Il forum de l'Unità non piace ad An
Mi sono rotto i coglioni. Sinceramente». Così comincia sul forum de l’Unità on line la discussione sulle foibe e la fiction di Raiuno intitolata «Il cuore nel pozzo». É lunedì 7 febbraio. Paperino, nickname accompagnato da un immagine del papero di Barks con una stella rossa sul cappello di marinaio dice di essere stufo della «retorica nazionalfascitoide sui "vinti" (ma vinti de che?)», del «comune sentire patriottardo», «dell'italiano comunque buono e caritatevole». E soprattutto «delle foibe come piede di porco per scassinare la memoria (mai condivisa, mai comune, mai coltivata, in realtà); dello slavo descrito come inumano, untermen, e in quanto comunista e in quanto etnicamente diverso». Un linguaggio sopra le righe, e un monito polemico: «Sta a vedere adesso che la violenza e il razzismo in quelle zone sono nate con la resistenza e la lotta anti nazifascista. Il mondo capovolto».
La polemica è aperta. Intervengono altri forumisti. Alcuni concordano altri dissentono. «Il problema di questo paese è che non ha mai fatto realmente i conti con la sua storia, le sue responsabilità», sostiene Seenia. «Stalin, ancora benvoluto in larga parte della sinistra italiana, ha fatto decine di milioni di morti in più di Hitler - attacca Pinco - ma a voi che vi frega, siete nati in italia, mica in unione sovietica... accontentatevi di un Cossutta o di un Diliberto».
Toni e contenuti di questa discussione (a disposizione di tutti i lettori sul forum) non sono piaciuti alla presidente di Azione giovani, l’associazione giovanile di An, che ha inviato una e-mail al segretario Ds Piero Fassino: «I lettori de l'Unità organo di stampa del vostro partito, non solo non la pensano come lei ma esprimono concetti e giudizi storici a dir poco raccapriccianti, con termini grevi, ingiurie e bestemmie».
Per capire meglio, bisogna spiegare come funziona il forum. Una questione di metodo, prima che di merito. La prima cosa che si nota accedendo al forum è che non vi partecipano i lettori del giornale, ma tutti gli utenti che, registrandosi, accettano un semplice regolamento, nel quale si concorda «di non inviare messaggi abusivi, osceni, volgari, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o qualunque altro materiale che possa violare qualunque legge applicabile». Sulla base di queste regole chiunque può partecipare al forum, a prescindere dalle idee politiche (e come si è visto molti sono i forumisti che si dichiarano elettori della Casa delle Libertà). Subito dopo essersi registrati si potrà constatare che il forum de l’Unità, unico fra i quotidiani online italiani, consente una partecipazione senza filtro, essendo moderato a posteriori, dopo che i messaggi vengono pubblicati. Il lavoro del moderatore, quindi, non può applicarsi a ogni messaggio, non è un’opera di censura preventiva. Osservando gli interventi si nota che il moderatore non esprime opinioni personali, non interviene nel dibattito sulla base di proprie convinzioni, ma si limita a interloquire, garantendo il rispetto delle regole. Nessuno scandalo per le provocazioni, né da sinistra, né da destra. Le espressioni volgari e le offese vengono cancellate. E, a seconda della gravità il forumista può essere espulso, ma non in tempo reale. Qualche giorno fa il moderatore ha inviato un messaggio nel quale dice: «Consentitemi un ultimatum. Io non intervengo, fate da soli. Altrimenti starà a me chiudere le discussioni e cancellare i messaggi».




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