Amici, mentre Saddam preparava le bombe atomiche per invadere l'Occidente, indovinate un po' chi è si comprava 24 milioni di barili di petrolio sall'amico Saddam in cambio di grana Padano, pare con opportuno versamento di tangente 10% ?
Ma è lui, il Formiga, il caro vecchio Formiga di Forza Italia, il nostro governatùr.
Chissà dentro di se cosa pensava quando i colleghi parlavano con sprezzo degli "amichetti di Saddam": "Speriamo che non mi becchino" ?
E invece no, era tutto registrato a Bagdad, ci hanno messo gli occhi sopra l'ONU, Il Sole 24 Ore e il Financial Times.
Oggi è il 9 febbraio: attendiamo con ansia in cui i pollisti diranno che le sinistre si stanno muovendo per rovinargli le elezioni.
Oil for Food/ Roberto Formigoni coinvolto nei traffici di greggio
Affari Italiani Mercoledí 09.02.2005 10:47
La Commissione speciale dell'Onu che sta indagando sullo scandalo Oil for Food ha acceso i fari su un contratto firmato da un consulente della presidenza della Regione Lombardia. La notizia coinvolge in modo diretto il Governatore uscente Roberto Formigoni.
L'inchiesta, promossa dal Sole 24 Ore e dal Financial Times, prova i contatti, frequenti, tra Formigoni e l'allora regime di Saddam Hussein. Ma non solo. Negli elenchi rinvenuti negli archivi del ministero del Petrolio iracheno, il numero uno del Pirellone compare come maggior beneficiario di petrolio tra tutti i politici occidentali, con ben 24 milioni di barili. Un vero e proprio "buono omaggio" che l'ex Rais di Baghdad aveva riservato tra il 1997 e il 2003 a personalità straniere. Le quali, in cambio, si prodigavano per l'abolizione delle sanzioni imposte all'Iraq dopo la prima Guerra del Golfo. Una vera campagna politica. Il nome di Formigoni appare inoltre associato a quello di due società petrolifere italiane. La COGEP (Costieri Genovesi Petroliferi) e la NRG Oil. E qui il mistero si infittisce.
La Cogep infatti prima della sua partecipazione al programma Oil for Food era una società che non trattava greggio. Formigoni ha tentato in più di un'occasione di negare i suoi rapporti con questa società ma è un documento, un fax dell'8 giugno 1998, a smentirlo. Il testo indirizzato a Tarek Aziz ricorda proprio i nomi delle due società: la Cogep e la Nrg.
E Formigoni - secondo l'inchiesta del Sole-Ft -non può nemmeno smentire i suoi rapporti con il personaggio chiave di questo giallo. Il consulente della presidenza della Regione Lombardia Marco Mazarino De Petro. Il tessitore delle relazioni internazionali della Regione con vari Paesi, tra cui proprio l'Iraq. Con un obiettivo preciso. Viaggiare per missione. Missioni umanitarie e con imprenditori italiani interessati ad avere rapporti con l'Iraq. Tra cui, appunto, come sembra la stessa Cogep. Pagando una tangente del 10% al regime per avere il petrolio. E facendo così il gioco di Saddam. Vale a dire creare fondi neri, riciclare denaro illecito e acquistare armi.
Non si è fatta attendere la pronta e secca risposta del diretto interessato. "Le notizie diffuse oggi - ha dichiarato Formigoni - sono la solita minestra riscaldata che da un anno viene ricicciata in modi diversi".
"Nulla mi viene contestato - ha continuato - perchè nulla mi può essere contestato. E' anche noto che ho sempre difeso la causa della pace in Iraq fin dal '90 quando mi recai in quel Paese, primo e unico uomo politico italiano, per portare a casa 250 cittadini detenuti come ostaggi".
Il governatore della Lombardia ha inoltre ricordato come in questi anni abbia guidato numerose missioni lombarde in tutti i Paesi del mondo e "sempre nel rispetto delle linee dell'Onu e del Governo del mio Paese".
Dichiarandosi orgoglioso "di aver difeso e aiutato il mondo economico, l'università e il sistema culturale, ad intrecciare relazioni in tutto il mondo".




Rispondi Citando
