Richiamo del Capo dello Stato sulla situazione economica
Ciampi: «Perdiamo competitività in Europa»
Il presidente della Repubblica: «Stentata crescita della produttività delle nostre imprese e dell'intero sistema Italia»
Carlo Azeglio Ciampi (Afp)
PORDENONE - Un allarme sulla situazione ecomomica dell'Italia nelle parole del presidente della Repubblica in visita a Pordenone: «Il problema è di debolezza non tanto nella domanda interna, quanto della competitività dell'offerta interna, cioè della stentata crescita della produttività delle nostre imprese e dell'intero sistema Italia». Carlo Azeglio Ciampi, che prosegue la sua serie di visite nelle realtà italiane resta ottimista sulle possibilità italiane, ma giudica negativamente la situazione attuale.Per Ciampi il problema di competitività italiano si ricava chiaramente «dai risultati insoddisfacenti dei nostri scambi con l'estero, in particolare di quelli con i Paesi della Ue, nel 2004, anno di elevato incremento del commercio mondiale». Insomma, l'Italia in questo momento sta perdendo il confronto non tanto con i competitori come la Cina, che operano con costi nettamente più bassi di quelli dei Paesi occidentali, ma anche direttamente con i partner europei.
BANCHE E INFRASTRUTTURE - Il «sistema Italia» sembra non avere il passo per trarre vantaggi da una ripresa non forte ma comunque in atto . Nel Nord-Est patria della piccola e media impresa che ha avuto grande successo nel passato recente, Ciampi precisa che «è indispensabile che il forte individualismo dei nostri imprenditori si arricchisca della capacitá di "fare squadra", presentandosi insieme su mercati talvolta difficili per le loro dimensioni o per le loro particolaritá istituzionali». E tuttavia Stato e istituzioni pubbliche devo essere all'altezza dei tempi e delle esigenze del sistema produttivo. Prima di tutto le banche. «E' importante, talvolta determinante per le nostre imprese, grandi e piccole, l’esistenza di un sistema bancario e finanziario solido, che sia presente in modo significativo anche oltre confine, capace di sostenere adeguatamente le iniziative imprenditoriali, vecchie e nuove, in Italia e all’estero». Quindi le infrastrutture, come le ferrovie, che devono essere in grado di arrivare a livelli p'iù moderni. Quanto alla Cina e ai Paesi asiatici, «ci interassano non solo come concorrenti e quindi dobbiamo assicurarci, come Italia e come Ue, che le giuste regole del commercio internazionale siano rispettate». Paesi che, secondo il capo dello Stato, sono «possibili mete di nostri nuovi insediamenti produttivi e, in misura crescente grazie all'aumento del tenore di vita di strati sempre più numerosi delle loro popolazioni, come nuovi mercati di sbocco per quel made in Italy che gode nel mondo di grande prestigio».
25 febbraio 2005
La situazione ormai è incancrenita:l'Itaglia sta affondando...la cosa divertente è che non pensiate che ai noti parassiti la questione preoccupi:Macchè!
A loro basta essere mantenuti in qualche caldo posticino pubblico a cazzeggiare e dumani,uagliò,è un altro giorno.




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