E basta coi mezzi pubblici inefficienti
di IBL
19/02/2005
Il consiglio dei ministri ha dato il via libera all’aumento delle accise sui carburanti, allo scopo di trovare le risorse necessarie a sostituire gli autobus inquinanti con mezzi più puliti. Inoltre, L'Istituto Bruno Leoni giudica demagogica e inefficace la campagna lanciata da Legambiente per "meno auto e più mezzi pubblici". L'evidenza suggerisce che smog e traffico siano problemi legati indissolubilmente: il nodo può essere sciolto solo attraverso seri interventi infrastrutturali. Del resto, il traffico privato contribuisce per meno del 10% alle emissioni di polveri sottili. Inoltre, l'esperienza mostra che la quota di traffico assorbita dal potenziamento dei mezzi pubblici è ridotta. Per Adriano Teso, membro del Board of Trustees dell'IBL, per risolvere il problema occorre "creare nuove strade private o privatizzare quelle esistenti, lasciando ai gestori la possibilità di attribuire un prezzo flessibile all'ingresso. Accedere ad una tangenziale o ad un'autostrada non può costare la stessa cifra nell'ora di punta e quando invece non ci sono automezzi in circolazione". Teso cita ad esempio il sindaco socialista di Londra, Ken Livingston, che ha introdotto una "congestion fee" nella sua città: "il risultato è una diminuzione della circolazione dei mezzi privati perchè, aumentando i costi della circolazione, chi può fare a meno della macchina è il primo a lasciarla a casa". Ai provvedimenti di "road pricing", però, deve corrispondere una contestuale diminuzione delle imposte comunali: "è liberale e giusto - dice Teso - spostare i costi delle strade dalla totalità dei contribuenti agli utilizzatori, ma questo significa anche tagliare quella parete delle imposte che viene attualmente devoluta alla manutenzione del sistema viabilistico" Per Carlo Stagnaro, diretto per l’Ecologia di mercato dell’Istituto Bruno Leoni, si tratta di una decisione profondamente sbagliata: “in Italia la componente fiscale rappresenta oltre i due terzi del prezzo alla pompa. Un altro aggravio rischia di compromettere ulteriormente la competitività del Paese”. Il governo garantisce che gli aumenti non si rifletteranno sui prezzi, verranno cioè assorbiti dall’industria. “Ancora una volta – commenta Stagnaro – si colpisce il bersaglio più facile. Ma nel lungo termine l’aumento delle imposte non potrà che piombare sul capo dei consumatori, creando disagi soprattutto ai ceti più deboli”. Anche l’obiettivo della manovra è, per l’IBL, discutibile: “Se la maggior parte dei bus sono vecchi e inquinanti – conclude Stagnaro – la ragione è che sono scarsamente competitivi rispetto alle auto private. Le stesse aziende di trasporto pubblico hanno spesso bilanci dissestati: sarebbe meglio abbandonare l’idea che i cittadini debbano per forza muoversi con mezzi inefficienti e scomodi. Solo seri investimenti infrastrutturali, soprattutto se privati, possono sciogliere il nodo del traffico e dell’inquinamento locale”.


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0 del mattino? sono stracariche di gente!
