli...
    Già, l'uomo che cammina è
    proprio un tipo strano.

    Eppure sicuramente
    quest'uomo ci riporterà
    alla mente dolci ricordi
    persi in qualche luogo
    lontano.
    Allora, arrestiamo un
    attimo le nostre corse
    affannose, e proviamo a
    camminare anche solo un
    poco.

    Però lentamente.


    Jiro Taniguchi


  5. #5
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Passiamo ora al bravissimo Christophe Blain, di cui non posso mancare di consigliare tre volumi assolutamente imperdibili.




    Christophe Blain
    Isaac il pirata (1) – Le Americhe
    (Kappa edizioni)


    La bande dessinée francese stupisce e ristupisce: in un mercato editoriale come quello italiano in cui a farla da padroni sono i fumetti giapponesi, rei di aver surclassato i conosciutissimi supereroi Marvel ( che però cominciano a vender un po’ di luce grazie alle - era ora - ottimamente realizzate versioni cinematografiche), si ricomincia ad affermare la scuola francese che da troppo tempo risultava trattata con superficilità da lettori e, spesso, editori. Ritorna, dicevamo, e lo fa alla grande con autori giovani e rivoluzionari le cui opere sono già dei classici a pochi mesi dalla pubblicazione.
    Christophe Blain è fra questi: giovane (ha solo 32 anni) e rivoluzionario: basta osservare anche solo uno dei suoi disegni per capire quanta innovazione c’è dietro i suoi personaggi dal capo tozzo e dal naso ‘alla Pinocchio’. E questo Isaac il pirata risulta forse essere la sua opera più sentita: Isaac ed Alice sono fidanzati. Lui è un pittore, o almeno vorrebbe esserlo, nel frattempo vive di espedienti. Anche lei è senza un soldo. Ma si amano, e questo è l’importante.Un giorno il chirurgo Henri Demelin convince Isaac ad imbarcarsi per conoscere un ricco capitano appassionato d’arte. Un ricco capitano che si rivela essere il pirata Jean Mainbasse.
    Isaac si ritrova così inaspettatamente in mezzo al mare a seguire una ciurma di pirati, incuriositi dal suo talento nel disegno. Un’avventura picaresca, giunta in patria al suo terzo volume, a cui è difficile non appassionarsi.

    L’autore: Christophe Blain nasce ad Argenteuil il 10 agosto del 1970. debutta per le edizioni Dargaud nel 1997 con La révolte d’Hop-Frog, su testi di David B.
    Nel 1999 pubblica Le réducteur de vitesse, suoi testi e disegni, e Donjon, su testi di Sfar e Trondheim. Nel 2000 disegna Les Ogres, ancora su testi di David B.
    Nel 2001 pubblica Isaac il pirata che lo consacra ad autore culto del fumetto francese.





    Christophe Blain
    Isaac il pirata (2) –
    (Kappa edizioni)


    A distanza di poco più di anno dal primo volume, torna nelle librerie Isaac il pirata, la serie cult in Francia che i Kappa boys stanno meritevolmente pubblicando.
    Christophe Blaine con questo I ghiacci si conferma autore di caratura assoluta, dotato di una prosa asciutta, anti retorica e coinvolgente, coadiuvata da un segno che fugge dal realismo o dalla linea chiara per avvalersi di un tratto umoristico-caricaturale a volte sporco ma sempre raffinato. Anche se sarebbe sbagliato pensare che il disegno sia conseguente a delle trame leggere o comiche, tant'è vero che la vicenda, che nel primo volume (Le americhe, Kappa edizioni 2003) tendeva ad avere spesso un tono scanzonato, qui si incupisce e diventa sempre più densa di malinconia e cattivi presagi.
    Già dalla bella ed espressionista copertina (la ciurma del capitano Jean Mainbasse guarda, tra lo spavento e la meraviglia, l'ignoto sopra le proprie teste) si capisce che qualcosa è cambiato nell'avventura che ha portato Isaac, talentoso pittore, ad imbarcarsi su una nave pirata in cerca di gloria e fortuna, adulato e persuaso dall'eccentrico chirurgo e avventuriero Henri Demelin, forse uno dei più riusciti personaggi di questi due volumi. Un viaggio, verso i mari del sud, verso i ghiacci dell'Antartide, in territori mai esplorati, a dipingere ciò che altri non hanno mai veduto e nemmeno immaginato. Una sorta di cronista ante-litteram armato di carta e matita.
    Ma tutti i sogni e le speranze possono nascondere dietro l'angolo ciò che non vorremmo e ciò che ci fa più male. E così, persi nel freddo di mari inospitali, piano piano i nostri eroi perdono la vitalità e l'ironia che in fretta si tramutano in silenzio ed angoscia.
    Cos'è che hanno davanti quando di notte vedono nei cieli luci meravigliose e terribili? E' il loro desiderio di conoscenza o la paura dell'ignoto che si materializza? Dietro i ghiacci potrebbero trovare forse la desolazione della vita che si consuma troppo in fretta, lontano dai loro amori e degli affetti che si sono lasciati a casa. Così, ad un certo punto, pare che Isaac cominci a domandarsi se tutto questo valga la pena. Se sia più importante l'amore di Alice o il suo irrefrenabile ed impulsivo desiderio di avventura. E intanto che rimugina ciò, la distanza dalla sua amata si amplia in tutti i sensi.
    Christophe Blain, dicevo, è un anti retorico; non sottolinea mai didascalicamente ciò che vuole raccontare e fa a meno di amplificare le parole che mette in bocca ai suoi personaggi. Molte vignette, non a caso, sono senza parlato, ma possiedono comunque la capacità di comunicare, oltre l'agire, anche il pensare dei personaggi. Più che al realismo, l'autore tende a concentrarsi su un espressionismo cartoonistico, certo che non basta essere descrittivi per poter comunicare un'emozione. Come per la meraviglia e la paura davanti ad un aurora boreale, ma anche quando sottocoperta assistiamo all'ultima chiacchierata tra il chirurgo Henri ed Isaac, avvolti nell'ombra attenuata da una debole luce di candela, imbacuccati in grosse coperte che deformano e disumanizzano le figure.
    Insomma, al di là dei molti e riusciti personaggi che Blain fa recitare con estrema dovizia e sensibilità, e l'afflato avventuristico e romantico della vicenda, possiamo tranquillamente azzardare che ci troviamo di fronte ad un grande autore che in poco tempo si è ritagliato un posto di tutto rispetto nel panorama fumettistico occidentale. E allo stesso modo, siamo certi che consigliare a tutti questo libro sia la cosa più giusta ed onesta che possiamo fare.





