Durante la mia permanenza su questo forum ho incontrato una gran quantità di cattolici: cattolici tradizionalisti, liberali, lefevriani, sedevacantisti. Questi gruppi, assai diversi tra loro, che si punzecchiano e talvolta si escludono a vicenda, condividono però un particolare atteggiamento che caratterizza oggi il cattolicesimo tout court: il disinteresse verso il proselitismo.
Cercherò di spiegare meglio questo concetto che mi sta molto a cuore. In passato ho avuto modo di conoscere vari evangelicals italiani: soprattutto fratelli e pentecostali. E ricordo che mi colpì molto il loro atteggiamento nei confronti dei non credenti e degli "eretici". Nutrivano una sincera preoccupazione per la salvezza, propria e altrui, e dedicavano molto tempo e dedizione all'apostolato. Oggi gran parte di noi storce il naso dinanzi ad atteggiamenti che riconosciamo più che altro nei Testimoni di Geova.
Infatti noi cattolici, sarà perchè veniamo battezzati tutti dalla nascita, sarà perchè sotto sotto crediamo poco, ce ne freghiamo altamente delle condizioni spirituali del nosro prossimo, tutt'al più facciamo della carità ai poveri e i mendicanti. Ma nessuno più, credo, porta in giro la Parola di Dio. A quello pensano i missionari, oppure il Papa.
Cosicchè chi crede veramente se lo tiene per sè il "dono", e il problema di chi non crede o è tiepido o non sa bene che pensare non ci riguarda. Succede quindi che in un forum come questo il presunto o sedicente laico/laicista sia un "nemico" prima ancora di un potenziale "figliol prodigo". Noto che quasi nessun cattolico si è interessato mai di discutere - intendo nel senso vero del termine, non polemizzare - della propria fede, di fare testimonanza, in poche parole di illuminare, attirare a sè dando conforto, speranza.
Invece si agitano le spade al grido: "Cadete, infedeli!" Mi chiedo che cosa si ottega con questo atteggiamento così poco persuasivo. Sicuramente di convincere i "lontani" che i cattolici sono tutti dei pazzi e degli intolleranti. Come si dice presso certi circoli, "talebani".
Mi piacerebbe vedere ogni tanto i cattolici di POL provare a stimolare chi legge e non è "dei loro", a fargli sentire la bellezza e la grandezza della Chiesa, usando un atteggiamento persuasivo e non demonizzante. E' difficile, lo so, ma sarebbe il caso di provarci. Sembra infatti che si siano invertite le parti e che oggi, con la scusa che "la fede è un dono", i cattolici siano diventati i "nuovi calvinisti", che si preoccupino soltanto di se stessi. Ricordiamoci sempre che siamo tutti compartecipi del disegno del Signore.




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Nulla mi impedisce di parlare e a volte perché no, di litigare con loro!

Da un lato mi dispiace.
iaociao:
