Caro Marco,
qualche giorno fa mi è giunta la lettera in cui mi auguri "ogni bene possibile" per la mia candidatura alla presidenza della Regione Piemonte, e in allegato anche la tua lettera aperta a Marzio Tremaglia. Ho riflettuto prima di risponderti, soprattutto perché non volevo cedere all'istintiva reazione di nausea che mi fa ogni cosa - lettera o servizio giornalistico esso sia - targata A.N., e tu caro Marco com'è universalmente noto targato lo sei fino al midollo. E' vero, come tu dici abbiamo condiviso "momenti di impegno politico e di allegria" e certamente abbiamo anche in comune alcuni ricordi piuttosto intensi: tra tutti ad esempio la tua elezione a deputato che in minima parte anche noi militanti vercellesi contribuimmo a rendere possibile. Poi accadde ciò che è ben noto a tutti e che non è il caso qui di ricordare. Oggi tu scrivi quindi a Marzio Tremaglia quasi genuflesso, spiegando a lui e di riflesso a tutti noi quali siano alla fine state le promesse non mantenute dal tuo partito e le illusioni sfiorite. Va bene Marco, va tutto bene, ma a questo punto non mi resta che una considerazione, una sola. Faccio mie le parole di Giannetto Bordin che prende atto del fatto che la tua lettera ha "probabilmente messo in gioco la tua posizione e la tua carriera in seno ad A.N.", altresì ti consiglio a questo punto di considerare l'alternativa che ti resta: rinuncia a rimanere ancora un minuto solo in quel partito compi un atto di dignità - sia pur un po' ritardato - e scegli. Puoi lasciare al proprio destino quelli che del concetto di dignità non conoscono nemmeno più il significato e ritirarti in bellezza (politica ed estetica), o puoi continuare la battaglia di cui parli, quella che descrivi così bene, con quelli che hanno continuato a farlo. Non ti garantisco qualora tu scegliessi questa seconda strada applausi, abbracci e cotillons, ti garantisco invece sangue, lacrime e sudore perché è questo che noi diamo ancora oggi alla nostra causa. E questo è tutto quello che posso ancora dirti. Fammi però una cortesia; nel caso tu alla fine restassi dove sei piantala di seccarci con queste lettere che - e sia detto senza offesa perché non voglio offenderti - alla fine sanno di patetico e di stantio. Compi un'azione, una sola, e non avrai più bisogno di scrivere nulla: il tuo popolo capirà meglio un esempio che tante belle chiacchiere. Ciao Marco.
Lodovico Ellena
Movimento Sociale Fiamma Tricolore




Rispondi Citando
