SIRIA/ MICHAEL LEDEEN: ORA GLI USA HANNO PERSO LA PAZIENZA
15/02/2005 - 210
L'esperto dell'Aei: la liberazione del Libano ad ogni costo
New York, 15 feb. (Apcom) - Michael Ledeen non nasconde che il suo sogno resta la liberazione della Siria e del Libano, al piu' presto e ad ogni costo. L'esperto in questioni mediorientali dell'American Enterprise Institute, uno dei piu' influenti think tank conservatori di Washington suggerisce come ormai il governo americano abbia perso la pazienza nei confronti di Damasco. "Cresce l'irritazione degli Stati Uniti nei confronti della Siria - dice Ledeen ad Apcom - un Paese che garantisce un appoggio sostanziale al terrorismo in Medio Oriente".
Il richiamo dell'ambasciatore americano a Damasco, oggi, e' l'ultimo atto nella crisi diplomatica tra i due Paesi. Il dipartimento di Stato non ha escluso "ulteriori misure" nei confronti del governo di Damasco. Il richiamo per consultazioni e' considerata una protesta molto forte, e tuttavia solo il primo passo sulla via della rottura dei canali diplomatici tra due Paesi. Le possibili ulteriori misure potrebbero prevedere il ritiro defitivo dell'ambasciatore e la rottura dei rapporti.
Quali saranno le prossime mosse di Washington? Ledeen scrolla le spalle: "Non sono un profeta", dice. "L'amministrazione continuera' a insistere sull'indipendenza del Libano, in questo momento piu' che mai. Il punto non e' cio' che vorremmo fare ma quello che e' ragionevolmente possibile fare. Gli Stati Uniti continueranno a premere per convincere le autorita' siriane a fermare il sostegno al terrorismo e per sostenere gli sforzi democratici dei siriani moderati. Ce ne sono moltissimi, in Siria e nel mondo".
Alla vigilia delle elezioni irachene del 30 gennaio scorso in ambienti governativi a Washington si era fatta largo l'ipotesi di blitz militari mirati in Siria per impedire l'ingresso in Iraq di gruppi di estremisti islamici intenzionat. "Era chiaro - spiega Ledeen - che questo non sarebbe avvenuto. Qualora tuttavia ci fossero informazioni di intelligence su campi di addestramento e postazioni di terroristi sarebbe possibile immaginare azioni militari mirate".
L'ipotesi di un intervento in Siria non e' in linea di principio impensabile. Se per l'Iran, un altro degli Stati "canaglia" messi in guardia dal presidente George W. Bush, non c'e' alcun rischio che la situazione precipiti, l'ipotesi dell'uso della forza nei confronti di Damasco non dovrebbe essere escluso. "A differenza della Siria, a propostito dell'Iran il 100% dei politici americani e' assolutamente contrario all'opzione militare contro Teheran che e' una vera e propria fandonia".




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