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    Thumbs up Mandato arresto Ue: governo va giu'

    Bocciato art.4, Lega vota con opposizioni, seduta sospesa
    (ANSA) - ROMA, 17 FEB - L'Aula della Camera ha bocciato l'art.4 della legge sul mandato d'arresto europeo. La Lega ha votato con l'opposizione contro l'articolo. L'art.4 prevedeva, tra l'altro, che il ministro della Giustizia, trasmetta il mandato d'arresto europeo 'senza indugio all'autorita' territoriale competente'. La Lega voleva eliminare la perentorieta'. La Camera esaminera' il provvedimento che recepisce il mandato d'arresto europeo la prossima settimana, ha deciso la conferenza dei capigruppo.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Bocciato, con l'appoggio della Lega, l'articolo 4 che identifica nel ministro
    l'autorità centrale. Seduta sospesa a Montecitorio
    Mandato d'arresto europeo
    Maggioranza battuta alla Camera


    Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli
    ROMA - L'Aula della Camera ha bocciato l'articolo 4 della legge sul mandato d'arresto europeo. La Lega ha votato con l'opposizione contro l'articolo. Il provvedimento ha ricevuto 191 voti contrari e 178 favorevoli. Il testo torna al Senato. Il presidente Casini ha convocato la capigruppo.

    L'articolo 4 della legge riguarda la cosiddetta "autorità centrale" che viene individuata nel Ministro per la giustizia: "Spettano al Ministro della giustizia - dice l'articolo - la trasmissione e la ricezione amministrativa dei mandati d'arresto europei e della corrispondenza ufficiale ad essi relativa".

    Da qui il commento dei Ds per bocca del vice capogruppo alla Camera Ruzzante: "La Lega ha affossato il suo ministro Castelli". "Noi - spiega Ruzzante - ci asterremo sul provvedimento al voto finale, ma abbiamo sempre detto che questo articolo 4 del testo non ci piaceva in quanto si danno dei poteri al ministro della Giustizia che secondo noi non deve avere". "L'articolo 4 invece - conclude Ruzzante - era una norma particolarmente cara al ministro Castelli. E la Lega, votando contro, lo ha affossato...".

    Contro l'atteggiamento dell'opposizione va all'attacco Enrico Nan, vicepresidente del gruppo di FI alla Camera, che dice: "La votazione relativa al mandato di arresto europeo ha ancora messo a nudo il vero volto della sinistra, che non perde occasione per dimenticare i principi di garanzia al quale deve ispirarsi il giusto processo e la norma costituzionale sulla presunzione d'innocenza. Il tentativo della sinistra di violare alcune garanzie processuali rappresenta un fatto grave in quanto si è cercato di limitare le garanzie del cittadino".
    (17 febbraio 2005)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Predefinito Il Mandato di cattura europeo

    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
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    MANDATO D'ARRESTO UE, GOVERNO BATTUTO: LEGA CON OPPOSIZIONE
    17/02/2005 - 13:02


    Roma, 17 feb. (Apcom) - La Camera ha respinto l'articolo 4 del provvedimento che recepisce il mandato d'arresto europeo. Hanno votato contro la Lega e tutta l'opposizione. I sì sono stati 178, i no 191. L'articolo bocciato affidava competenze al ministro della Giustizia in materia di mandato d'arresto Ue. "E' paradossale - commenta un deputato - che proprio la Lega abbia votato contro una norma che dava poteri ad un suo ministro". L'esame del provvedimento che recepisce la direttiva sul mandato d'arresto Ue sarà il primo punto all'ordine del giorno dei lavori della Camera di martedì 22. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo convocata da Pier Ferdinando Casini subito dopo la bocciatura da parte dell'Assemblea dell'articolo 4 del testo.

