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    Predefinito Per non dimenticare..il lavoro uccide.

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Per non dimenticare..il lavoro uccide.

    INAIL Lazio, nel 2009 in aumento morti sul lavoro


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    Roma, 18 nov. (Adnkronos/Labitalia) - Sono diminuiti i morti sul lavoro nel Lazio nel 2008, ma, per il 2009, la tendenza sembra destinata a un'inversione di rotta. E' quanto emerge dall'intervento di Antonio Napolitano, direttore regionale di Inail Lazio, alla presentazione del Rapporto Annuale Inail Lazio 2008, tenutasi questa mattina presso la sede regionale dell'Istituto. Per il 2008 il Rapporto segna 78 morti in incidenti sul lavoro rispetto ai 100 del 2007, e una diminuzione dello 0,12% degli infortuni.

    Ma, per il 2009 la situazione e' diversa, come ha spiegato Napolitano: "Da quanto emerge dai dati nazionali presentati dall'Inail nella giornata di ieri -ha detto- nel Lazio, tra giugno 2008 e giugno 2009, abbiamo registrato 7 infortuni mortali in piu', avvenuti in strada. E inoltre pensiamo che molte malattie professionali possano 'trasformarsi' in infortuni". Napolitano ha quindi aggiunto che "nel 2009 nella regione si sono persi meno posti di lavoro rispetto al dato nazionale". Napolitano ha ribadito il ruolo centrale dell'Inail nella lotta agli incidenti sul lavoro. "Si deve passare dallo spirito di servizio alla spirito di solidarieta' -ha detto- altrimenti non riusciremo a creare una situazione in cui l'infortunio e' un'utopia e non una tragica realta'".

    Sulla stessa linea anche Franco Lotito, presidente del Civ Inail. "Dobbiamo proseguire nella costruzione di un Inail sempre piu' forte -ha detto- sulla base del trend positivo registrato nel 2008. Dobbiamo incrementare la forza con cui l'Istituto interviene. E' un'utopia pensare a infortuni zero? Alcuni dicono di si', ma la storia e' mossa dalla forza dell'utopia e quindi coltiviamola. L'istituto -ha continuato Lotito- deve rafforzare la propria scelta strategica, essere istituto che assicura i lavoratori contro gli infortuni, ma deve puntare sempre piu' a fare prevenzione. Questo deve essere l'orizzonte in cui tarare le nostre scelte". E Lotito ha rimarcato quindi l'esigenza di un rapporto sempre piu' stretto tra l'Inail e le istituzioni sul territorio. "Stiamo pensando che sia utile standardizzare -ha detto- il rapporto tra l'Inail e le istituzioni regionali, e in questo senso ci stiamo confrontando con la conferenza Stato-Regioni".
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    Ultima modifica di MaRcO88; 19-11-09 alle 12:53
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    Predefinito Rif: Per non dimenticare..il lavoro uccide.

    Morti bianche: "Sacrario virtuale, morte reale"


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    da cadutisullavoro.it | 1328 : milletrecentovenotto morti ogni anno. è la media dei caduti sul lavoro tra il 2003 e il 2005: poco meno di 4,5 morti al giorno . Nel 2006, 1280 'morti bianche'. peril 2007 il contatore, che riprendiamo dal sito di 'articolo21', si è fermato ben oltre i mille morti. il dato finale, che avremo fra qualche mese, non sarà diverso dagli anni precedenti. questo succede in italia, uno dei paesi più ricchi al mondo. a considerare solo la faccia emersa della tragedia, i dati ufficiali.

