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Discussione: Alemanno

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    Predefinito Alemanno

    Mussolini: Alemanno, non abbiamo nè interessi nè opinioni


    Roma. '' I nodi sono quasi tutti sciolti, rimane solo la questione della Campania. Siamo perfettamente in grado di scegliere i nostri candidati se il leader della coalizione Berlusconi ce lo chiedera'. Quanto alla Mussolini, non abbiamo ne' interessi ne' opinioni: e' fuori da programma della Cdl e quindi va evitato che ci siano coinvolgimenti che possano inquinare questo programma e le sue direttrici''. Cosi' il ministro per le Politiche agricole, Gianni Alemanno, commenta l'ipotesi di una candidatura di Alessandra Mussolini alla guida della regione Campania. Alemanno e' stato avvicinato dai cronisti arrivando a palazzo dei congressi dell'Eur per il decennale di An.

    da Alemanno.it

  2. #2
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    Referendum, Alemanno: Radicali chiedano scusa per entrare in Cdl


    ROMA (Reuters) - I referendum sulla fecondazione assistita rappresentano una "controcrociata" dei radicali e se questi vorranno entrare nella Casa della Libertà dovranno chiedere "scusa e permesso". Lo ha detto oggi il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno a Roma durante il congresso per il decennale di Alleanza Nazionale. "Dobbiamo votare no in questi referendum. Siamo di fronte ad una contro-crociata dei Radicali che vogliono trasformare l'embrione in un dato commerciale", ha detto Alemanno. "Se i radicali vogliono entrare nella Casa delle libertà, dovranno chiedere scusa e permesso ed essere chiari su questo tema", ha aggiunto il ministro. Alemanno è tornato anche a porsi il problema del rilancio del partito a 10 anni dalla svolta di Fiuggi e riferendosi al divario tra la popolarità attribuita dai sondaggi al leader di An Gianfranco Fini e quella, inferiore, del partito, Alemanno ha detto che una "simile forbice non si risolve con la scorciatoia del partito unico". "Non credo che imbrigliare il centrodestra in un unico scatolone sarebbe utile", a sciogliere i problemi da risolvere, tra cui Alemanno ha citato la ripartizione dei poteri tra stato e regioni.

    da Alemanno.it

  3. #3
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    Regionali: Alemanno, non inseguiamo Radicali che devono chiedere scusa e permesso


    Roma, 30 gen. (Adnkronos) - ''Quella dei radicali e' una contro crociata in favore del consumismo della vita e della riduzione dell'embrione a elemento di mercato. Io capisco l'attenzione nei loro riguardi, ma i radicali devono prima chiedere scusa e permesso''. Lo ha detto, in riferimento alle ipotesi di alleanza della Cdl con il Partito radicale alle prossime elezioni, il ministro delle Politiche agricole e vicepresidente di An, Gianni Alemanno, durante il suo intervento al Palazzo dei Congressi in occasione del decennale di Alleanza nazionale.

  4. #4
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    Decennale AN: Alemanno, apriamoci oltre la destra


