Gli sciiti hanno vinto le elezioni (truffa) ed hanno la maggioranza assoluta.
Ora la palla passa agli "esportatori di democrazia".
Faranno governare l'Iraq dagli ayatollah? Oppure diranno che le elezioni non sono valide?![]()
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Gli sciiti hanno vinto le elezioni (truffa) ed hanno la maggioranza assoluta.
Ora la palla passa agli "esportatori di democrazia".
Faranno governare l'Iraq dagli ayatollah? Oppure diranno che le elezioni non sono valide?![]()
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ma che film hai visto![]()


No! La cosa passerà alla storia come il più grande capololavoro della politica estera USA.....aver creato essi stessi una repubblica islamica...proprio accanto all'Iran (il famoso stato canaglia)...così come d'incanto Bush si troverà due canaglie anzichè una sola...
hi,hi,hi
Televideo.In Origine Postato da benfy
ma che film hai visto![]()
Al Sistani si è proclamato vincitore con più del 50%![]()


La vittoria della coalizione di Al Sistani è inferiore alle previsioni
il 47,6 per cento obbliga a cercare alleanze per governare
I risultati delle elezioni irachene
vincono gli sciiti, secondi i curdi
Soltanto terzo il cartello del premier, sconfitto il presidente
Bassissima l'affluenza nelle province a maggioranza sunnita
La commissione elettorale
annuncia i risultati
BAGDAD - Come previsto, l'alleanza sciita ha vinto le elezioni irachene ma si tratta di un successo inferiore alle aspettative. Il cartello appoggiato dal grande ayatollah Ali Al Sistani ha ottenuto 4 milioni 75mila voti, cioè il 47,6 per cento. Dietro la coalizione curda, con il 25,7 per cento, e poi quella dell'attuale premier ad interim Iyad Allawi, con il 18,3 per cento. L'affluenza ufficiale alle urne è stata del 58 per cento degli aventi diritto, in tutto 8.456.266 elettori.
L'alleanza sciita si è aggiudicata 132 seggi sui 275 a disposizione: non ha quindi la maggioranza, il che apre scenari preoccupanti per un paese dilaniato dalle tensioni tribali e religiose. Un altro dato, che sottolinea le profonde divisioni del Paese, è quello dell'affluenza al voto nelle province a maggioranza sunnita: nella regione di Anbar ha votato solo il 2 per cento degli iscritti, in quella di Salahadin il 29 per cento.
Per governare gli sciiti dovranno venire a patti con le altre forze politiche. La maggiore è l'alleanza formata dalle due principali formazioni autonomistiche curde, l'Unione patriottica del Kurdistan di Jalal Talabani e il Partito democratico del Kurdistan di Massud Barzani, che ha ottenuto il 25,7 per cento e 71 seggi. Solo terza la Lista irachena, il partito del premier Allawi, con il 18,3 per cento dei voti e 38 seggi. Quindi neppure stringendo un patto con i curdi il primo ministro ad interim sarà in grado di imporsi numericamente agli avversari correligionari. La lista del presidente ad interim Yawari ha ottenuto solo il 5 per cento dei consensi.
(13 febbraio 2005)
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ma ragazzi..... se nell'Iraq ha vinto un partito di ispirazione religiosa sciita, questo non significa che si ha una repubblica islamica....
C'è una costituzione alla quale dovranno sottostare anche gli sciiti.... la democrazia è questo... Non potranno condannare a morte chi è ateo perchè la costituzione lo vieta... cosa che invece fanno sistematicamente i vicini Iraniani....
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IRAQ/ ELEZIONI, LISTA SISTANI VINCE MA E' SOLO AL 48,1% - punto
13/02/2005 - 16:10
Affluenza al 59%; curdi al 25%, Allawi al 13%
Roma, 13 feb. (Apcom) - - Una grande affermazione ma solo la maggioranza relativa dei voti per la lista sciita del Grand Ayatollah Ali al Sistani, l'Alleanza Unita Irachena: il 48,1% dei voti per l'elezione dell'Assemblea transitoria, secondo quanto ha annunciato la commissione elettorale a Baghdad, pari a 4.071.291 voti su 8.456.266 votanti. Segue la lista della Alleanza curda con 2.175.551 voti ovvero il 25,7% dei suffragi. La lista del premier uscente Ayad Allawi ha ottenuto 1.168.943 voti ovvero il 13,8%. L'affluenza complessiva sarebe dunque attorno al 59%.
