Seminario "Alle radici pagane dell'Europa. I Vangeli di Augusto e la Via di Cristo nell'impero romano"
16 Novembre 2009

Seminario organizzato dall'Università Mediterranea di Reggio Calabria
Facoltà di Giurisprudenza – Dottorato di Ricerca in Storia del Pensiero e delle Istituzioni Giuridiche Romane – Dip. S.S.G.E.S.
Scuola di Alta Formazione in Archeologia e Architettura della Città Classica

Tenuto dal Chiar.mo Prof. Felice Costabile, Membro della Società Archeologica di Atene, Socio dell'Istituto Archeologico Germanico

Lunedì 16 Novembre 2009 ore 17.30


Nel 48 a.C. Giulio Cesare è proclamato in Oriente «Dio per Rivelazione divina e Salvatore di tutto il genere umano». Quasi 40 anni dopo, nel 9 a.C., il governatore dell'Asia dichiarava che «il giorno natale del divino Augusto fu per il mondo il principio dei Vangeli annunciati per opera di Lui».
Le scoperte archeologiche e lo sviluppo della critica storica sul Nuovo Testamento consentono di comprendere come la Chiesa primitiva abbia STRAVOLTO l'originario messaggio apocalittico ed ed ANTIROMANO di Gesù. Paolo appaga le attese salvifiche e messianiche del mondo pagano facendone il Cristo, ad immagine e somiglianza della figura mistica dell'imperatore, ma con una pretesa di esclusività ereditata dal monoteismo ebraico. In antitesi al politeismo ufficiale, i primi cristiani rivendicano nella storia della civiltà la nozione della separazione fra Stato e religione. Ma quando la crisi dell'impero lo farà cadere in potere del cristianesimo, esso diverrà a sua volta religione dello Stato. La libertas, valore ideale civile ed etico della respublica pagana nelle scelte di vita come nel pensiero, sarà allora additata da S. Agostino come licentiosa perché porta l'uomo al peccato. Durante questo conflitto epocale, a Reggio, al cristianesimo paolino si contrappone la propaganda pagana della libertas. Il paganesimo morente propugnerà invano le idee di pluralismo religioso e di libertà morale dei cittadini: S. Ambrogio porrà allora i fondamenti teologici dell'intolleranza e della condanna a morte di eretici, pagani, ebrei ed apostati.
Il cristianesimo costruisce così per la prima volta lo Stato etico, che avrà poi un'ulteriore declinazione nell'Islam.
Valori e concezioni della respublica e del paganesimo antico dovranno attendere l'umanesimo e l'illuminismo per essere riaffermati: ad essi si ispirerà, superandoli, la rivoluzione francese. Ne nasceranno gli Stati liberali dell'Ottocento e le democrazie del Novecento.
Il resto è cronaca, non storia. Nel 2004 la Convenzione Costituente Europea, indicando nella civiltà classica il comune patrimonio dei popoli dell'UE, ha rifiutato all'unanimità di menzionare il cristianesimo fra le "radici" della nostra civiltà. Oggi la
Corte Europea di Strasburgo sancisce l'illegittimità di espellere da un'Università Cattolica i docenti che insegnino in difformità dalla dottrina della Chiesa, e prescrive il divieto di esporre il crocifisso nelle scuole. Gli italiani restano attoniti di fronte ad un'Europa decisa a negare quelli che ci appaiono universali valori di civiltà e di tolleranza. Un popolo tenuto all'oscuro della sua storia, privato di una corretta istruzione ed informazione, stenta a comprendere un mondo, che riconosce il proprio "patrimonio genetico" nell'ispirazione ai valori etici e politici della civiltà greca e romana e nega il valore fondante del cristianesimo e della sua morale nell'Unione Europea.
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