L'intervento che riporto integralmente mi è parso abbastanza interessante.
Sono abbonato a varie pubblicazioni di reduci della RSI.
Su ogni numero leggo i necrologi di coloro che "vanno avanti" e allora mi chiedo spesso quanti di questi morti siano controbilanciati da nuove adesioni di giovani.
Non so se sia mai esistito un Ufficio Statistico del MSI ma sono sicuro che nessuno dei gruppi politici nati dopo la sua fine abbia un settore del genere nel proprio organigramma.
Invece sarebbe importante poterlo avere, posta la capacità di gestire un'attività del genere che prevedrebbe un buon aggancio con il nostro mondo umano in modo da sapere quanti sono coloro che " vanno avanti".
Sul numero delle nuove adesioni, poi, c'è il mistero più assoluto dal momento che gli stessi gruppi politici non hanno mai dimostrato, schede di adesione alla mano, il numero effettivo dei loro iscritti.
Avendo avuto, invece, un ufficio del genere avremmo potuto sapere, statisticamente parlando, se siamo, ad esempio, un mondo in via di estinzione nel rapporto fra coloro che se ne vanno e coloro che arrivano, proprio come si dice degli Italiani in generale per i quali le morti sono superiori alle nascite.
Dico queste cose perchè ho sempre avuto la convinzione che il MSI prima ,e i gruppi che ne sono derivati dopo, abbiano sempre attinto i loro voti alla vecchia cassaforte dei fascisti del Ventennio e loro familgie e, in parte ,dai figli di costoro.Mentre mi risulta per conoscenza personale che molti vecchi fascisti non hanno saputo educare i propri figli alla loro fede politica.Al contrario, mi risulta anche che qualche giovane nostro provenisse, addirittura, da famiglie con genitori comunisti.
Gruppi politici con aspirazioni elettorali non possono non tenere in nessun conto considerazioni di questo genere la cui portata potrebbe manifestarsi dirompente tra una decina d'anni a seconda delle linee di tendenza che oggi nessuno conosce.
Si partecipa meccanicamente ad elezioni di ogni ordine e grado senza avere la più pallida idea se sia il caso di indirizzare i propri sforzi verso qualche settore specifico della società più sensibile alle nostre istanze, oppure genericamente a tutti gli italiani.Dimenticando, nel contempo,o ignorando se nei cinque anni che hanno preceduto quel tipo di elezioni, il gruppo politico di cui si fa parte abbia o non abbia effettuato un lavoro di penetrazione e di aggancio di alcuni settori della società.
Insomma i voti li si vuole, si auspica che arrivino ma cosa abbia fatto il tale gruppo politico per meritarseli nessuno lo sa, nemmeno i candidati che si presentano.
Al punto che, con riferimento alle attuali imminenti elezioni regionali, non ho ricevuto nè ho letto un comunicato contenente le linee guida di un programma che il "Cartello" Alternativa Sociale vorrebbe far conoscere agli italiani, posto che ne abbia i mezzi, per avere o chiedere su quello
i voti degli elettori.
Non so quali siano le proposte di Alternativa Sociale in merito ad un nuovo e differente modo di gestire una regione italiana; non so quali siano le proposte avanzate regione per regione posto che i problemi della Calabria o della Puglia non sono certamente quelli del Piemonte o del Veneto.
Al contrario, leggiamo di affermazioni vaghe e generiche quando non contradditorie ed involute di una Alessandra Mussolini che ha della politica una visione tutta incentrata sulle sue vicissitudini personali nei rapporti con AN e con Forza Italia.
Con questi chiari di luna in giro, come al solito voteranno per Alternativa Sociale i soliti malati di nostalgismo che hanno sempre dato il loro voto a scatola chiusa, ma la cui schiera va riducendosi di giorno in giorno perchè molti di loro "vanno avanti".
Merimar




Rispondi Citando