    "La loro posizione è nota, ma c'è modo e modo di fare. E' possibile tenerla mantenendo gli impegni". Lo dice Luca Volonté, capogruppo dell'Udc alla Camera, commentando il voto contrario della Lega. Quello di oggi in Aula alla Camera, dice però Volonté, "è un incidente di percorso. Preoccupa la gravità di un voto, quello della Lega e del centrosinistra, perché è un segnale non positivo per l'Italia in Europa"

    "La Lega ha espresso un voto coerente sul mandato d'arresto Ue: sono tre anni che diciamo che non è accettabile un provvedimento che mette a rischio le libertà personali". Così il presidente dei deputati della Lega, Alessandro Cè, interpellato dai cronisti a Montecitorio, spiega il voto contrario del Carroccio. "Il voto di oggi - ha spiegato Cè - consente un ulteriore approfondimento. Da stigmatizzare comunque è anche il comportamento del centrosinistra che ha votato contro solo per mettere in difficoltà il Governo". Cè ha poi criticato anche la Cdl che non era adeguatamente rappresentata in Aula "e di questo non si può far carico la Lega".
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    UE/ LEGA:POSITIVO CHE MANDATO ARRESTO SLITTI,NOI DA SEMPRE CONTRO
    17/02/2005 - 13:40
    Bocciatura art.4 incidente percorso resto Cdl, non nostro

    Roma, 17 feb. (Apcom) - "Il dato politico di questo voto è che il provvedimento avrà un ulteriore slittamento, il che è positivo. La bocciatura dell'articolo 4 è un incidente di percorso del resto della Cdl perché noi della Lega Nord abbiamo sempre votato contro questa legge". Carolina Lussana, responsabile della Lega Nord per la giustizia e Guido Rossi, vicepresidente del Carroccio a Montecitorio, commentano così la bocciatura dell'articolo 4 della legge sul mandato d'arresto europeo.

    "Ci auguriamo - proseguono i parlamentari leghisti - che quanto accaduto stamattina sia l'occasione per un'ulteriore riflessione e che dunque si possano accogliere le proposte migliorative che noi abbiamo presentato".

    "D'altra parte, dobbiamo considerare - dice Rossi - che questo provvedimento era già morto politicamente al voto dell'articolo uno visto che la somma dei voti contrari e delle astensioni è stata superiore ai voti favorevoli. Si tratta di un tipico provvedimento parlamentare che tratta di libertà dei cittadini dove il governo incide marginalmente e l'Aula, naturalmente, è sovrana".

    "Nel merito, però, dobbiamo chiarire che la parte bocciata questa mattina - dice Lussana - deve essere in qualche modo recuperata perché riguarda il ruolo del ministro della giustizia. Nel mio emendamento precedente, che anzi proponeva di aumentare questo filtro del guardasigilli, la sinistra ha votato contro. E' chiaro che le motivazioni del no all'articolo 4 da parte della sinistra sono strumentali e diametralmente opposte alle nostre: noi votiamo contro perché siamo contrari alla filosofia del mandato d'arresto europeo, l'opposizione invece ha detto no all'articolo 4 perché vuole il dominio incontrastato della magistratura. Noi non siamo contro l'Europa ma ci battiamo contro un'Europa che abbassa le garanzie di libertà personale dei cittadini in nome della cooperazione giudiziaria".

    copyright @ 2005 APCOM
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    Der Wehrwolf

  6. #6
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    ancora una volta GRAZIE LEGA !!!

  7. #7
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    la Lega tradisce il governo
    ma non tradisce il suo popolo!

  8. #8
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    TROPPE ASSENZE IN AULA, GOVERNO BATTUTO
    Mandato d’arresto europeo, Lega sempre coerente sul no