    (ANSA) - ROMA - ''An deve aprire le sue sedi, andare oltre la destra, qualificarsi come partito degli italiani, ma senza rinunciare alla propria identita'''. Dal palco del decennale dalla svolta di Fiuggi, Gianni Alemanno torna a bocciare la prospettiva del partito unico del centrodestra. E indica ad An la strada di investire su se stessa, per colmare ''la forbice'' che da' a Gianfranco Fini il 52% dei consensi degli italiani e al suo partito circa il 12% dei voti. ''Cosa non va'' afferma il ministro per le Politiche agricole, che liquida come una 'favola' quella del distacco tra Fini e la classe dirigente del partito. Ma chiude anche alla prospettiva del partito unico: ''Il problema non si risolve imboccando scorciatoie e inventandosi il partito unico - ha spiegato - non e' questa la soluzione, sarebbe un contenitore che non scioglie i nodi, che ci costringe ad un moderatismo fine a se stesso e al rischio di scolorirci''. Piuttosto, Alemanno invita a guardare al mondo delle associazioni, all'opinione pubblica che gira intorno ad An. E ad imboccare una politica chiara che si basi sul rispetto delle regole per cambiare l'Italia. ''Dobbiamo trovare una strada in cui il nostro cambiamento - ha sottolineato - passi attraverso regole che lo consentano''. La seconda priorita' e' il progetto economico-sociale che leghi solidarieta' e sviluppo. ''La solidarieta', non l'assistenzialismo - ha affermato Alemanno - e' elemento competitivo per le sfide dello sviluppo''. Puntando sulla parola d'ordine della ''partecipazione'', visto che ''quella del liberismo non basta''. Infine, politica estera, ''ricucendo lo strappo europeo e riportando l'Italia al centro del Mediterraneo''; e la politica dei valori, contrastando ad esempio il referendum sulla procreazione. ''La sfida - ha ammonito Alemanno - non si vince chiudendoci in noi stessi, va affrontata con coraggio, rivendicando la nostra identita'. E' il filo rosso che ci lega al nostro passato''. Il ministro di An invita il partito a progettare il nuovo passo subito dopo le elezioni regionali e partendo dalle liste dei governatori, come quella promossa ad esempio da Francesco Storace nel Lazio, ''che portera' piu' consensi di quelli che avrebbe ottenuto An''. Alcuni si augurano un futuro migliore, Azione Giovani lo costruisce. E' questo, in sintesi, il messaggio di un video proiettato in apertura della seconda e conclusiva giornata del decennale di An al Palacongressi, a cura dell'organizzazione giovanile del partito di Fini. Accompagnato dalla colonna sonora del film ''Il gladiatore'' di Ridley Scott, il filmato mostra una serie di sequenze simbolo del secolo scorso, dalle foibe, alla caduta del muro di Berlino, fino all'invasione dell'Ungheria da parte dell'Urss. Immagini intervallate da immaginarie ''prime pagine'' dei maggiori quotidiani italiani perfettamente riprodotte che riportano titoli ''simbolo'' delle battaglie di Azione Giovani. Cosi', tra gli applausi della platea, il video raffigura La Repubblica che titola a nove colonne: ''Restituiti i beni ai giuliano-dalmati''; il ''Corriere'' che invece annuncia, ''Crolla il prezzo della musica in Italia''. Infine ''Il giornale'' che pubblica a tutta pagina: ''L'Europa si dota di una difesa europea''. Al termine della proiezione, accolta da grandi applausi, Gianfranco Fini ha baciato e abbracciato Giorgia Meloni, responsabile nazionale di Azioni Giovani, prima che intervenisse dal palco. In precedenza, ad aprire i lavori era stato l'attore Lando Buzzanca, da sempre vicino al partito. Fischi a Oscar Luigi Scalfaro dalla platea dell'assemblea di An che celebra al Palacongressi i 10 anni dalla svolta di Fiuggi. E, invece, un lungo applauso per Carlo Azeglio Ciampi. Avviene durante l'intervento di Adolfo Urso, quando il viceministro delle Attivita' Produttive indica la strada che anche l'Italia ha compiuto dal 1995 ad oggi. ''Allora, al Quirinale c'era Scalfaro'', dice rivolto alla platea, una parte della quale risponde fischiando. ''Oggi invece - aggiunge - c'e' Carlo Azeglio Ciampi, che riconosce in An un partito fondatore della democrazia in Italia''. Qui la risposta e' un lungo applauso diretto al presidente della Repubblica

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    Pannella, Alemanno e la Casa delle Libertà

    http://www.quaderniradicali.it/agenz...=read&nid=2381
    News del 31-01-2005


    Le incursioni di Pannella nel sistema politico italiano sono sempre in qualche modo destinate a metterne in luce aspetti nascosti, o comunque mai troppo evidenti; la recente richiesta di ospitalità in uno dei due poli non manca di suscitare reazioni contrastanti che vedono divise non solo le coalizioni, ma i partiti stessi al loro interno.

