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Risultati da 1 a 10 di 52
  1. #1
    Vincent
    Ospite

    Predefinito Chi la fa l'aspetti? La Commissione europea discrimina l'italiano

    Ue, Italia indignata per discriminazioni sulla lingua



    Sun February 20, 2005 5:28 PM GMT
    di Crispian Balmer

    ROMA (Reuters) - La notizia che la Commissione europea ha operato dei tagli sulle traduzione in italiano dei lavori ha provocato disappunto e alimentato i timori che l'influenza internazionale dell'Italia sia irreversibilmente in declino.

    Fonti italiane si sono lamentate che la Commissione a Bruxelles abbia rimosso i traduttori simultanei per l'italiano da tutte le conferenze stampa della settimana ad eccezione di quella del mercoledì.

    "La decisione di discriminare l'italiano è inaccettabile", ha detto il ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione.

    Una portavoce della Commissione a Bruxelles ha confermato che non ci sono italiani nella squadra comunicazioni del presidente della Commissione Jose Manuel Barroso, ma ha insistito sul fatto che la decisione di tenere la gran parte delle conferenze stampa solo in inglese e francese non è una novità.

    Comunque l'ambasciatore italiano alla Commissione ha inviato una lettera nel fine settimana a Barroso per chiedere perché l'italiano sia stato relegato "a posizione del tutto secondaria".

    Anche il commissario alla Giustizia Franco Frattini è entrato nella polemica dicendo al Corriere della Sera che d'ora in poi parlerà solo in italiano alle sue conferenze stampa.

    La vicenda arriva in un momento in cui l'Italia soffre per il fatto che non ci siano italiani in ruoli chiave sul piano internazionale.

    Nella Commissione precedente, erano italiani sia il presidente che il commissario alla Concorrenza, Romano Prodi e Mario Monti. Inoltre, almeno tre portavoce di commissari erano italiani.

    dal sito: http://www.reuters.com/locales/c_new...toryID=7681844

  2. #2
    Vincent
    Ospite

    Predefinito Chi la fa l'aspetti? Le proteste dell'italico ambasciatore

    SNOBBATI

    La Ue non 'parla' italiano
    La protesta del nostro ambasciatore



    BRUXELLES, 19 FEBBRAIO 2005 - L'ambasciatore italiano Rocco Cangelosi, rappresentante permanente dell'Italia a Bruxelles, ha inviato una lettera al presidente della Commissione Ue Jose' Manuel Durao Barroso per protestare contro l'esclusione dell'italiano tra le lingue in cui vengono tradotte le conferenze stampa dei commissari.

    Nella lettera, Cangelosi protesta perche' con questa decisione - scrive - si relega ''l'italiano a posizione del tutto secondaria''.

    ''Non le saranno sfuggiti lo stupore e lo sconcerto provocati nell'opinione pubblica italiana, nel Governo, nel Parlamento Europeo e nella Stampa dalla decisione che sarebbe stata presa dal Capo del Servizio dei portavoce, la signora Le Bail, di instaurare di fatto un regime trilingue (inglese, francese e tedesco) nelle conferenze stampa tenute dai Commissari nei giorni diversi dal mercoledi', relegando l'italiano a posizione del tutto secondaria'', scrive Cangelosi a Barroso.

    ''Questo episodio si coniuga con quello gia' piu' volte segnalato della mancata nomina di un italiano tra i Portavoce dei Commissari. Alle richieste di spiegazioni indirizzate dal Capo dell'Ufficio Stampa della Rappresentanza italiana alla signora Le Bail - aggiunge l'ambasciatore - non e' seguita alcuna risposta cosi' come nessun riscontro ho ricevuto alle mie lettere del 18 novembre e del 7 febbraio scorsi ed ai successivi interventi che io stesso ho effettuato presso il suo Gabinetto.

    L'urgenza di ricevere i necessari chiarimenti e l'esigenza di approfondire in una sede ufficiale questa delicata questione mi hanno spinto a richiedere l'iscrizione del punto al prossimo Coreper (il Comitato dei rappresentanti permanenti presso la Ue, ndr)''.

    Cangelosi conclude:''Voglio ritenere che la situazione determinatasi sia dovuta a scelte adottate a livello amministrativo, senza nessun avallo politico dei vertici della Commissione. Si tratterebbe in caso contrario di una palese violazione dei Trattati e di una grave discriminazione operata nei confronti di un Paese membro , e per di piu' fondatore dell'Unione Europea''.

