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    Predefinito Casapound Lamezia Terme contro la privatizzazione dell’ acqua pubblica



    [B]Casapound Lamezia Terme contro la privatizzazione dell’ acqua pubblica [/B
    ]“L’acqua è un bene primario, pronta proposta di delibera comunale”
    Lamezia Terme, 19 nov. L’articolo 23 bis, del decreto legislativo 112, del 25 giugno 2008, trasformato in legge dalla finanziaria Tremonti, prevede il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara entro il 31/12/2010. Entro questa data tutte le concessioni che non rispettano il criterio della gara pubblica cesseranno. Ciò darà la possibilità ai privati di mettere le mani sulla gestione dei servizi idrici locali. Tutto questo è inammissibile. A dichiararlo è Mimmo Gianturco, responsabile regionale di Casapound Italia.

    La privatizzazione dell’acqua – afferma Gianturco - non converrà assolutamente a noi cittadini, per un semplice motivo. Mentre un Ente pubblico si muove nell’ambito del diritto pubblico appunto, una SpA, anche se a totale capitale pubblico, rientra in quello del diritto privato. E' bene precisare che stare nell’ambito del diritto pubblico o in quello privato non è assolutamente la stessa cosa in termini di conseguenze per chi usufruisce del servizio: essere azienda di diritto privato significa dover rispondere all’obiettivo di produrre utili, mentre un Ente pubblico assume come vincolo il pareggio di bilancio. In Italia, abbiamo già esperienza di privatizzazioni della gestione del sistema idrico integrato, e la conseguenza è stata l’ aumento delle tariffe. L'esempio più eclatante è la Toscana, regione in cui numerosi comuni hanno affidato la gestione del SII a società miste che, puntando all'ottenimento del massimo guadagno, hanno aumentato le tariffe, diminuito la manutenzione e ridotto gli organici. Il risultato è che tra le prime 3 città per le bollette più care, 2 sono toscane cioè Arezzo e Prato.

    L'acqua è un bene primario – continua Gianturco - essenziale per la vita degli individui e degli ecosistemi. L’acqua costituisce, pertanto, un bene comune dell’umanità, un bene pubblico che appartiene a tutti, non una fonte di ricchezza per imprenditori e società. Dal nostro punto di vista tutto ciò è inaccettabile. L’unico modo per impedire questo processo, è presentare in comune una proposta di delibera in cui si chiede di riconoscere che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. Questa definizione è pienamente legittima, in quanto l’Unione Europea demanda ai singoli Stati membri, il fatto di definire quali siano i servizi a rilevanza economica e quali privi di rilevanza economica, e la normativa del nostro Paese non si è mai pronunciata esplicitamente in questa direzione. Con tale operazione, il Comune avrà la potestà di decidere quale forma gestionale intenderà adottare per la gestione del servizio idrico in quanto servizio privo di rilevanza economica, en quindi, scegliere di affidarlo direttamente ad un’Azienda speciale consortile da esso costituita. Infatti, con la sentenza n. 272 del 27 luglio 2004 la Corte Costituzionale è intervenuta nell’ambito della normativa che disciplina i servizi pubblici locali. Secondo la Sentenza citata, infatti, “il titolo di legittimazione per gli interventi del legislatore statale costituito dalla tutela della concorrenza non è applicabile a questo tipo di servizi, proprio perché in riferimento ad essi non esiste un mercato concorrenziale”. Il legislatore statale, quindi, in materia di servizi può legiferare soltanto in riferimento al tema della “tutela della concorrenza”, tutto il resto è demandato al livello locale.