    Peccato che delle diverse posizioni interne a Alleanza Nazionale in merito a un'eventuale apertura della CDL ai radicali si sia saputo ben poco, perlomeno in riferimento alla convention per il decennale del partito: nessun Tg ci ha raccontato, ad esempio, che Storace ha suggerito a Berlusconi di lasciar perdere la Mussolini e cercare piuttosto un accordo coi radicali; pochi sanno che, in apertura di congresso, Ignazio La Russa ha letto solo due messaggi di saluto, quello di Francesco Cossiga e quello di Daniele Capezzone, molto apprezzato e applaudito dai presenti. Tutti sappiamo, invece, della sfuriata di Alemanno contro il partito di Pannella: secondo quanto il Ministro per le Politiche Agricole ha affermato in un infuocato intervento, trasmesso più volte dai tg nazionali, se i radicali vogliono un'alleanza dovrebbero prima "chiedere perdono e permesso".

    Nella conversazione settimanale con il direttore di Radio radicale Massimo Bordin, Marco Pannella ha affermato di voler chiedere alla Rai diritto di replica, dopo che gli italiani hanno sentito più volte Alemanno affermare, senza contraddittorio, che i radicali vorrebbero fare commercio di embrioni con le multinazionali, affermazione che il leader radicale ritiene "degna di polemiche da antropologia comunista o fascista". Quanto al chiedere perdono, ha spiegato Pannnella, il Ministro "non si allarghi troppo: ci ricorda, fa vivere, quel gruppetto di 10-15 fascisti scatenati che in difesa di Saddam Hussein contro Bush padre, contro la Nato e la politica tradizionale italiana, manifestava a sostegno di Saddam... 12/13 anni fa Lei era giovane ma non era un bambino, e non mi pare che sia cresciuto abbastanza perché Le si possa ora fare fiducia di essere altro da quello. Se lo lasci dire da me, che come sa ho una conoscenza pari alla vostra di voi stessi, perché ho condiviso i momenti peggiori della vostra vita, anche quelli che io potevo - voi no - indicare come del fascismo degli antifascisti contro voi veri o falsi fascisti..."
    Una risposta dura, che sottolinea quanto nelle posizioni più "estreme" le componenti della destra sociale ricordino da vicino l'universo no global (si pensi anche agli ogm).

    Forse, dopo la sparata "fascista" di Alemanno, è il momento di capire che perché la Casa delle Libertà possa proporre una politica degna del suo nome sarebbe necessario che almeno al suo interno le istanze liberali e libertarie fossero condivise e rappresentate. E che Pannella, quando sostiene che entrambe le coalizioni trarrebbero beneficio dalla presenza radicale al loro interno, non pecca di presunzione ma afferma una grande verità.

    Alessandro Di Tizio

  6. #6
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    Alemanno presenta la campagna pubblicitaria sugli organismi geneticamente modificati



    Il Ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, presenterà alla stampa domani, martedì 1 febbraio, alle ore 13, presso la Sala Cavour del Mipaf (via XX Settembre n. 20) la nuova campagna d’informazione, promossa dal Mipaf, sugli organismi geneticamente modificati.
    La campagna che si rivolge a tutti i cittadini consumatori, ha l’obiettivo di dare la massima informazione per la tutela del diritto di scelta di scelta tra prodotti OGM e NON OGM.
    Alla presentazione della campagna pubblicitaria, che è stata realizzata dall’agenzia Publicis, prenderanno parte il dott. Giuseppe Ambrosio, capo del Dipartimento della qualità dei prodotti agroalimentari e dei servizi, e il dott. Gabriele Palma, direttore della sede di Roma della Publicis.


    da Alemanno.it

  7. #7
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    In origine postato da benelos
    Decennale AN: Alemanno, apriamoci oltre la destra