    Votare contro le “euromanette” è un atto contronatura per una sinistra che brandisce i giudici contro la libertà di pensiero, ma c’è a chi piace “vincere facile”: bocciando l’art. 4 della legge sul mandato d’arresto europeo, Prodi e compagni possono vantare un effimero successo contro il governo. Vittoria di Pirro, visto che per fare un dispetto al premier l’opposizione ha dovuto accodarsi al Carroccio. E determinante è stato (oltre alle defezioni tra i banchi della maggioranza) il voto dei deputati leghisti, che non hanno avuto dubbi tra scelta di coscienza e disciplina di maggioranza.
    Così, dal governo, il ministro Roberto Castelli ha messo in chiaro i termini della questione: «È stato un incidente di percorso», ma la Lega è apparsa «coerente».
    E Alessandro Cè, capogruppo del Carroccio alla Camera, ha rivendicato la coerenza dei deputati leghisti: «Sono tre anni che diciamo che non è accettabile il recepimento di questo mandato perché mette a rischio le libertà personali. Il nostro voto consente un ulteriore approfondimento».


    [Data pubblicazione: 18/02/2005
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Scivolone alla Camera sul ddl per l’attuazione del mandato di cattura europeo
    Si inceppano le “euromanette”


    Giulio Ferrari
    --------------------------------------------------------------------------------
    Votare contro le “euromanette” è un atto contronatura per una sinistra usa a brandire i giudici contro la libertà di pensiero, ma c’è a chi piace “vincere facile”: bocciando l’art. 4 della legge sul mandato d’arresto europeo, Prodi e compagni possono vantare un effimero successo contro il governo Berlusconi che aveva presentato il provvedimento. In realtà, una vittoria di Pirro, visto che pur di fare un dispetto al premier l’opposizione ha dovuto accodarsi al Carroccio. E determinante è stato, infatti, il voto dei deputati leghisti, che non hanno avuto dubbi tra scelta di coscienza e disciplina di maggioranza.
    Così, dal governo, Roberto Castelli ha messo in chiaro i termini della questione, senza prestare il fianco allo sciacallaggio della sinistra: «E' stato un incidente di percorso», ma la Lega è stata coerente perché si è sempre dichiarata contraria al mandato di arresto europeo. «Credo che andrà riproposto il testo al Senato - ha detto -. E’ stato un incidente come ce ne sono stati tanti, non in questa legislatura ma nella storia della Repubblica».
    E Alessandro Cè, capogruppo del Carroccio alla Camera, ha rivendicato la coerenza dei deputati leghisti che hanno votato in dissenso dalla maggioranza sull'articolo 4. «Sono tre anni che diciamo che non è accettabile il recepimento di questo mandato - ha affermato Cè - perché mette a rischio le libertà personali. Il nostro voto consente un ulteriore approfondimento un ulteriore passaggio magari in commissione alla Camera e poi al Senato. Noi siamo coerenti». «Da stigmatizzare - ha proseguito il capogruppo leghista - la posizione del centrosinistra, che ha votato contro solo per motivazioni di ordine strumentale, per mettere in difficoltà il governo, facendo esercizio di ipocrisia, dicendo che è a favore dell’Europa e poi vota contro. Per il resto è chiaro - ha concluso l’esponente della Lega - che la Cdl, che avrebbe avuto i voti per far passare l’articolo, non era rappresentata in Aula e di questo non se ne può fare carico la Lega Nord».