    Dal sito de la Nazione: http://lanazione.it/art/2005/02/19/5369965

  3. #3
    Vincent
    Ospite

    Predefinito Chi la fa l'aspetti? Il Governo: "rassicurazioni subito".

    Ue, governo: ''Chiarimenti sullo stop all'italiano in conferenza stampa''
    L'ambasciatore Cangelosi: ''Rassicurare al più presto il governo e l'opinione pubblica, fugando ogni dubbio di discriminazione''




    Bruxelles, 19 feb. (Adnkronos) - ''Necessari chiarimenti'' sulla decisione di eliminare la lingua italiana da tutte le conferenze stampa dei commissari Ue ad eccezione di quelle che si tengono il mercoledì, unico giorno in cui è garantita la traduzione nelle principali lingue della Ue. E' quanto chiede in una lettera al presidente della Commissione Jose Manuel Barroso, l'ambasciatore Rocco Cangelosi, a capo della rappresentanza italiana presso l'Unione Europea. Cangelosi domanda spiegazioni sulla ''delicata questione'' della ''decisione che sarebbe stata presa dal Capo del Servizio dei Portavoce, la Signora Le Bail, di instaurare di fatto un regime trilingue (inglese, francese e tedesco) nelle conferenze stampa tenute dai Commissari'' europei, ''relegando l'italiano a posizione del tutto secondaria''. ''Credo che Lei comprenderà come sia necessario rassicurare al più presto il Governo e l'opinione pubblica italiana circa la volontà dell'Esecutivo comunitario di agire conformemente ai principi ed alle norme dell'Unione, fugando ogni dubbio di discriminazione o di situazioni di privilegio nei confronti di questa o quella lingua''.
    ''Voglio ritenere che la situazione determinatasi - conclude - sia dovuta a scelte adottate a livello amministrativo, senza nessun avallo politico dei vertici della Commissione. Si tratterebbe in caso contrario di una palese violazione dei Trattati e di una grave discriminazione operata nei confronti di un Paese membro, e per di più fondatore dell'Unione Europea''.
    Anche il ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione esprimerà al presidente dell'Unione europea Barroso ''la forte preoccupazione del governo italiano''. ''Ci stanno escludendo -ha detto Buttiglione- stanno creando un direttorio anglo-franco-tedesco a livello linguistico e questo non ci piace''.

    Dal sito: http://www.adnkronos.com/Esteri/2005...ue_190205.html

  4. #4
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    lasciamo la UE!

  5. #5
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    Cui che al mancje di rispiet pes lenghis di chei altris, nol pues pratindi di vê rispiet pe sô. O sai ben che a nivel european no àn cjapât cheste decision par fâ un plasê ai sarts o ai furlans, ma chest nol gjave che un biel "us sta ben!" mi ven pardabon sù dal cûr... E tant par vê inmò plui sodisfazion o zonti un altri intervent gjavât fûr dal "Corriere della sera" di vuê.

    Chi non rispetta le lingue altrui, non può chiedere rispetto per la propria. So bene che nelle sede governative europee non hanno preso questa decisione per solidarietà con sardi e friulani, ma ciò non mi leva la soddisfazione di esclamare un bel "Ben vi sta!"... E, per aumentare la mia soddisfazione, aggiungo un altro intervento pubblicato oggi sul "Corriere della sera".




    Il presidente della Crusca torna sull’italiano «cancellato» a Bruxelles. La portavoce di Barroso: nessuna discriminazione


    «Salviamo le lingue dal prepotere dei tre grandi»


