I Suns conquistano tutte le prove tranne la gara di schiacciate vinta dal rookie Josh Smith. David Stern ottimista sull'imminente rinnovo contrattuale.
“All Star Saturday” all’insegna dei Suns. Phoenix dimostra anche a Denver di saperci fare con i fondamentali. La gara di tiro da tre è appannaggio di Quentin Richardson. La guardia dei Suns nella finale mette dentro le sue ultime nove triple consecutive, totalizza 19 e supera Kyle Korver e il coraggioso Voshon Lenard, il quale prova a difendere il titolo conquistato a Los Angeles nonostante zoppichi ancora a causa dell’infortunio ai legamenti subito proprio nella gara d’esordio della stagione. “Le cose stanno andando bene anche all’All Star Game per noi di Phoenix – dice Richardson – siamo un bel gruppo e lo stiamo dimostrando anche qui a Denver”.
Uno Steve Nash in non perfette condizioni fisiche, invece, si porta a casa un assegno da 25.000 dollari battendo in finale l’idolo del Pepsi Center Earl Boykins e vincendo lo “Skills Challange”. “Ho un piccolo problema muscolare – confessa il candidato al premio di Mvp della stagione – probabilmente chiederò a coach Popovich un minutaggio limitato nella partita di domenica”. Phoenix, con una squadra formata da Shawn Marion, Diana Taurasi e dal sempreverde “Thunder” Dan Majerle, vince anche la gara delle “Shooting Stars”.
La “Sweep” però non riesce ai Suns. Amare Stoudemire, infatti, non vince la gara delle schiacciate che incorona il rookie di Atlanta Josh Smith. Ma Amare esalta il talento calcistico di Steve Nash che prima serve al compagno uno straordinario assist di testa degno del suo amico Alex Del Piero, poi alza la palla con il tacco per una schiacciata estremamtene difficile da eseguire (soprattutto per Nash) ma che non riscuote successo tra gli spettatori e i guidici. Vince così Josh Smith che nella finale veste la maglia di Dominique Wilkens, per rendere omaggio all’ex stella degli Hawks, e totalizza 100 (il punteggio massimo), con due “dunk” di mostruoso atletismo .
Alla rituale conferenza stampa di metà stagione, intanto, un sorridente David Stern si presenta al fianco di Billy Hunter, il leader del sindacato giocatori e non nasconde un grande ottimismo sull’imminente rinnovo contrattuale. “Ci sono ancora delle divergenze ma stiamo andando nella direzione giusta – commenta il commissioner della Nba - credo proprio che prima della fine della stagione raggiungeremo un accordo”. Proprio la parole che Denver, colpita al cuore dal lockout della Nhl, (gli Avalanche in città sono popolarissimi) voleva sentire. Arrivano buone notizie anche per il basket italiano. Sandro Gamba, infatti, è stato nominato per l’introduzione nella leggedaria Hall of Fame. Ad Aprile, durante le Final Four di college basketball, l’ex coach azzurro, saprà se si è guadagnato un posto nell’olimpo del basket mondiale.
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