    Anche perchè, ha spiegato il ministro Roberto Maroni, sulle “euromanette” non vi sono obblighi che il Carroccio debba onorare: «Il provvedimento non rientra nel programma di governo. Abbiamo alcune posizioni molto chiare - ha detto il ministro del Welfare - che non sono improvvisate nè decise all’ultimo minuto. Ci sentiamo coerentemente vincolati come componenti di maggioranza al programma di governo. La Lega in questo è stata la più leale di tutti. Ma questo argomento è fuori dagli impegni del governo».
    L’incidente di percorso, dunque, è tutto della Cdl che non ha saputo essere autosufficiente nel garantire il sostegno al mandato di cattura europeo, pur conoscendo la posizione della Lega. «Il dato politico di questo voto è che il provvedimento avrà un ulteriore slittamento, il che è positivo. La bocciatura dell’articolo 4 è un incidente di percorso del resto della Cdl perchè noi della Lega Nord abbiamo sempre votato contro questa legge», rilevano in una nota Carolina Lussana, responsabile della Lega Nord per la giustizia e Guido Rossi, vicepresidente del Carroccio a Montecitorio. «Ci auguriamo - proseguono i parlamentari leghisti - che quanto accaduto sia l’occasione per un’ulteriore riflessione e che dunque si possano accogliere le proposte migliorative che noi abbiamo presentato».
    E che ci sia da rimboccarsi le maniche per rendere meno sciagurate le “euromanette” non lo dice solo la Lega. Dopo la bocciatura dell’art.4 del ddl di attuazione del mandato di arresto, «la rivisitazione dell’articolato da noi ripetutamente auspicata è a questo punto ancor più doverosa», ha dichiarato Ettore Randazzo, presidente dell’Unione delle Camere penali, che ha ribadito: non possiamo rinunciare ai principi della nostra civiltà giudiziaria in nome dell’Europa». E quali siano i rischi che incombono sul nostro futuro lo ha denunciato a chiare lettere il noto penalista Carlo Taormina, prendendo le distanze dal suo partito, Forza Italia: «Oggi abbiamo fatto una cosa buona -ha dichiarato a una radio privata : quando sarà approvato il mandato d’arresto europeo un cittadino italiano potrà essere arrestato da un magistrato di un altro Paese comunitario anche per un fatto che è reato in quel Paese ma non in Italia. Io mi batterò fino alla morte perchè tutto questo non accada, e mi chiedo come possiamo noi Cdl volere tutto ciò? Oggi abbiamo avuto una battuta d’arresto importante, abbiamo fatto una cosa buona nonostante noi, perchè è stata un’operazione condotta in maniera maldestra e surrettizia dall’opposizione che ha determinato la caduta del ddl e che obbliga a rivedere un pò tutto». «Adesso - ha concluso Taormina - si sono create le condizioni per dare ai cittadini che vogliono una garanzia per la loro libertà una risposta più esauriente. Non credo che quanto accaduto oggi sia casuale, non credo che sia stata solo la Lega, credo che sia stata una serie di trasversali malumori che fortunatamente hanno portato a questa conclusione».


