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Distribuire un po' d'hascisc in piazza non è reato
In appello, assolto Marco Pannella che il 12 ottobre del '97 (nell'ambito di una clamorosa azione di disobbedienza) distribuì a centinaia di persone bustine di droga in piazza Navona
ROMA - Distribuire modiche quantità di hascisc in piazza non è un reato. Almeno per i giudici della prima sezione della Corte di Appello di Roma - presidente Giovanni Mannarini - che oggi hanno assolto Marco Pannella, ed altri cinque esponenti del Partito radicale, che il 12 ottobre del 1997 si resero protagonisti di una clamorosa azione di disobbedienza distribuendo a centinaia di persone bustine di sostanza stupefacente in piazza Navona, nella capitale.
La Corte ha assolto oltre a Pannella anche altri attivisti della ex Lista Pannella che erano in piazza Navona per la manifestazione antiproibizionista ossia, Rita Bernardini, Pier Giuseppe Camici, Alessandro Caforio, Cristiana Puglisi e Mauro Zanella. Per Pannella e Bernardini, il pg Elio Costa aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado, ossia tre mesi di detenzione, pena poi commutata dal tribunale in una sanzione pecuniaria di 4.186 euro. Per gli altri imputati il procuratore generale aveva chiesto l’assoluzione facendo cadere l’accusa di concorso in cessione di droga «Una sentenza simbolica, ma non solo per me, per noi radicali, ma soprattutto per le centinaia di persone in carcere, figli di un dio minore, condannati da una legge liberticida». Ha commentato lo stesso Pannella, che ha fatto dichiarazioni spontanee, al termine dell’udienza, facendo eco alle richieste dei suoi difensori, gli avvocato Giandomenico Caiazza e Renato Borzone, che hanno ancora una volta sollevato la questione di legittimità costituzionale della legge che sanziona con il carcere la cessione, a qualsiasi titolo avvenga, delle droghe cosiddette leggere.
E anche oggi i difensori degli imputati, nelle loro arringhe, hanno ripetutamente sottolineato «l’ irragionevolezza» della legge che «si presenta incostituzionale sotto il profilo tecnico».
«Negli anni - ha detto l’avvocato Caiazza - abbiamo assistito a diversi pronunciamenti dei vari tribunali, ognuno diverso dall’ altro, a volte anche contraddittori. Tutto ciò perchè la stessa legge non garantisce un’ univocità di giudizio».
Una manifestazione clamorosa, quella attuata nell’ottobre del 1997 dai radicali che distribuirono centinaia di bustine di hascisc in piazza Navona, al termine della quale Pannella e gli altri attivisti furono fermati dalla polizia. «Abbiamo violato le regole, ma avevamo avvertito coloro che avevano il compito di arrestarci - ha detto Pannella in aula - nella procura di Roma abbiamo rilevato, rispetto alla cessione delle droghe leggere, decine di comportamenti differenti da parte dei gup, ma per fortuna i giudici hanno avuto spesso buon senso e hanno prosciolto. Noi siamo i titolari di quel ’sensum fidelium’ del sentire della gente, rispetto ai codici, alle leggi scritte che anche secondo il diritto della chiesa non trovano più applicazione se distanti dalla prassi comune». «Spero, signori giudici - ha concluso Pannella rivolto alla Corte -, che ora mandiate questa legge alla Corte costituzionale, dicendo che è irragionevole e che è stata causa di una marea di crudeltà, di ingiustizie e di istigazioni al disordine morale ed etico della nostra società».
14/2/2005




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era una battuta, scherzavo...a volte bisogna imparare a non prendere tutto troppo sul serio