    Le brutte notizie sulla lingua italiana provenienti da Bruxelles e da me commentate nell’articolo-intervista del 17 scorso hanno, finalmente, scosso parecchie menti. Protocollato questo effetto, ritengo utile qualche approfondimento, suggeritomi dalle opinioni, tutte largamente consenzienti anche se con qualche distinguo, espresse dal coro di voci. Anzitutto, ho manifestato posizioni che sono il frutto di lunghe analisi della situazione linguistica italiana ed europea condotte dall’Accademia della Crusca insieme con gli altri membri della Federazione Europea delle Istituzioni Linguistiche Nazionali, attiva da cinque anni. Questo organismo ha emanato quattro anni fa le «Raccomandazioni di Mannheim-Firenze», da me ripetutamente commentate sui giornali e presentate in più occasioni: anche, con un lungo documento del 22 luglio 2003, a un gruppo di lavoro convocato dalla Direzione generale delle «Culturali» del ministero degli Esteri.
    Le idee che circolano in materia, non solo nell’Accademia, ma nella comunità scientifica dei linguisti italiani (Associazione degli Storici della lingua italiana e Società di Linguistica Italiana) non sono affatto ispirate a una difesa nazionalistica dell’italiano e delle lingue in genere, né a una banale anglofobia. Il nucleo forte della nostra riflessione sul tema è dato dal principio che tutte le lingue dei popoli europei sono un bene culturale fondamentale dell’intera Unione e che perciò occorre assolutamente una politica comunitaria delle lingue, per sottrarre la loro gestione al prepotere delle tre «nazioni forti» che, come ha ben detto Galli della Loggia, tendono a fare dell’Europa una propria riserva di dominio (ovviamente in tutti i campi).
    La proposta proveniente dalla comunità scientifica, inascoltata dai politici di almeno due legislature, consiste nel suggerire (modestamente) agli esponenti italiani di farsi promotori di una politica linguistica comunitaria e di aggregare così intorno a sé il favore degli altri potenziali esclusi. Sarà recepita ora questa proposta?
    A chi si pone, forse dopo di noi, il problema dei costi o delle difficili combinazioni delle molte lingue, desidero segnalare che il problema è stato ampiamente dibattuto e che più soluzioni sono state indicate: turni di privilegio alle lingue; opportunità di dedicare risorse alla formazione di un buon numero di ottimi traduttori e interpreti (segno distintivo di una civiltà complessa ma anche dinamica e pluralista); possibilità di creare, a spese della comunità, compensazioni per le lingue meno presenti nelle funzioni istituzionali.
    Quanto al rilievo da attribuire - o, secondo qualcuno, da non attribuire - alla lingua come elemento portante, non solo emblema, di un’intera realtà culturale, politica ed economica, dovrebbe bastare la riflessione su quanto fanno con accanimento i Paesi che ci escludono. La superficialità in argomento è, invece, un tratto tutto italiano: cioè, di quella parte della nostra collettività che non ha bene riflettuto sulla nostra storia. Massima attenzione, però, a che questo risveglio d’interesse per le condizioni e le sorti della lingua italiana non serva a resuscitare modelli autarchici e progetti di un Ufficio che detti la grammatica di Stato. La comunità scientifica ha già rifiutato massicciamente tali propositi. I provvedimenti da prendere riguardano invece, innanzi tutto, la migliore (più scientifica e libera) formazione degli insegnanti delle nostre scuole.
    A chi, infine, ritiene che le mie proteste tendano in fondo a colpire il governo in carica (così G.C. Romoli Venturi su Il Secolo d’Italia del 20 c.m.), in aggiunta alle informazioni che do qui sopra, dico: 1) nella mia intervista ho dichiarato esplicitamente che l’inefficace azione per tutelare nelle sedi istituzionali europee le posizioni dell’italiano è «colpa tipica dei politici italiani, e non da oggi»; 2) richiami del genere ho fatto negli anni passati in varie sedi e voglio qui segnalare quello esplicito nella mia relazione al Convegno «L’Italia fuori d’Italia» (Roma, 7-10 ottobre 2002), nella quale già evocavo la lunga tradizione italiana di latitanza politica sull’argomento; 3) l’appello a iniziative da prendere con urgenza non poteva non essere rivolto al ministro degli Esteri in carica, il quale con un suo articolo (nel Corriere del 20) dà atto della serietà del problema e non lo riduce, giustamente, a un attacco alla sua recente gestione politica. Sarebbe il caso, dunque, di non farne materia - e lo dico in tutte le direzioni politiche - di piccoli o grandi dirottamenti di colpe sul passato e sul presente. La materia, oltre che politica, è tecnica ed è anche per questo che la comunità scientifica, inascoltata, si risente.




    Biele la frase in nerut, ma pecjât che le tirin fûr dome cuant che i comude a lôr. Brâf Francesco Sabatini e i siei amîs a vaî il muart cuant che i tocje al talian, ma cuant che il talian lu fâs cun chei altris in chê volte al va dut ben. Chest viaç o sin nô a ridi...

    Bella la frase in grassetto, peccato che la usino solo quando conviene a loro. Bravo Francesco Sabatini e i suoi amichetti a lamentarsi quando capita all'italiano, ma quando l'italiano si comporta così con gli altri, allora va tutto bene. Stavolta ridiamo noi...
    Cuant che la gnove gjenerazion e sarà imbevude fin a la medole di tâl spirt di indipendence e a si varà formade une salde cussience nazionâl, che finore e mancje ancje tes personis studiadis, i Furlans no formaran plui une ecezion fra ducj i popui de tiere... e la pome de libertât, completamentri madure e colarà a la plui lizere bavesele.