    [Data pubblicazione: 18/02/2005]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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    Nel mirino chi nutre avversione religiosa o etnica
    L’Ue legge nei pensieri: il “convincimento” è reato


    Antonio Girardi
    --------------------------------------------------------------------------------
    Tra l'indifferenza generale, con la ratifica del Trattato europeo da parte del nostro Parlamento si sta consumando un evento di portata davvero storica. Dove l'aggettivo "storica", diversamente da quanto siamo abituati a pensare parlando di Europa, in questo caso non è affatto carico della solita enfasi e retorica positiva, ma esprime una prospettiva a dir poco inquietante. Il "sì" al Trattato implica infatti, a ben guardare, un sostanziale scavalcamento della Costituzione italiana e di quella degli altri 24 Paesi membri della Ue. Per rendersene conto basta considerare che l'articolo 6 del Trattato costituzionale europeo sancisce testualmente il principio secondo cui "La Costituzione e il diritto adottati dalle istituzioni dell'Unione nell'esercizio delle competenze a questa attribuite prevalgono sul diritto (e dunque anche sulle Costituzioni, ndr) degli Stati membri". Per cogliere la gravità di tale principio, è sufficiente mettere questo articolo in correlazione con le competenze di cui gli Stati membri, incluso il nostro, si spogliano: ne emerge con chiarezza che le sovranità dei Paesi dell'Unione vengono fagocitate ed annullate dall'ordinamento unionista.
    Gli Stati, in realtà, nel sistema delineato dalla Costituzione europea restano tali solo di nome, mentre di fatto e di diritto, divengono delle macroregioni subordinate ad un potere centrale. Le Costituzioni nazionali, poi, se si supera il filtro deformante delle definizioni formali, vengono ridotte al rango di statuti di enti locali dopo essere state subordinate alla Carta fondamentale ed alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione. Il campo nel quale il Trattato perde più chiaramente le sembianze incoraggianti e progressive normalmente associate all'abbattimento dei confini di ogni tipo fra gli Stati aderenti e al processo di unificazione dei Paesi membri, riguarda lo spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia.
    In proposito la Commissione e il Consiglio dell'Ue hanno varato la cosiddetta "decisione quadro" inerente il mandato d'arresto europeo, la cui applicazione comporta che un cittadino italiano potrà essere arrestato e deportato nelle carceri di uno qualsiasi degli altri 24 Paesi dell'Unione su ordine di un qualsiasi giudice o pubblico ministero della medesima, perché accusato o condannato per un fatto che si afferma avvenuto in Italia anche se per la legge italiana non costituisce reato, ma lo costituisce invece per quella dello Stato cui appartiene il magistrato richiedente. Il tutto senza che quest'ultimo sia tenuto a dare di ciò la benché minima spiegazione e senza alcuna possibilità di controllo da parte dell'autorità giudiziaria italiana. Ciò che vale per il cittadino italiano vale, ovviamente, anche per quello di un qualsiasi altro Stato europeo. Queste innovazioni procedurali non solo annichiliscono tutte le garanzie di libertà previste dalla Costituzione italiana (in particolare agli articoli 13, 24, 25, 26, 27 e 111), ma abbattono il pilastro portante della stessa, e cioè l'articolo 1 laddove afferma che "la sovranità appartiene al popolo". Se infatti con i nuovi meccanismi europeisti vengono a vigere in Italia le ignote e mutevoli legislazioni penali di ben 24 Paesi - in attesa dell'ingresso della Turchia e di altri stati candidati -, non si può evidentemente più dire che il potere legislativo, che della sovranità costituisce l'essenza, appartiene al popolo italiano. Le innovazioni introdotte dalla decisione quadro sul mandato d'arresto europeo, non si fermano al diritto penale processuale ma, correlate ad altre decisioni quadro unioniste, investono anche quello sostanziale.
    Vi si contemplano, infatti, ben 32 categorie di "reato", molte delle quali di una così sconfinata genericità che nessuno può sentirsi sicuro di non incappare nelle maglie di qualcuna di esse. Un esempio emblematico è offerto dalla 17ª figura di reato, denominata "razzismo e xenofobia". La decisione quadro esplicitamente dedicata a questa inedita "figura criminosa", lungi dal precisarne i già evanescenti confini, li abbatte tutti. All'articolo 3, comma 1, lettera a), essa stabilisce infatti che "per razzismo e xenofobia" deve intendersi "il convincimento che la razza, il colore, la discendenza, la religione o i convincimenti, l'origine nazionale o l'origine etnica siano fattori determinanti per nutrire avversione nei confronti di singoli o di gruppi". Con questa normativa, sostanzialmente identica come contenuto all'art. 81 della Costituzione europea, l'Ue prevede in pratica la possibilità di punire severamente non azioni, e neppure discorsi, ma semplici pensieri ("convincimenti"). Sottoscrivendo la Costituzione europea, dunque, non solo sarà impossibile tornare indietro rispetto a queste allarmanti (per usare un eufemismo) novità ma, facendole proprie, le si eleva al rango di principi fondamentali. Oltre al citato art. 81, merita infine di essere preso in considerazione l'articolo 270 della Costituzione europea, ove si enuncia l'obiettivo di "definire norme e procedure per assicurare il riconoscimento in tutta l'Unione di tutte le forme di sentenza e di decisione giudiziaria", dove fra le decisioni che non assumono forma di sentenza rientrano anche, ovviamente, i mandati di arresto. Viene così costituzionalizzato quel principio della competenza territoriale universale che rende operante in Italia, così come in ogni altro Paese dell'Ue, i diritti penali e le decisioni dei giudici di tutti gli altri Stati dell'Unione.


    [Data pubblicazione: 18/02/2005]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 
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