"I Marines sbarcano a Miramare" - Sempre più vicino l'accordo per la concessione dello scalo tecnico truppe USA all'aeroporto di Rimini.
(Il Manifesto - 22/02/2005) Sarà l'aeroporto di Rimini, il "Federico Fellini" lo scalo "centro europeo" delle truppe americane dirette nel Golfo Persico. La notizia non è ancora ufficiale, ma la Commissione che deve valutare la possibilità di concedere lo scalo - di cui fanno parte tra gli altri l'ENAC, il governo, i Vigili del Fuoco - ieri ha dato sostanzialmente l'ok. L'accordo tra la società che gestiche l'aeroporto, l'Aeradria, e la compagnia area privata World Airways (USA), vincitrice dell'appalto per il trasporto dei marines, diventerà operativo nei primi giorni di marzo. Finora lo scalo tecnico per le truppe dirette in Bahrein e Kuwait - da dove vengono smistate in Afghanistan e Iraq - era in Irlanda. A quanto pare, gli Stati Uniti hanno ritenuto opportuno spostarlo in una zona più vicina, in centro Europa. L'alleato italiano, va da sè, è un candidato ottimo. E il "Federico Fellini", pure: aeroporto per il 90% militare, ospita il reparto elicotteristi dell'esercito. Da qui partono gli elicotteri mangusta diretti in Iraq. Stavolta, però, il discorso è diverso: ad atterrare in Italia saranno le truppe statunitensi, seppure trasportate su aerei civili (gli MD11, i cosiddetti pax-cargo) e, giurano all'Aeradria, "non armate". Sarebbero prorio questi particolari ad aver spazzato via ogni dubbio circa la pericolosità di concedere lo scalo. Anche chi ritiene che l'accordo possa influire negativamente sulal "vocazione" vacanziera della costiera romagnola, è stato zittito. La Confcommercio riminese (che detiene una quota in Aeradria) ha fatto sapere ieri che, anzì, "è un elemento assolutamente favorevole per il nostro turismo". Porterà soldi, anche se nessuno si azzarda a fare una stima. L'accordo prevede due-tre voli al giorno, ogni MD11 - che può trasportare fino a 150 marines - si rifornirà di carburante a Miramare, l'areoporto presterà servizi di heandling per l'aereo e di catering per i soldati.
Ma la questione è politica: l'atterragio delle truppe americane, fose anche per poche ore, appare a tutti gli effetti un supporto logistico alla guerra in Iraq. Ed e' ancora più indigesta se si considera che Aeradria, gestore dei servizi interni all'aeroporto, è una società per quasi il 90% in mano agli enti locali. Il 39% delle quote appartiene alla Provincia. Che è di centrosinistra. Come anche di centrosinistra è il Comune di Rimini e quello di Riccione. L'imbarazzo non manca. La scappatoia è una: "Non siamo noi a decidere. Quando l'ENAC, che dirige l'aeroporto, decide che l'accordo si può fare noi, dal punto di vista giuridico, non possiamo che rispondere", osserva il presidente della Provincia di Rimini, Nando Fabbri (DS). IL quale non si nasconde che i margini per evitare di stringere l'accordo c'erano tutti, ma "un conto è il piano strettamente politico, un conto quello delle istituzioni, che devono tenere conto delle esigenze di tutti". E siccome pare che l'accordo con la World Airwayhs porterà prosperità al territorio, le amministrazioni devono sentire tutte le campane. Il dibattito in Romagna, in questi giorni, è stato incadescente, tanto che il presidente dell'Aeradria, Gabriele Morelli, ha minacciato le dimissione se non si fosse raggiunto l'accordo. Le voci critiche non sono mancate, a partire dal Comune di Rimini, che ha accusato MOrelli di aver tenuto all'oscuro i soci dell'avvio dellle trattative. Anche in regione i mal di pancia si spercano, e ieri il capogruppo del PRC in Consiglio Regionale ha presentato un'interrogazione alla Giunta chiedendo di fermare l'accordo. Chi parla chiaramente di "business" dellla guerra è, ad esempio, il centro sociale "Laboratorio Occupato P.a.z" che ha stilato un lungo comunicato contro "gli speculatori della guerra" e che per stasera ha convocato un'assemblea pubblica. E c'e' chi si chiede se, sulla scelta del Fellini, non abbia pesato il ruolo di Filippo Berselli, sottosegretario alla diresa e sindaco di Montefiore in provincia di Rimini."
- Lascio a voi ogni tipo di commento.
Pelican.
N.B.: mi sembra uno scenario già visto in diversi scali italiani, tra questi Pisa.




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