La Malfa e il suo sosia
"I repubblicani che stanno con la sinistra sono analfabeti, venduti e traditori" (Giorgio La Malfa, 5 febbraio 2005).
"Il Pri sta nel centrosinistra da sempre, sono gli altri partiti che hanno cambiato la loro posizione; soprattutto, i repubblicani rivendicano con orgoglio le loro origini e la loro storia 'mentre altri partiti, a destra e a sinistra, hanno dovuto riscrivere frettolosamente la loro storia o rimuovere le loro memorie'. E' stato attorno a questo concetto che Giorgio La Malfa ha costruito il suo intervento nel corso di una manifestazione, la prima dopo tanti anni, che ha visto riuniti a Campo dè Fiori oltre tremila militanti del Partito repubblicano. In un tripudio di bandiere, alcune confezionate agli inizi del secolo ('Noi non le abbiamo comprate alla Standa'), i repubblicani si sono ritrovati per una manifestazione 'dell'orgoglio repubblicano, di chi - ha detto La Malfa - è stato un protagonista sulla scena politica, e continuerà ad esserlo'.
Apprezzamento politico per Prodi, riconoscimento pubblico al ministro del Tesoro Ciampi, cioè a quelli che La Malfa ha definito i due protagonisti dell'ingresso dell'Italia nella moneta unica (...). La Malfa ha assicurato che il Pri 'mai si confonderà sotto altre bandiere (...). La Malfa ha criticato le forze del Polo della libertà nella cui politica trova 'gli umori inquietanti di una certa destra e di tanta piccola borghesia lombarda'. Ma non ha risparmiato critiche neppure a D'Alema e Violante per essersi fatti interlocutori di Fini. 'Mi hanno fatto tanta tristezza - ha detto - vedere D'Alema e Violante impegnati a scambiarsi le colpe dei partigiani con quelle degli uomini della Repubblica sociale. Siamo stati antifascisti ed è compito della Repubblica difendere le proprie origini'" (Ansa, 19 aprile 1998).
(9 febbraio 2005)




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