ITALIA 26/A PER LIBERTA' ECONOMICA, PRIMA HONG KONG
(ANSA) - MILANO, 15 FEB - Italia ventiseiesima al mondo per libertà economica. A stabilirlo - decretando per il Belpaese la stessa posizione del 2004 - è uno studio pubblicato dalla Heritage Foundation in collaborazione con il Wall Street Journal e giunto, nel 2005, alla sua undicesima edizione. La ricerca sullo stato di libertà economica esistente nei diversi Paesi - nota come Index of Economic Freedom - è stata condotta su 155 nazioni, valutando diversi parametri: dal carico fiscale all'apertura agli investimenti, dalla politica commerciale alla politica monetaria, fino alla regolamentazione finanziaria. Secondo quanto riportato dai ricercatori americani, in una scala compresa tra uno (Paese libero) e cinque (Paese ingabbiato), l'Italia è riuscita strappare un voto pari a 2,28 (in calo dello 0,02 rispetto allo scorso anno) ottenendo la definizione di Paese sostanzialmente libero: un giudizio che accomuna 56 Paesi mentre 70 sono stati considerati sostanzialmente non liberi e 18 ingabbiati. Diciassette invece, i Paesi definiti liberi dal punto di vista economico. Il 26esimo posto ottenuto dall'Italia - viene spiegato da Alberto Mingardi, dell'Istituto Bruno Leoni, pensatoio italiano partner della edizione europea della ricerca - è legato ai seri problemi di riforme strutturali. "Galleggiamo a questo livello - osserva Mingardi - da una decina d'anni, dal 1995, salvo una lieve variazione nel periodo 97-98. La nostra posizione, riflette difficoltà a realizzare riforme strutturali". In particolare - viene specificato - "ciò che pesa è il carico fiscale e il suo tasso repressivo. Nella tassazione - viene precisato - abbiamo un voto pari a 4 su 5. Per quanto riguarda la tassazione sulle imprese siano al 103esimo posto su 155 Paesi, per quanto riguarda quella sulle persone fisiche siano al 107esimo posto". Sullo scacchiere del Vecchio Continente, il risultato migliore spetta al Lussemburgo (terzo con un voto pari a 1,63), seguito dall'Irlanda (quinta con 1,70) dalla Gran Bretagna (settima con 1,75), dalla Danimarca (ottava con 1,76) e dalla Svizzera (12esima con 1,85). Più staccate la Germania (18esima con 2,00), la Spagna (31esima con 2,34) e la Francia (44esima con 2,43). A livello mondiale, record di libertà economica per Hong Kong, Singapore e Lussemburgo, rispettivamente prima e seconda e terza. Quarta, a sorpresa, l'Estonia mentre gli Stati Uniti si classificano solo al dodicesimo posto, superati pure dal Cile in undicesima posizione. Tra le nazioni meno libere, la maglia nera va alla Corea del Nord (155esima) seguita dal Burma (154esima), dalla Libia (153esima) e dallo Zimbabwe (152esimo). Di seguito la classifica delle dieci Nazioni più libere economicamente e delle dieci meno libere in base all'Index of Economic Freedom 2005 stilata dalla Heritage Foundation in collaborazione con il Wall Street Journal.PIU' LIBERE MENO LIBERE -------------------------------------------------- 1. Hong Kong Corea del Nord 2. Singapore Burma 3. Lussemburgo Libia 4. Estonia Zimbabwe 5. Irlanda Turkmenistan6. Nuova Zelanda Laos 7. Gran Bretagna Cuba 8. Danimarca Iran 9. Islanda Uzbkistan 10.Australia Venezuela.(ANSA).


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