E' uscito ieri il progetto di legge spagnolo secondo cui la religione cattolica verrà resa opzionale nelle scuole e il suo voto non verrà piùcalcolato unitamente alle altre materie (insomma non farà media).
E' questa una delle tante ricompense che Zapatero e il governo comunista ha dato a tutti quei "cattolici", vescovi in testa, che lo hanno appoggiato nelle elezioni dipingendo Aznar come un guerrafondaio, un nazista etc.
Adesso si trovano a fare i conti con queste porcherie, e se non ci fosse da piangere verrebbe da dire: ben gli sta, ai cattocomunisti.
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All'indomani della pubblicazione del Documento di Proposte, i giornali mettono in grande rilievo lo scontro con la Chiesa cattolica sulla questione dell'insegnamento della religione.
• L' ABC è implacabile e titola: "Il Governo riduce la riforma dell'istruzione alla “non valutazione” dell'insegnamento della religione” e continua: “Senza ricercare nessun consenso con l'opposizione, il Governo ha presentato una riforma educativa che oscilla tra un minor rigore nei confronti degli alunni e l'ossessione laicista contro la Chiesa cattolica”
• El Mundo titola : "Il voto di religione non conterà, quello di Educazione alla cittadinanza invece sì”, e all'interno di un duro editoriale scrive: ”E' deludente che, quattro mesi dopo che il Governo ha deciso di paralizzare la LOCE, approvata nella precedente legislatura, la ministra annunci che la sua alternativa è ritornare alla LOGSE e approvare una riforma che fomenta il laicismo”
• La Razón apre con la frase: “Il Governo ignora la Chiesa e toglie la valutazione all'insegnamento della religione" e aggiunge “Un maquillage educativo laico”, e ancora: ”E' con sorpresa che ci si accorge che solo la soppressione dell'esame al Baccillierato e l'attacco all'insegnamento della religione hanno impedito che PP e PSOE trovassero a suo tempo un accordo sulla scuola”
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