Lunedì, 21 Febbraio 2005
«Ora sogno di sfilare per i big»
Laura Albertin, neo Miss Padania, oggi torna al lavoro di commessa: «Resto quella di sempre»
«Devo ancora rendermene conto, è una cosa più grande di me, è incredibile, non mi aspettavo tutto questo. Ero già felice di essere alla finale... adesso che ho anche vinto è fantastico». Laura Albertin, 19 anni, commessa di Battaglia Terme, è la nuova miss Padania 2005 (nella foto con il fidanzato Nicola). Ha vinto la settima edizione sabato sera a Milano. Ma è anche la prima vincitrice del Veneto ed è, di riflesso, un'affermazione della bellezza delle ragazze padovane.
Laura è rientrata a casa ieri pomeriggio. Un cartello fuori dalla porta, fatto da mamma Gloria e papà Egidio, la accoglie con un "Bentornata Miss Padania". Ad attenderla anche i due fratelli, Denis e Fabio, di 28 e 24 anni. I telefoni di casa Albertin ed il cellulare di Laura sono diventati roventati. A farle i complimenti, tra i compaesani, anche il sindaco. E poi troupe televisive, interviste e Laura che si vede nei primi servizi dei tg. «Sono io? Non ci credo ancora, certo che fa proprio uno strano effetto». È il vortice mediatico. «Rimango con i piedi per terra, domani (lunedì ndr) sarò al lavoro. So che mi aspetteranno vari impegni, ma io sono la Laura di sempre».
Ragazza semplice, sorriso contagioso e carattere dolce che a volte non è quello migliore per lanciarsi nel mondo dello spettacolo. «È una piccola rivincita, ma Miss Padania è un concorso diverso da molti altri dove c'è competizione estrema. Qui guardano l'aspetto esteriore ma anche il tuo carattere, come sei, i tuoi valori, la personalità. Tra le partecipanti c'è amicizia, mi sono veramente sentita a mio agio. Penso che a colpire la giuria sia stata la mia solarità ed eleganza nello sfilare. Sono molto felice di aver rappresentato la mia terra. E poi in questa edizione il Veneto ha ben figurato».
Terza è arrivata una veronese ed una delle fasce minori è andata ad una vicentina. Un concorso promosso da un movimento politico: paura di essere etichettata? «Assolutamente no, ho le mie idee e non le rivelo, e poi mai nessuno degli organizzatori ha fatto discorsi politici. Ripeto, hanno valutato solo come eravamo». Cosa si aspetta adesso? «Porto il titolo per un anno, ci saranno vari impegni, spero che la vittoria mi aiuti a far avverare il mio sogno, quello di diventare modella per grandi stilisti». Una dedica del titolo? «Alla mia famiglia, al mio ragazzo Nicola che mi ha sempre sostenuta e a tutti quelli che hanno creduto in me». È proprio vero, è rimasta la Laura di sempre.Michelangelo Cecchetto




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