Come ti riconquisto i tedeschi
Gli operatori liguri mettono a punto alla Bit le strategie per riportare nelle due Riviere clienti tradizionali
All'aeroporto Colombo voli low cost per abbattere i prezzi
Genova A Berlino, a Berlino! Non è un grido di guerra, ma l'appuntamento che si sono dati ieri sera pacifici (anche se nel loro mestiere fino a un certo punto) operatori dell'industria delle vacanze. Ieri, a Milano, si è conclusa la Bit, il più grande appuntamento italiano del mondo del turismo; a metà marzo ci sarà, nella capitale tedesca, l'Itb. E sarà lì che gli imprenditori di casa nostra, e i liguri su tutti, potranno capire se davvero questo 2005 sarà ancora un anno di crisi, anzi di ulteriore caduta dopo i guai del 2004.
«Si perde un altro cinque per cento», aveva previsto l'altro pomeriggio nel suo stand Mally Mamberto, una che di tedeschi ne ha portati in Italia (e in Liguria) a milioni da quando opera nell'azienda di famiglia.
Ma perché questo calo? Gira gira, gli operatori sono un po' tutti concordi. Si parte da lontano: tutta colpa del Muro di Berlino, o meglio della sua caduta che, nel novembre 1989 ha unificato l'Ovest ricco all'Est povero, ma protetto dalla statalizzazione. Erano tempi, quelli, in cui i tedeschi occidentali calavano in massa sulle Riviere (che sono, è bene ricordarlo, solo quelle liguri, come ha puntualizzato l'altro pomeriggio, a margine della presentazione della collana "L'Altra Riviera", il presidente dell'Apt delle Palme, Emanuele Ravina). Con i charter, ma anche in treno, in bus e in auto. Poi, piano piano, anche in una superpotenza come quella è arrivata la crisi: economica e occupazionale. E il primo taglio è stato quello delle spese voluttuarie, ivi compresi i viaggi, soprattutto all'estero.
Le ripercussioni sulle destinazioni da sempre preferite dai germanici (nell'ordine Austria per il turismo invernale, Spagna, Italia e Francia per quello estivo, un business che per ciò che riguarda il nostro Paese l'anno scorso ha comunque toccato, secondo la Deutsche Bundesbank, i 6,32 miliardi di euro) sono state pesanti. Perché si tratta, dappertutto, di grandi numeri, visto che i tedeschi, ogni anno, prenotano qualcosa come 65 milioni di viaggi . In Germania, a sentire l'Osservatorio turistico dell'Emilia Romagna, sempre molto addentro (e interessatissimo) al problema, quest'anno i tedeschi potrebbero avere a disposizione da spendere un 2 per cento in più rispetto al 2004. Dovrebbe essere il frutto dei tagli alle tasse decisi dal governo, ma sembra decisamente troppo poco per un'inversione di tendenza, visto che la disoccupazione resta elevata e il debito pubblico molto pesante. E facilmente sarà assorbito dal turismo interno, per cui i movimenti verso l'estero ne soffriranno ancora.
Per l'Isnart-Unioncamere, l'Italia nel 2004 ha potuto contare su 8,6 milioni di turisti tedeschi, pari a poco più del 12 per cento della popolazione. Se si confermano queste cifre, non saranno però le Riviere a beneficiarne, ma soprattutto il Centro Sud. Anche in questo caso il perché è abbastanza facile. Trattandosi di grandi numeri, è inevitabile che una componente fondamentale nella scelta del viaggio sia il prezzo. E qui entra in gioco il peso che ha il trasporto nel pacchetto turistico.
Così, ad avvantaggiarsi sono quelle aree nelle cui vicinanze ci siano aeroporti dove operano vettori a tariffe low cost. Per quel che riguarda l'Italia, soprattutto il Centro Sud. E l'aeroporto di Genova? Al momento c'è solo la Ryanair con i suoi voli su Londra. Ma qualche speranza per il futuro sembra concreta. «A medio termine, diciamo nel secondo semestre di quest'anno - spiega il neo direttore commerciale del Cristoforo Colombo, Paolo Sirigu - qualcosa dovrebbe muoversi. Abbiamo trattative molto ben avviate con alcune compagnie aeree low cost del Centro e Nord Europa. Presto potremmo annunciare qualcosa di concreto. Sappiamo quanto sia importante questo per il turismo ligure. Poi toccherà agli operatori cogliere la palla al balzo e dare la massima collaborazione. Credo possa essere interessante per tutti».
Un messaggio che, chi vive di turismo e ha capito che i momenti delle rendite d'interesse sono finiti da tempo, è pronto a cogliere al volo. Intanto, tutto serve a propagandare la Liguria. Anche quel trimestrale che l'Apt Riviera dei Fiori edita, in 30 mila copie e in 4 lingue, per far conoscere le bellezze del suo territorio. La metà della tiratura, viene inviata, per corrispondenza, a chi la richiede: gli svedesi sono 800, i tedeschi migliaia.
(Il Secolo XIX)
CIAO
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