Da un po' sul Corriere della Sera, diretto attualmente da un cerchiobottista (definizione non offensiva e non mia) va in scena un tormentone sul nazionalismo economico che è stato felicemente compendiato in un'espressione di Enrico Cisnetto, noto commentatore di fatti economici: "Più Stato, più Mercato". Credo che sia anche il nome di un'associazione fondata dal notista, di estrazione PRI.
Ho sentito ieri sera a Radio radicale un pezzo dell'intervento alla camera del relatore AN, che difendeva a spada tratta (avendo peraltro cambiato opinione in corsa) la necessità assoluta che Bankitalia ed il suo Governatore conservassero ruolo e competenze come per il passato.
Ora, è vero che sembra che l'On. Tremonti sia saltato per la sua dichiarata intenzione di annullare parte dei privilegi e compiti di Bankitalia e del suo Governatore. E' vero che il sistema bancario italiano, compattamente stretto attorno a Bankitalia e al suo Governatore, reciterà un ruolo determinante nel destino di FIAT e di Alitalia E queste due aziende sembra siano la linea del Piave della difesa del "sistema Italia". E' vero che uno dei pochi comparti economici in cui gli investitori stranieri hanno vita dura è proprio il sistema bancario italiano.
Quello su cui ho delle perplessità è se sia più giusto e conveniente dare più garanzie ai piccoli (per modo di dire) risparmiatori ed agli utenti del sistema bancario (tutti noi) o cercare di non fare affondare la barca che ci separa dalle onde affollate di squali affamati e voraci.
Non ho capito bene la posizione di AN durante l'evoluzione della questione




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