    (ANSA) - ROMA - ''An deve aprire le sue sedi, andare oltre la destra, qualificarsi come partito degli italiani, ma senza rinunciare alla propria identita'''. Dal palco del decennale dalla svolta di Fiuggi, Gianni Alemanno torna a bocciare la prospettiva del partito unico del centrodestra. E indica ad An la strada di investire su se stessa, per colmare ''la forbice'' che da' a Gianfranco Fini il 52% dei consensi degli italiani e al suo partito circa il 12% dei voti. ''Cosa non va'' afferma il ministro per le Politiche agricole, che liquida come una 'favola' quella del distacco tra Fini e la classe dirigente del partito. Ma chiude anche alla prospettiva del partito unico: ''Il problema non si risolve imboccando scorciatoie e inventandosi il partito unico - ha spiegato - non e' questa la soluzione, sarebbe un contenitore che non scioglie i nodi, che ci costringe ad un moderatismo fine a se stesso e al rischio di scolorirci''. Piuttosto, Alemanno invita a guardare al mondo delle associazioni, all'opinione pubblica che gira intorno ad An. E ad imboccare una politica chiara che si basi sul rispetto delle regole per cambiare l'Italia. ''Dobbiamo trovare una strada in cui il nostro cambiamento - ha sottolineato - passi attraverso regole che lo consentano''. La seconda priorita' e' il progetto economico-sociale che leghi solidarieta' e sviluppo. ''La solidarieta', non l'assistenzialismo - ha affermato Alemanno - e' elemento competitivo per le sfide dello sviluppo''. Puntando sulla parola d'ordine della ''partecipazione'', visto che ''quella del liberismo non basta''. Infine, politica estera, ''ricucendo lo strappo europeo e riportando l'Italia al centro del Mediterraneo''; e la politica dei valori, contrastando ad esempio il referendum sulla procreazione. ''La sfida - ha ammonito Alemanno - non si vince chiudendoci in noi stessi, va affrontata con coraggio, rivendicando la nostra identita'. E' il filo rosso che ci lega al nostro passato''. Il ministro di An invita il partito a progettare il nuovo passo subito dopo le elezioni regionali e partendo dalle liste dei governatori, come quella promossa ad esempio da Francesco Storace nel Lazio, ''che portera' piu' consensi di quelli che avrebbe ottenuto An''. Alcuni si augurano un futuro migliore, Azione Giovani lo costruisce. E' questo, in sintesi, il messaggio di un video proiettato in apertura della seconda e conclusiva giornata del decennale di An al Palacongressi, a cura dell'organizzazione giovanile del partito di Fini. Accompagnato dalla colonna sonora del film ''Il gladiatore'' di Ridley Scott, il filmato mostra una serie di sequenze simbolo del secolo scorso, dalle foibe, alla caduta del muro di Berlino, fino all'invasione dell'Ungheria da parte dell'Urss. Immagini intervallate da immaginarie ''prime pagine'' dei maggiori quotidiani italiani perfettamente riprodotte che riportano titoli ''simbolo'' delle battaglie di Azione Giovani. Cosi', tra gli applausi della platea, il video raffigura La Repubblica che titola a nove colonne: ''Restituiti i beni ai giuliano-dalmati''; il ''Corriere'' che invece annuncia, ''Crolla il prezzo della musica in Italia''. Infine ''Il giornale'' che pubblica a tutta pagina: ''L'Europa si dota di una difesa europea''. Al termine della proiezione, accolta da grandi applausi, Gianfranco Fini ha baciato e abbracciato Giorgia Meloni, responsabile nazionale di Azioni Giovani, prima che intervenisse dal palco. In precedenza, ad aprire i lavori era stato l'attore Lando Buzzanca, da sempre vicino al partito. Fischi a Oscar Luigi Scalfaro dalla platea dell'assemblea di An che celebra al Palacongressi i 10 anni dalla svolta di Fiuggi. E, invece, un lungo applauso per Carlo Azeglio Ciampi. Avviene durante l'intervento di Adolfo Urso, quando il viceministro delle Attivita' Produttive indica la strada che anche l'Italia ha compiuto dal 1995 ad oggi. ''Allora, al Quirinale c'era Scalfaro'', dice rivolto alla platea, una parte della quale risponde fischiando. ''Oggi invece - aggiunge - c'e' Carlo Azeglio Ciampi, che riconosce in An un partito fondatore della democrazia in Italia''. Qui la risposta e' un lungo applauso diretto al presidente della Repubblica
    Gianni sta crescendo, ma era prevedibile. Credo stia aspettando le Regionali per dire qualcosa di veramente nuovo. Staremo a vedere

