Cintura longobarda
TROVATA SUL MONTE FAITA
Fibbia longobarda
GAVARDO - Prosegue senza sosta l’attività del "Gruppo Grotte" di Gavardo, lo storico sodalizio che da ormai cinquant’anni si occupa di scavi archeologici tra Garda e Valle Sabbia, attività alla quale si è poi affiancata la gestione del museo archeologico gavardese, divenuto uno fra i più importanti, nel settore, di tutta la provincia. L’ultima scoperta fatta dagli esperti dell’associazione, guidati da Marco Baioni, archeologo vero e conservatore del museo gavardese, sono alcune guarnizioni di epoca longobarda che avrebbero dovuto far parte di un’antica cintura. «Gli oggetti - fanno sapere dal gruppo - sono stati ritrovati durante gli scavi sul Monte Faita, tra Gavardo e Muscoline, lungo l’antico tracciato che conduce al lago, alternativo a quello di fondovalle». Si tratta di guarnizioni in bronzo a placchetta di forma triangolare decorata e con dei fori per l’ancoraggio alla cintura, oltre ad una controplacca in bronzo di forma trapezoidale anch’essa decorata e dotata di dispositivi per l’ancoraggio al cuoio della cintura. Ritrovamenti che, a detta degli esperti, sono simili a quelli fatti nella tomba maschile dell’Ortaglia di San Salvatore di Brescia: reperti che dimostrano ancora una volta la notevole importanza strategica che il Monte Faita doveva avere in passato: «I ritrovamenti effettuati - aggiungono da Gavardo - dimostrano come l’attenta politica di controllo del territorio perseguita dal regno longobardo, facevano del Monte Faita un importante torre di controllo ai margini del distretto basso gardesano occidentale che, per la sua particolare posizione, godeva di una forma autonoma di giurisdizione alle dirette dipendenze del sovrano». Il "Gruppo Grotte" colpisce ancora dunque, portando avanti una tradizione di scavi che hanno fatto la storia dell’archeologia bresciana: dalla scoperta di una piroga del Paleolitico pressoché intatta a quella di una necropoli romana sotto la Corna Nibbia di Bione, passando per gli importanti scavi al Lucone, Lugone e sul Monte Covolo. L’associazione presieduta da Carlo Pettini, è sempre alla ricerca di giovani che abbiano voglia di impegnarsi negli scavi e nella gestione del museo. Chiunque fosse interessato può presentarsi presso la sede del Museo archeologico di Gavardo ogni venerdì alle 20,30, quando il sodalizio si ritrova per la riunione del gruppo operativo. m. dg.





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