    Stiamo preparando delle raccolte firme – conclude Mimmo Gianturco - perchè senza di esse la proposta di delibera non può essere presentata in consiglio comunale. Invitiamo tutti i cittadini sensibili a questa tematica, ad aderire alla nostra iniziativa, firmando la petizione che proporremo in Città, affinché un bene prezioso per tutti noi, come l’ acqua, non diventi strumento di speculazione o fonte di guadagno per aziende private senza scrupoli.
    Ultima modifica di arrogant; 19-11-09 alle 02:03

  2. #2
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    Predefinito Rif: Casapound Lamezia Terme contro la privatizzazione dell’ acqua pubblica



    Casapound Lamezia Terme contro la privatizzazione dell’ acqua pubblica
    “L’acqua è un bene primario, pronta proposta di delibera comunale”
    Lamezia Terme, 19 nov. L’articolo 23 bis, del decreto legislativo 112, del 25 giugno 2008, trasformato in legge dalla finanziaria Tremonti, prevede il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara entro il 31/12/2010. Entro questa data tutte le concessioni che non rispettano il criterio della gara pubblica cesseranno. Ciò darà la possibilità ai privati di mettere le mani sulla gestione dei servizi idrici locali. Tutto questo è inammissibile. A dichiararlo è Mimmo Gianturco, responsabile regionale di Casapound Italia.

    La privatizzazione dell’acqua – afferma Gianturco - non converrà assolutamente a noi cittadini, per un semplice motivo. Mentre un Ente pubblico si muove nell’ambito del diritto pubblico appunto, una SpA, anche se a totale capitale pubblico, rientra in quello del diritto privato. E' bene precisare che stare nell’ambito del diritto pubblico o in quello privato non è assolutamente la stessa cosa in termini di conseguenze per chi usufruisce del servizio: essere azienda di diritto privato significa dover rispondere all’obiettivo di produrre utili, mentre un Ente pubblico assume come vincolo il pareggio di bilancio. In Italia, abbiamo già esperienza di privatizzazioni della gestione del sistema idrico integrato, e la conseguenza è stata l’ aumento delle tariffe. L'esempio più eclatante è la Toscana, regione in cui numerosi comuni hanno affidato la gestione del SII a società miste che, puntando all'ottenimento del massimo guadagno, hanno aumentato le tariffe, diminuito la manutenzione e ridotto gli organici. Il risultato è che tra le prime 3 città per le bollette più care, 2 sono toscane cioè Arezzo e Prato.

    L'acqua è un bene primario – continua Gianturco - essenziale per la vita degli individui e degli ecosistemi. L’acqua costituisce, pertanto, un bene comune dell’umanità, un bene pubblico che appartiene a tutti, non una fonte di ricchezza per imprenditori e società. Dal nostro punto di vista tutto ciò è inaccettabile. L’unico modo per impedire questo processo, è presentare in comune una proposta di delibera in cui si chiede di riconoscere che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. Questa definizione è pienamente legittima, in quanto l’Unione Europea demanda ai singoli Stati membri, il fatto di definire quali siano i servizi a rilevanza economica e quali privi di rilevanza economica, e la normativa del nostro Paese non si è mai pronunciata esplicitamente in questa direzione. Con tale operazione, il Comune avrà la potestà di decidere quale forma gestionale intenderà adottare per la gestione del servizio idrico in quanto servizio privo di rilevanza economica, en quindi, scegliere di affidarlo direttamente ad un’Azienda speciale consortile da esso costituita. Infatti, con la sentenza n. 272 del 27 luglio 2004 la Corte Costituzionale è intervenuta nell’ambito della normativa che disciplina i servizi pubblici locali. Secondo la Sentenza citata, infatti, “il titolo di legittimazione per gli interventi del legislatore statale costituito dalla tutela della concorrenza non è applicabile a questo tipo di servizi, proprio perché in riferimento ad essi non esiste un mercato concorrenziale”. Il legislatore statale, quindi, in materia di servizi può legiferare soltanto in riferimento al tema della “tutela della concorrenza”, tutto il resto è demandato al livello locale.

    Stiamo preparando delle raccolte firme – conclude Mimmo Gianturco - perchè senza di esse la proposta di delibera non può essere presentata in consiglio comunale. Invitiamo tutti i cittadini sensibili a questa tematica, ad aderire alla nostra iniziativa, firmando la petizione che proporremo in Città, affinché un bene prezioso per tutti noi, come l’ acqua, non diventi strumento di speculazione o fonte di guadagno per aziende private senza scrupoli.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Casapound Lamezia Terme contro la privatizzazione dell’ acqua pubblica

    Ottimo. Avanti così.
    ..alla fine siamo borderline, alla gente non piacciamo..

 

 

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