In termini di seggi, sui 275 della nuova Assemblea Nazionale l'Alleanza Unita dovrebbe ottenerne 132, i curdi 71 e la lista Allawi 38: la maggioranza di due terzi, necessaria pr ratificare le decisoni più improtanti come la nomina del Presidente e dei due vicepresidenti, è di 184 voti.
Un candidato della lista Sistani, Rida Jawad Abid Amin, spera però che gli sciiti possano ancora raggiungere la maggioranza assoluta: "Non è affatto detto che la nostra lista non otterrà la maggioranza assoluta dei seggi nella futura Assemblea Nazionale" ha detto parlando alla tv satellitare araba Al Alam (il Mondo, filo iraniana). "Ci sono moltissime liste che non hanno raggiunto il minimo dei voti necessari per ottenere un seggio, che dovrà aggirarsi intorno al 30.750 voti. Questi voti dispersi dovranno essere ridestribuiti sulle liste che hanno ottenuto il diritto ai seggi in base alle percentuali ottenute".
Inizia dunque la fase più difficile: se infatti l'attuale e provvisoria Carta fondamentale è stata frutto di un lungo negoziato e di un difficile compromesso - al quale non sono certo rimasti estranei gli Stati Uniti - per i dirigenti politici (e religiosi) del dopo-Saddam è ora arrivata la resa dei conti.
Al tavolo costituzionale rispunteranno le questioni già discusse in passato, rivendicazioni spesso contrastanti: gli sciiti vogliono sfruttare al massimo il proprio status di comunità maggioritaria, dopo decenni di repressione sotto il regime di Saddam; i curdi non hanno alcuna intenzione di rinunciare all'autonomia de facto di cui godono dal 1991 - prova ne sia appunto il fronte unito elettorale - e premono per uno Stato il più decentrato possibile. Tra l'incudine ed il martello dunque i sunniti, comunità favorita dal regime e nella quale la guerriglia e il terrorismo trova più facilmente reclute e adepti.
copyright @ 2005 APCOM
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che bello sarà vedere le capriole che faranno gli invasori per evitare che sistani vada al potere.... e ancora meglio vedere come sistani si farà sentire
Chiamo alla Jihad da Rihad a Dubai/
Sai, gli restituiremo le torture di Abu Ghraib/
ogni posto in occidente è il World Trade Center/
E qui intorno ogni giorno è l'undici
settembre/
IRAQ/ALLEANZA SCIITA: "NON E' DETTO CHE NON AVREMO PIU' DEL 50%"
13/02/2005 - 16:00
Molte liste "non hanno raggiunto il minimo di 30 mila voti"
Roma, 13 feb. (Apcom) - Altro che 48,1%, l'Alleanza Irachena Unita ovvero la lista sciita del Grand Ayatollah al Sistani punta alla maggioranza assoluta a prescindere dai risultati annunciati oggi dalla Commissione elettorale irachena. "Non è affatto detto che la nostra lista non otterrà la maggioranza assoluta dei seggi nella futura Assemblea Nazionale" afferma, in collegamento telefonico, alla tv satellitare araba Al Alam (il Mondo, filo iraniana), il candidato nella lista dell'Alleanza sciita Rida Jawad Abid Amin.
"Basta vedere i risultati pubblicati dall'Alto Commissariato Indipendente per l'Elezione. Ci sono moltissime liste che non hanno raggiunto il minimo dei voti necessari per ottenere un seggio, che dovrà aggirarsi intorno al 30.750 voti" afferma, e prosegue: "Questi voti dispersi dovranno essere ridestribuiti sulle liste che hanno ottenuto il diritto ai seggi in base alle percentuali ottenute".
Alla domanda se sia contento della percentuale ottenuta dalla sua lista ha risposto," Molti di noi si aspettavano qualcosa di meglio, ma va bene così".
copyright @ 2005 APCOM
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Forse diranno che le elezioni non sono valide...In Origine Postato da HoChiMinh84
che bello sarà vedere le capriole che faranno gli invasori per evitare che sistani vada al potere.... e ancora meglio vedere come sistani si farà sentire![]()
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