Ora si conoscono i particolari che hanno indotto il governo australiano a chiedere la rimozione di un diplomatico israeliano: e sono motivi piccanti. Il diplomatico, Amir Lati (segretario dell’ambasciata di Israele a Canberra) ha sedotto una donna che svolge funzioni di responsabilità presso il Ministero della Difesa australiano. Il guaio è che la signora innamorata ha (o aveva) l’autorizzazione ad accedere a documenti segretissimi. Sembra che il seduttore volesse mettere le mani, attraverso la donna, su “informazioni d’intelligence e tecnologia militare Usa” che l’Australia riceve grazie alla speciale relazione che ha con gli Stati Uniti.
Si trattava di una classica “trappola al miele” (honey trap) per cui il Mossad dispone di speciali agenti sessuali. E la cosa non è finita: il personaggio che Israele ha scelto per sostituire lo sgradito Amir Lati nella sua ambasciata a Canberra è anche peggio di lui. Si tratta di Arie Scher, un “diplomatico” noto alla polizia brasiliana come produttore di pornografia pedofila. La storia è stata rivelata dal Sidney Morning Herald (probabilmente imbeccato dall’ASIO, il servizio segreto australiano) in tutti i suoi ripugnanti particolari. Cinque anni fa Scher lasciò in fretta il suo posto come vice-console a Rio, dandosi alla latitanza, perché ricercato nel quadro di un’inchiesta su un giro di prostituzione infantile. Tutto era cominciato dalla deposizione di una bambina brasiliana, che raccontò di essere stata costretta ad avere rapporti con turisti israeliani mentre un tale George Schteinberg, insegnante di lingua ebraica, la filmava.
Nella perquisizione della casa di Schteinberg, tra “grosse quantità di materiale pedofilo”, la polizia scopre varie foto che ritraggono bambini nudi in un’auto di lusso. In qualche immagine si vede persino la targa dell’auto: è una targa diplomatica, che appartiene a una vettura dell’ambasciata israeliana. Facile a risalire al viceconsole Scher: oltretutto, altre foto porno risultano scattate nel suo lussuoso appartamento con piscina a Rio.
Fra l’altro si scopre che Scher aveva fornito a Schteinberg una bambina brasiliana di anni 11, con cui l’immondo docente di ebraico aveva vissuto per un anno intero. In breve, emerge tutta un’organizzazione pedofila (con ben quattro portali internet specializzati nella vendita di porno) gestita dall’agente “diplomatico” israeliano. E’ incerto che si trattasse dell’iniziativa privata di Scher; la pedofilia serve egregiamente come “trappola al miele” per incastrare e ricattare personalità in vista.
In ogni caso, non si saprà mai. La polizia brasiliana non ha mai potuto interrogare Scher, perché l’inquisito s’è reso uccel di bosco appena in tempo, salendo su un aereo diretto a Buenos Aires e di lì a Tel Aviv. Come latitante: così lo definisce la richiesta ufficiale brasiliana all’Interpol, che richiede l’arresto di Scher se dovesse lasciare Israele. C’è anche una domanda ufficiale del Brasile ad Israele, datata ottobre 2001, per l’estradizione di Scher. Domanda rigettata. Il ministero degli Esteri israeliano sostiene di aver sottoposto Scher a sanzione amministrativa per “comportamento inappropriato per un diplomatico”. Cinque anni di sospensione dal servizio.
Ora la punizione è finita e Scher, riabilitato, torna alla diplomazia: sostituendo in Australia l’agente sessuale Lati. Mark Regev, portavoce degli Esteri d’Israele, ha spiegato agli sbalorditi giornalisti del Sidney Morning Herald: “al tempo Scher era giovane e scapolo. Oggi è sei anni più vecchio e sposato, e non c’è motivo perché non dia ottima prova di sé come diplomatico in Australia”.
Quanto al rifiuto di estradare il delinquente, la spiegazione è semplice: “non si tratta di innocenza o colpevolezza, e nemmeno di evitare la giustizia. E’ in questione la sacralità di Israele come rifugio”. Per gli ebrei, s’intende. Nessun ebreo è soggetto alla giustizia dei gentili.
di Maurizio Blondet




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