Vanity Fair, 18 novembre 2009


Alla fine è sempre il letto, anche nella sua versione simbolica, lo psico termometro di Silvio Berlusconi. Specialmente adesso che misteriose ragioni di sicurezza gliene assegnano uno nuovo, quello molto protetto (e detestato) di Palazzo Chigi, negandogli la libertà di accomodarsi, giocare e sognare sul famoso lettone di Putin, celebrato in innumerevoli resoconti, che arreda sia la principale camera di Palazzo Grazioli, che i miraggi del suo elettorato.

Come se fosse un destino, altre spie rosse si sono accese lungo il perimetro del suo specchio emotivo. Veronica, prima di tutto, che ha iniziato la sua guerra in tribunale, i suoi tre figli contro gli altri due, l’intero patrimonio in palio, 7 miliardi di euro, forse di più. Senza contare il costo catastrofico dello spettacolo offerto alle gazzette della Nazione come nemesi esemplare del feuilleton “Una storia italiana”. Poi la diaspora di Gianfranco Fini, sempre più insofferente alla monarchia arcoriana. Poi la crisi economica che rema contro ogni lodevole ottimismo e finta ripresa. Il conflitto sociale che cresce, come fa la febbre di questi tempi, la disoccupazione e l’insofferenza dei terremotati abruzzesi. Poi i processi per corruzione che non si riescono a fermare nonostante il lavoro insonne di avvocati e ministri. Le pessime notizie che arrivano dal tribunale di Palermo dove torna sotto processo (d’Appello) il suo braccio destro Marcello Dell’Utri, accusato di fiancheggiare la mafia, dopo la prima condanna a 9 anni. E se non bastasse: la nuova emergenza rifiuti in Sicilia e a Napoli. Una lunga notte lo attende. E nessuno, nel nuovo Palazzo, che abbia voglia di rimboccargli i sogni.

Segnalazioni


Questa sera Peter Gomez sarà ospite di "Exit" - La7 ore 21,10
Bruno Tinti ha registrato un contributo che verrà mandato in onda durante la trasmissione




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