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    Predefinito Re: Alemanno

    In origine postato da benelos
    Mussolini: Alemanno, non abbiamo nè interessi nè opinioni


    Roma. '' I nodi sono quasi tutti sciolti, rimane solo la questione della Campania. Siamo perfettamente in grado di scegliere i nostri candidati se il leader della coalizione Berlusconi ce lo chiedera'. Quanto alla Mussolini, non abbiamo ne' interessi ne' opinioni: e' fuori da programma della Cdl e quindi va evitato che ci siano coinvolgimenti che possano inquinare questo programma e le sue direttrici''. Cosi' il ministro per le Politiche agricole, Gianni Alemanno, commenta l'ipotesi di una candidatura di Alessandra Mussolini alla guida della regione Campania. Alemanno e' stato avvicinato dai cronisti arrivando a palazzo dei congressi dell'Eur per il decennale di An.

    da Alemanno.it
    APRIRE A DESTRA?
    O PIUTTOSTO AL CENTRO?
    AN SI INTERROGA SU COME ALLARGARE IL POLO
    Alemanno e Bocchino aprono il dibattito sulle ipotesi di nuove alleanze

    Roma. Aprire a destra? Aprire al centro? E con chi? All’indomani della doppia tornata elettorale, europea e amministrativa, Alleanza nazionale torna a interrogarsi sul proprio ruolo e a ipotizzare, per rafforzarlo, se è il caso di “andare oltre il Polo” (o, adesso, oltre la Casa delle Libertà) secondo la lezione di Giuseppe Tatarella.

