Un aspetto che colpisce in tutta la vicenda della fecondazione assistita, dalla formazione della legge alla sua approvazione, fino ai referendum, è il costante uso di molte argomentazioni “sentimentali” per difendere la propria tesi, anziché centrare la questione fondamentale. Perché infatti ci si divide in due fronti contrapposti, cos’è che in realtà rende inquieti di fronte ad una materia che, per alcuni, sarebbe solamente tecnica? Sostanzialmente i seguenti quesiti: l’embrione è essere umano? Ed in caso positivo, va tutelato, anche se è piccolissimo e probabilmente non sente ancora niente?
Eludere queste domande vuol dire eludere la questione e non risolverla. E, dato che si sta parlando di una regolamentazione giuridica della materia, l’analisi deve necessariamente essere prima di tutto giuridica. L’embrione è un essere umano fin dal concepimento? La maggior parte degli scienziati sostiene di sì. Di fronte a tale situazione, il giurista, constatata la significativa possibilità che l’embrione sia già un essere umano in base a dati incontrovertibili (diversità del suo DNA da quello di padre e madre, presenza di 46 cromosomi anziché i 23 di spermatozoo e ovulo), non può che tutelarlo in base al principio della difesa della vita umana presunta. E’ lo stesso caso in cui un cacciatore spari ad un cespuglio che si muove: non è certo che dietro ci sia un uomo, ma la sola ragionevole possibilità che ci sia lo rende colpevole di aver sparato senza accertarsene.
Ma non è finita: ammesso che l’embrione sia, o possa molto probabilmente essere un uomo, va già tutelato anche se è piccolo e molto probabilmente non sente niente ecc.? Oggi la risposta non è scontata, ma da essa dipende l’esistenza del diritto. Negare infatti la tutela all’uomo in quanto tale (indipendentemente dalla sua condizione) vuol dire in ultima istanza non legare le sorti dell’uomo a principi assoluti, ma abbandonarle alle mutanti opinioni della maggioranza o di chi sa sapientemente guidarla, e quindi alla fin fine alla volontà del più forte. Ma il diritto non nasce proprio per contrastare la legge del più forte? Non so voi, ma io continuerò a difendere il debole.




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