In questi giorni a livello europeo si sta discutendo della possibilità di vietare alcuni simboli politici riconducibili al Nazismo, svastica in primis.
Chi mi conosce su questi Forum non può sicuramente accostarmi a posizioni filo-naziste, su alcuna questione.
Proprio per questo ritengo che il modo più efficace per evitare di creare spazi favorevoli ai nostalgici sia quello di non vietare i simboli.
Anzitutto per una questione di opportunità politica, ovvero di efficacia; limitando la libertà di espressione infatti crea il culto del vietato e quindi una certa bellezza nella trasgressione.
Inoltre se qualcuno vuole porre l'accento sulla differenza fra lo spirito liberale e quello totalitario nazista non può sicuramente permettersi il lusso di limitare la libertà di pensiero.
Questa proposta portata avanti da alcuni liberali di sinistra (una vera contraddizione in termini) in sede di Parlamento Europeo difetta altresì di una situazione assoluta di squilibrio nella valutazione del Nazismo e del Comunismo.
Da una parte un Nazismo, rispetto al quale vengono messi in rilievo tutti i crimini possibili, usando fra l'altro spesso una retorica eccessiva, che subentra ai fatti, dall'altra un Comunismo finito nella spazzatura della Storia, ma ancora salvato nei giudizi della Vecchia Europa.
Anche in questo caso il problema dei due pesi e delle due misure si fa sentire in pieno, con l'indifferenza di molti falsi liberali e con il favore degli ex-comunisti, che nonostante la storia hanno fatto tutt'altro che tagliare le radici col passato.


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( era un osservazione antimissina logicamente)

