Ecco fatto: noi siamo nell’Ulivo a tutti gli effetti, mentre il PRI fa le moine un po’ col centrodestra, un po’ da solo.
Adesso i nostri militanti si accorgono che la visibilità non te la regala nessuno, che alle regionali averci un candidatura nel "listino" è un tabù se non hai una base di elettorato consistente. Che anche avere un candidato nostro in fondo alla lista affollatissima dell’Unione non è detto che si possa. Che se la Segreteria Nazionale non è disposta a puntare i piedi ogni tanto, negli ambiti locali qualunque alleato che alzi un po’ la voce ci passa davanti.
La nostra gente mugugna, qualcuno si disamora o minaccia di andarsene.
La vita nella Federazione non è così facile e così scontata come forse sembrava.
Stare da soli, stare su terze posizioni si rivela indubbiamente più gratificante. E a molti la tentazione viene.
Ne vedremo delle belle: mi sa che nei prossimi mesi ci sarà persino qualche improvvido spostamento di casa dal MRE al PRI.
Ma la domanda è: dobbiamo preoccuparci di cosa ci fa comodo, di quelle che sono le nostre idee teoriche sulla perfezione del mondo, sulla dose di poltrone che riteniamo ci spetti, oppure dobbiamo limitarci a chiederci da quale parte dobbiamo metterci a spingere insieme agli altri per far uscire il Paese dal pantano?
Se poi vogliamo più visibilità, dobbiamo lavorare per essa.




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