Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
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    Smile Arrivano nuovi ospiti, accogliamoli bene

    ''Il referendum sulla fecondazione deve svolgersi prima di giugno''
    Regionali, Pannella: ''Con la Cdl prosegue un lavoro serio''
    Il leader radicale: ''Dall'Unione nessun segnale di interesse. Chiediamo di nuovo a Prodi e a Fassino di non chiuderci la porta in faccia''




    Roma, 14 feb. (Adnkronos) - I radicali stanno ''proseguendo un lavoro serio'' con la Cdl in vista delle elezioni regionali. Lo ha detto Marco Pannella al termine del colloquio con Silvio Berlusconi in via del Plebiscito, durato due ore. Quanto al fatto che all'interno della maggioranza ci siano forze politiche che respingono l'idea di un'intesa con i radicali, Pannella ha detto che ''è un problema loro. Noi -ha aggiunto- stiamo lavorando con il leader della Casa delle libertà''. Pannella ritiene probabile un nuovo incontro con il presidente del Consiglio. Nessuna novità sul fronte degli alleati di governo. Dopo l''aut aut' dell'Udc sull'ipotesi di ospitalità ai radicali, il centrista Mauro Cutrufo ha detto: ''Non ci sono novità''. Ma il premier Silvio Berlusconi fa sapere che non vede ragione ''per dire no ai radicali''. ''Ho intenzione di convocare i miei alleati entro la settimana per mettere questo tema sul tavolo'', ha aggiunto.
    Il leader radicale ha lamentato come non vi sia ''nessun segno di interesse'' da parte del centrosinistra per un dialogo con i radicali. Secondo Pannella si sta comportando meglio quello che ha definito, in polemica con l'opposizione, ''il pessimo e famigerato Berlusconi''. ''Chiediamo di nuovo a Prodi e a Fassino di non chiuderci la porta in faccia, anche per rispetto di quella parte del loro elettorato che è favorevole ad un dialogo con noi''.
    Berlusconi conferma
    Quanto alla data del referendum sulla fecondazione, Pannella ha riferito: ''Abbiamo detto a Berlusconi che giugno sarebbe troppo in là e che la consultazione referendaria si deve svolgere prima''.


  2. #2
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    Se i Radicali vogliono collaborare possono farlo, dal loro punto di vista. Possiamo con loro cercare un dialogo su molti punti.
    Su altri evidentemente no.

    Sia chiara però una cosa: i Radicali possono dialogare, non certo dettar legge.

  3. #3
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    Dal mio punto di vista il "dialogo" con i Radicali,potrebbe veramente servire a qualcosa... in effetti al Cavaliere interessa avere voti alle regionali, per nn perdere terreno per le politiche 2006. A noi della CDL interessano i voti.a loro interessa riavere un pò di visione nel mondo politico,un pò d'immagine. Il matrimonio lo si farà perchè poi tutti capiranno (UDC e Lega comprese) ke alla fine sarà sono un'alleanza per nn perdere terreno.

  4. #4
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    Non compete alla regioni decidere su questioni controverse, fra le diverse anime del CentroDestra, come aborto, fecondazione assistita, divorzio, diritto di famiglia in genere.......
    Del resto già nel 1994 su questi temi vi erano punti di vista divergenti all'interno delle varie coalizioni e anche nel 1996 e tutt'oggi. Dunque se sulle materie del governo delle regioni, nel quadro della Costituzione riformata e riformanda, si possono trovare, e credo che ci siano, dei punti di vista programmatici comuni.....bene.....sennò.......pazienza.

    Saluti liberali

  5. #5
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    In origine postato da antonio
    dovreste spigarlo ai radicali: che dicono un gran bene per il supporto ottenuto da Ghigo nella sperimentazione della RU 486.
    Infatti questo sarà uno dei punti su cui i Radicali cheideranno alle regione di ATTUARE una legge che concede la libertà di questa forma di aborto meno invasiva di quello chirurgico.
    Infatti le regioni sono INADEMPIENTI, poiché le pressioni vaticane e clericali impongono che la donna abortisca con dolore...

  6. #6
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    In origine postato da antonio
    che la donna abortisca ocn dolore l'avete voluto voi...
    siete stati i principali fautori della legalizzazione di questo crimine...
    di che vi lamentate?
    Si lamentano le donne che abortiscono.
    Con o senza dolore lo fanno.
    A te non interessa nulla né l prevenzione delle gravidanze indesiderate né la condizione di una donna che si trova di fronte a questa scelta.

  7. #7
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    C'è anche gente a cui interessa il nascituro, che evidentemente però per te non significa nulla...

  8. #8
    Ospite

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    RADICALI: BERLUSCONI, DOBBIAMO SUPERARE RESISTENZE ALLEATI

    (ASCA) - Roma, 16 feb - ''L'incontro con Pannella e' andato
    bene, sui radicali dobbiamo superare le resistenze degli
    alleati, d'altra parte il sistema bipolare ha le sue ragioni
    insopprimibili''. Lo ha detto Silvio Berlusconi entrando
    nell'aula della Camera per il voto di fiducia al ministro
    Lunardi.