    Christophe Blain
    Socrate il semicane (1) – Eracle
    (Kappa edizioni)


    Socrate funziona sempre, anche se è un cane. Sfar e Blain, giovani e geniali esponenti del fumetto francese contemporaneo, per spiegare l’amore si inventano un cagnetto parlante di nome Socrate, “mezzo cane, mezzo filosofo”, come lui stesso si definisce. Un semicane, come si conviene a chi ha per padrone nientemeno che il semidio Eracle, capace di illuminare il lettore sui misteri dell’Eros così come il suo illustre omonimo faceva coi commensali del Simposio tramandatoci da Platone. Il semicane, romantico e riflessivo, sa anche leggere, al contrario del suo padrone, che è un ignorantone fiero di esserlo, pratico e ottuso, sempre pronto a pestare ogni smidollato poeta che incontra. Eracle, così gretto ed egocentrico, è la confutazione in carne e ossa di tutto il sottile pensiero che il cane tenta con pazienza di insegnare al lettore; eppure lui continua a scodinzolargli dietro, fedele e adorante, e questa è già una lezione sull’amore. La maieutica del semicane procede in maniera socratica, senza dubbio, ma le sue interrogazioni al mondo non tracciano come dovrebbero una perfetta dimostrazione geometrica di cosa sia Eros, anzi. Il ritmo della narrazione è un trotto canino, scomposto e brioso, che per un momento ci fa capire finalmente con sicurezza impeccabile il segreto dell’amore, e ne rimaniamo folgorati; ma è un’illusione, e quasi impugnata, frana e scappa via, impossibile e ridicola. Non c’è regola che tenga, ci insegna Socrate, l’amore è taciturno, isolato, ma anche straordinariamente babbeo, come una caricatura. Le tavole di Blain sono portentose per la capacità espressiva, assolutamente spassose, e il feeling con i testi di Sfar, anch’egli grande disegnatore, ci trascina in un mondo che procede a passo di cane. Anche a noi Eracle appare poverino e bestiale, insensibile e incapace com’è nel rapportarsi con le donne, ma anche assolutamente irresistibile: “il mio padrone dice che ama le donne. In effetti, ama che le donne lo amino. Ritiene che tutte le donne gli debbano amore, tenerezza, e che debbano cedere a tutti i suoi capricci. Perché per il mio padrone, ogni donna è madre, sposa e amante. Io non sono sicuro che tutte le donne abbiano voglia di essere madri, spose e amanti. È come coi cani, non si chiede il loro parere.” Così i modi del padrone sembrano quelli di un bambino al confronto delle teorie del cane; ma quelle a loro volta, di fronte alle donne vere, bellissime, sagge, geniali, sembrano miraggi dolci e ingenui, a dire che la logica non conta, è un gioco tanto quanto lo sono gli atteggiamenti da duro, e come quelli va temperata attraverso una viva e genuina esperienza di educazione ai sentimenti.

  6. #6
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Alcune tavole tratte da 'Isaac il pirata':









    http://www.komiks.cz/extpict.php?o=....lepirate_4.jpg

  7. #7
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Alcune tavole di David B.:











  8. #8
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Finisco col segnalare i cinque volumi finora editi della spassosissima serie 'La Fortezza'.


    La Fortezza, di Joann Sfar e Lewis Trondheim:

    1. Cuore d'Anatra
    Phoenix, 21x29, 48pp col., brossura, 7,75e

    2. Il Re del Casino
    Phoenix, 21x29, 48pp col., brossura, 7,75e

    3. La Principessa dei Barbari
    Phoenix, 21x29, 48pp col., brossura, 7,75e

    101. Il cimitero dei draghi
    Magic Press, 21x29, 48 pp., col., cartonato, 12,39e
    (nota: l'episodio porta il numero 101, in realta' si tratta del primo numero di una serie parallela a quella pubblicata da Phoenix).

    102. Il vulcano dei Vaucanson
    Magic Press, 21x29, 48 pp., col., cartonato, 12,50e



    Copertine:



















    Due videogiochi free basati sui personaggi de La Fortezza:

    http://www.pastaga.net/SkullSplitter/index.html
    il primo è un semplice arcade modellato sui vecchi tascabili

    http://www.pastaga.net/Donjon&Baston/index.html
    il secondo è un divertente picchiaduro decisamente curato nella grafica e nel sonoro.

  9. #9
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    E' uscito un nuovo volume di Christophe Blain (catturato ieri mattina):

    http://www.lospaziobianco.it/articolo.php?chiave=2471
    http://fumetto.leonardo.it/articoli/...ita.607141.php


 

 

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