    Per il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, «il risultato ottenuto da Alessandra Mussolini, così come dalle altre forze ex missine, come Fiamma tricolore, Alleanza sociale e Idea sociale di Pino Rauti, è significativo e da seguire con attenzione». Il vicecoordinatore nazionale, Italo Bocchino, che nella sua analisi parte dai risultati elettorali in Campania, ribadisce «che bisogna andare oltre il Polo, allargare la coalizione. E, per cominciare ad allargare, in Campania c’è un nome e un cognome, Clemente Mastella, e questo al di là delle percentuali di oggi».
    Per ora, tra i diretti interessati, solo Luca Romagnoli, neoletto della Fiamma all’Europarlamento, ha replicato. «Non abbiamo rubato voti alla Mussolini o ad altri», ha esordito Romagnoli, per il quale «ora si può riavviare un discorso di Destra radicale, spendibile sul piano politico. Rimango disponibile - ha sottolineato a un progetto “confederato” per la Destra». In attesa di chiarimenti è necessario ragionare proprio su voti e percentuali.
    L’Ap-Udeur di Mastella e Mino Martinazzoli ha ottenuto nella corsa all’Europarlamento poco più di 420mila voti, pari all’1,3% e un seggio. La sua forza però è concentrata. Irrisoria nelle circoscrizioni centro-settentrionali sale al 2,2% nelle Isole e al 3,7% al Sud con un picco regionale del 5,4% in Campania.
    In sostanza, poco significativo a livello nazionale, soprattutto nel quadro di una elezione con il sistema proporzionale, l’apporto dei mastelliani può diventare determinante, in prospettiva di elezioni con il sistema maggioritario. In particolare, potrebbe servire a ribaltare situazioni apparentemente consolidate in una regione, la Campania appunto (ma è il caso anche di realtà siciliane, calabresi, pugliesi, molisane), diventata, anche per l’apporto dell’Ap-Udeur, una sorta di feudo del Centrosinistra contrariamente alla propria storia.
    Sull’altro fronte, tra gli oltre 398mila voti raccolti da Alternativa sociale (che vale l’1,2%) i 236mila suffragi della Fiamma tricolore (pari allo 0,7%) e i circa 47mila consensi andati al Movimento idea sociale (per lo 0,1%), le liste alla destra di An hanno ottenuto complessivamente 680.879 voti pari al 2% con due eletti (appunto Mussolini e Romagnoli). Certo, i rapporti fra le tre formazioni non sono idilliaci e il “listone nero” non è nato proprio per divisioni sui rapporti con la Cdl. Ma, anche in questo caso, quanto è plausibile in una elezione con il sistema proporzionale lo è di meno di fronte a consultazioni dove la regola del maggioritario non lascia scampo agli isolati. Quanto possano valere l’estrema destra o l’Ap-Udeur in prospettiva, peraltro, va valutato anche in riferimento al fermento post-elettorale che si registra tra i Socialisti uniti. La lista messa insieme da Gianni De Michelis e Claudio Signorile è andata poco oltre i 665mila consensi, pari al 2% e invierà due rappresentanti all’Europarlamento. In termini numerici non è stato un trionfo, ma la curiosità massmediatica, suscitata dal ritorno in pista del Garofano a percentuali non da prefisso telefonico, sembra aver fatto perdere l’equilibrio anche a politici di lungo corso come i due ex-ministri socialisti. Chiedono di ridiscutere gli accordi nella Cdl e di non definire la coalizione come Centrodestra perché loro entreranno nel gruppo socialista e si considerano di sinistra. Si tratta, probabilmente, di reazioni a caldo, ma anche questa novità del panorama politico nazionale va tenuta sotto controllo.
    Il rapporto tra An ed estrema destra in termini numerici è interessante. Proprio i numeri dimostrano come il sistema maggioritario (riducendo i voti “in libera uscita” e imponendo intese, sia pure a livello locale e non organiche) ha prosciugato, nelle consultazioni politiche del 2001, il bacino di consensi dell’estrema destra a favore di An. Nel ’99, An (che si presentava con il Patto Segni, forte ora di 179mila voti e uno 0,5% su scala nazionale) ottenne poco meno di tre milioni e 195mila suffragi con il 10,3% e nove seggi; il Movimento sociale prese 496mila suffragi, pari all’1,6% e a un seggio. Oggi An è a tre milioni e 760mila consensi, ossia l’11,5% e nove seggi: in cinque anni ha guadagnato 565mila voti e l’1,2%. L’estrema destra è a 680mila voti, il 2% e due seggi: 185mila voti e lo 0,4% in più. Alle elezioni politiche del 2001, An aveva toccato il 12% con poco più di quattro milioni e 463mila consensi. Fiamma tricolore, Forza nuova e Fronte nazionale avevano ricevuto complessivamente appena 180mila voti e lo 0,6%. Insomma, i dati dimostrano che l’area a destra di An tende quasi a sparire quando, come nelle politiche e più in generale col maggioritario, è forte il principio di “voto utile”, mentre torna a espandersi nelle consultazioni europee, quando vige il sistema proporzionale e l’idea di “voto utile” si perde.

    Fonte : Secolo d'Italia

  9. #9
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    Non so chi sia l'autore dell'articolo, ma ha scoperto l'acqua calda.

    Per informazione, Alemanno fu l'unico che dopo le elezioni europee disse di non sottovalutare i voti di Alternativa Sociale.

  10. #10
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    In origine postato da benelos
    Non so chi sia l'autore dell'articolo, ma ha scoperto l'acqua calda.

    Per informazione, Alemanno fu l'unico che dopo le elezioni europee disse di non sottovalutare i voti di Alternativa Sociale.
    Appunto. Oggi dice il contrario, dopo le regionali probabilmente dirà qualcosa di altrettanto diverso. S'è ammalato, avrà bevuto dallo stesso bicchiere di Fini?

 

 
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