  9. #9
    SENATORE di POL
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    " La scelta liberale

    (Il confine politico)


    Di Carlo Pelanda (11-2-2005 - sul quotidiano IL GIORNALE)


    Non so se serva a qualcosa e se siamo ancora in tempo a rimediare, ma i leader del Cdu devono sapere che il loro rifiuto totale ad ospitare il Partito radicale nella Casa della libertà è contrario ad una regola condominiale della Casa stessa: è benvenuto, in linea di principio, chiunque persegua credibilmente il liberalismo, nelle sue varianti popolare, cristiana, sociale, autonomista e libertaria. A scusante degli amici del Cdu vi può essere il fatto che la trasformazione di tale regola da implicita ad esplicita è ancora oggetto di dibattito tra ed entro i partiti. Ma una tendenza maggioritaria si sta delineando e questa sta determinando sia l’evoluzione dell’identità della Casa sia una nuova configurazione del suo confine politico. Entro cui i radicali, nell’ambito di un adeguato contratto politico che tuteli i valori di tutti, non solo sarebbero benvenuti, ma anche parte qualificante che dovremmo ringraziare se accettasse di stare con noi. Forse l’approfondire questo punto potrà dare al Cdu i motivi per abbandonare l’ostracismo.

    La Casa è nata come raggruppamento d’emergenza “contro” le sinistre. Ma fin dagli inizi, nel 1994, sviluppò la capacità pragmatica di generare accordi tra partiti molto diversi non solo per l’interesse comune “contro”, ma anche “per”. E tale seconda componente positiva si sviluppò negli anni fino ad arrivare, nel 2001, ad un programma liberal-riformista condiviso da tradizioni ed identità politiche piuttosto diverse. In tale evoluzione l’iniziale convergenza “contro” è stata arricchita dalla scoperta che le diverse interpretazioni politiche del riferimento alla libertà potevano dialogare tra loro trovando un numero crescente di punti in comune e conseguenti applicazioni politiche e di linea di governo: l’occidentalismo bilanciato con la lealtà europea, il riformismo liberista reso compatibile con i requisiti delle tutele sociali e, soprattutto, quasi un naturale compenetrarsi tra cristiani che accettavano il dialogo con i valori laici e viceversa. In sintesi, la Casa è evoluta conquistando un metodo di composizione dei diversi modi di sentire e degli interessi. Non solo per necessità elettorale, ma anche perché la base comune di liberalismo, ed un leader forte che la presidiava, ha creato un terreno che ha facilitato le convergenze. E proprio per questo le avanguardie del pensiero politico nella Casa stanno ora valutando che questa possa allargare i propri confini a liberalismi che finora sono rimasti fuori o ai margini del condominio: poiché abbiamo scoperto un metodo per comporre diverse interpretazioni della libertà, allora chiunque ne sia credibilmente portatore venga con noi e troverà uno spazio comodo per esprimersi nel rispetto delle identità altrui. In sintesi, la Casa delle libertà, con gli anni e l’esperienza, ha scoperto un eccezionale metodo di integrazione delle diversità compatibili. Al punto che le sue avanguardie di pensiero politico vedono sia la possibilità di formare, nel futuro, un partito unico – configurazione più efficace per governare – sia quella di aprire il condominio ad altri liberalismi che ne sono finora rimasti fuori: la parte riformista e non collettivista oggi tristemente e sorprendentemente schierata con la sinistra ed i radicali. Tale allargamento del confine politico è oggi materia di discussione entro la Casa. E, come detto sopra, sta prevalendo il concetto di aprire, ospitare ed includere. Non solo per pratici motivi di estensione del consenso in relazione ad una difficile competizione elettorale. Ma perché – questo è un formidabile contributo intellettuale di Sandro Bondi – l’identità della Casa non è quella di essere una “destra”. Siamo di destra nel senso convenzionale che ci collochiamo contro la sinistra, ma il nostro confine politico non è destra/sinistra: è quello tra passato e futuro, tra riforme e passività, tra liberalismo e collettivismo. Questa intuizione – per altro recentemente rinforzata da molti leader di tutti i partiti della Casa nel seminario di Todi organizzato ed ispirato da Ferdinando Adornato - sulla vera qualità del movimento della libertà ha posto le premesse per poterne estendere i confini al Partito radicale ed ai centristi ora di sinistra qualora lo volessero. E per poter confermare ai socialisti-liberali la loro perfetta idoneità ad essere parte della Casa. Tutto questo serve a mettere in uno schema di alta qualità politica gli accordi di composizione che avvengono tra le diverse componenti. Da un lato, è comprensibile che alcuni valori ed obiettivi dei radicali non siano condivisi dalla maggioranza della Casa. Per esempio quelli che contrastano con i valori cristiani, quali l’aborto, il divorzio, il confine tra scienza e morale, ecc. Ma, dall’altro i radicali condividono il liberalismo economico, l’occidentalismo, la passione per la democrazia e per una politica che ne favorisca la diffusione nel pianeta, ecc. In tale situazione l’inclusione dei radicali può essere selettiva: su alcuni temi ritenuti portanti per il programma della Casa e compatibili con i valori di tutti questi dovranno impegnarsi alla lealtà con il resto del raggruppamento. Su altri si concorderà prima che ciascuno si prenderà la propria libertà di espressione. Sarebbe un accordo di tale tipo così scandaloso al punto da allontanare il voto cattolico dalla Casa? Non credo. Per questo è incomprensibile il “noi o loro” del Cdu. Posizione che prego di rivedere anche alla luce di quanto detto.

    www.carlopelanda.com
    ".

    Riguardo al CDU bisogna ricordare l'atteggiamento dei radicali nei confronti di Buttiglione, mentre questi stava per diventare Commissario dell'Unione Europea, del tutto opposto da quello tenuto dai cristiano-democratici, ad esempio, verso la Bonino, quando fu designata dal primo governo Berlusconi a quella carica.

    Complessivamente però il ragionamento di Pelanda.......fila.

    Saluti liberali

 

 

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