    Achille Tellini (1866-1938)

  6. #6
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    In Origine Postato da Çorut

    Biele la frase in nerut, ma pecjât che le tirin fûr dome cuant che i comude a lôr. Brâf Francesco Sabatini e i siei amîs a vaî il muart cuant che i tocje al talian, ma cuant che il talian lu fâs cun chei altris in chê volte al va dut ben. Chest viaç o sin nô a ridi...
    Eya Çorut, cust'orta seus nosatrus ki arrideus... Imoi si lingua Sarda, Friulana, et Italiana po s'UE ABARRANT A SU PROPIU LIVELLU!!! Mellus deaici!!!



    Sì Çorut, questa volta tocca a noi ridere... Adesso la lingua Sarda, Friulana, ed Italiana per l'UE SONO SULLO STESSO LIVELLO!!! Meglio così!!!






  7. #7
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    In Origine Postato da Cristianu
    Eya Çorut, cust'orta seus nosatrus ki arrideus... Imoi si lingua Sarda, Friulana, et Italiana po s'UE ABARRANT A SU PROPIU LIVELLU!!! Mellus deaici!!!



    Sì Çorut, questa volta tocca a noi ridere... Adesso la lingua Sarda, Friulana, ed Italiana per l'U SONO SULLO STESSO LIVELLO!!! Meglio così!!!






    diat esser guasi comente ki sas persones ki no istimant sos pitzinnos, no istimant sos propios.
    bene ki l'istet!!
    in totu custu panorama galanu b'est finas sa limba inglesa a mover sos passos!


    sarebbe quasi come se delle persone che, non amando i bambini, non amano i propri.
    ben fatto!
    in questo bel quadro c'è pure la lingua inglese che avanza....

    saludos

    mandi

  8. #8
    w i punkillonis
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    In Origine Postato da Tomatito
    diat esser guasi comente ki sas persones ki no istimant sos pitzinnos, no istimant sos propios.
    bene ki l'istet!!
    in totu custu panorama galanu b'est finas sa limba inglesa a mover sos passos!


    sarebbe quasi come se delle persone che, non amando i bambini, non amano i propri.
    ben fatto!
    in questo bel quadro c'è pure la lingua inglese che avanza....

    saludos

    mandi

    innanzitutto salude a totus, per mè è un onore scrivere in questo forum!!!
    be ci avevano detto che le nostre lingue ostruivano l'avvento dell' inglese: be adesso hanno la strada spianata!!!!


    salude

    L

  9. #9
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    In Origine Postato da Lutzianu
    innanzitutto salude a totus, per mè è un onore scrivere in questo forum!!!
    be ci avevano detto che le nostre lingue ostruivano l'avvento dell' inglese: be adesso hanno la strada spianata!!!!


    salude

    L


    Asumancu imoi in s'Europa podeus passai deretamenti da su Sardu (Limba de Minoria Europea arreconota a prenus tidulus) a s'Ingresu, kentza tenni in mes'a's patadas s'Italianu, ki a s'acabu no srebit a una cipudda!!!

    Almeno in Europa adesso possiamo passare direttamente dal Sardo (Lingua Minoritaria Europea riconosciuta con tutte le carte in regola) all'Inglese, senza aver in mezzo alle scatole l'Italiano, che alla fine non serve ad un cavolo!!!

  10. #10
    Meda sabios paris
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    No servit a nudda?? E cun su pizzatteri de Monaco o de Parigi itte limba faeddas? E comente podes preguntare unu piattu e makkarrones in Madrid? E si abberis unu tzilleri in Praga e benini sos mafiosos a ti preguntare su pizzu comente faghes a los cumprendere?
    Cristià azzornadi, s'italianu est limba mondiale connotta......

    Non serve a nulla?? E col pizzaiolo di Monaco o di Parigi che lingua parli? E come fai a chiedere un piatto di spaghetti a Madrid? E se apri un Pub a Praga e vengono i mafiosi a chiederti il pizzo come fai a capirli?
    Aggiornati, Cristià, l'italiano è lingua conosciuta a livello mondiale......

    A proposito, per non dimenticarlo:

    NO SPAGHETTI IN SARDINIA!

 

 
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