    Sono cifre da guerra. quella in iraq, è costata molte meno vite all'esercito usa. ma questa non è una guerra per il petrolio. è una guerra combattuta giorno per giorno da gente costretta a lavorare per pochi soldi, senza difese, senza tutele.


    le morti sui luoghi di lavoro non sono incidenti. dipendono dall' avidità di chi rifiuta di rispettare le norme sulla sicurezza e dal disprezzo per la vita. la vita degli operai, naturalmente, degli edili, dei braccianti. la vita precaria di chi per tirare avanti è magari costretto a lavorare otto, dieci ore di seguito su di una impalcatura, senza protezioni di sorta. o di chi deve manovrare macchinari con i sistemi di sicurezza disattivati, per aumentare la produttività.
    Dipendono dall' incapacità o connivenzadi chi dovrebbe approvare leggi più stringenti. e farle rispettare: lo stato.

    Questo sacrario virtuale è dedicato alla memoria dei caduti sul lavoro, martiri dei nostri tempi. nel senso letterale, antico, del termine. testimoni della degenerazione di un sistema che ha elevato il denaro a valore assoluto, senza badare ai nomi e alle storie, al sangue e alla carne, al sudore e alla fatica, di chi viene sacrificato ogni giorno sull'altare del dio profitto.
    Il teschio nella pagina è composto da tanti quadratini. quelli in rosso sono ognuno dedicato ad una vittima. al passaggio del cursore, appare un'anteprima. cliccando, si apre una pagina dedicata. abbiamo bisogno dell'aiuto di chiunque sia toccato da questa tragedia. le morti sul lavoro tirano in ballo questioni troppo scottanti perché la stampa ufficiale ne parli compiutamente: troppe cose dovrebbero essere messe in discussione. le informazioni sono scarse, se non inesistenti. è per questo che vi chiediamo di inviarci notizie, foto, testi, segnalazioni, denunce; oppure, di adottare una pagina, completando le informazioni che noi siamo riusciti a reperire. l'intervento di tutti è indispensabile: per fermare questa strage, è necessaria una sollevazione morale generale, che possa costringere chi può, e deve, a cambiare rotta.

    Morti bianche: "Sacrario virtuale, morte reale"

    Perché si chiamano morti bianche


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    Santo Della Volpe, giornalista Rai e socio di Articolo 21, ha rintracciato nelle Teche Rai un vecchio video sulle prime manifestazioni degli edili dedicate ai morti sul lavoro. Siamo negli anni sessanta. Le cose, da allora, non sono cambiate di molto.










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  4. #4
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    Predefinito Rif: Per non dimenticare..il lavoro uccide.

    www.resistenze.org - proletari resistenti - salute e ambiente - 18-11-09 - n. 295


    COMUNICATO STAMPA

    Amianto processo Eternit a Torino: fra gli imputati anche lo Stato italiano

    Il Tribunale Ordinario di Torino, ha accolto la richiesta presentata dell’Avv. Ezio Bonanni, legale di parte civile nel processo Eternit, ed ha emesso il decreto per la citazione come responsabile civile per la tragica vicenda delle morti di amianto, nella Presidenza del Consiglio dei Ministri, in persona del Presidente pro-tempore On.le Silvio Berlusconi, che così siederà nello stesso banco degli imputati, i Sigg.ri Schmidhelny Stephan Ernest (Svizzera) e De Cartier De Marchienne Lous (Belgio), proprietari delle fabbriche Eternit responsabili della morte di migliaia di lavoratori e cittadini.

    Si tratta della prima volta in assoluto che uno Stato è chiamato a rispondere per il mancato rispetto delle sue stesse leggi e per quanto è stato denunciato nell’istanza-richiesta di autorizzazione a firma dell’Avv. Ezio Bonanni, legale anche delle nostre associazioni.

    Così oltre ai padroni, anche lo Stato viene messo sul banco degli imputati per nonaver adottato i provvedimenti necessari a garantire il rispetto dei principi costituzionali e l’attuazione delle specifiche direttive CEE in materia di tutela della salute dei Lavoratori, sia condannato in solido con gli imputati del presente procedimento penale al risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, patiti e Patiendi, tutti nessuno escluso…”

    Questa volta insieme ai padroni sul banco degli imputati ci sarà anche lo Stato Italiano che non ha fatto niente per tutelare la salute e la vita umana non rispettando neanche le proprie leggi e i dettati costituzionali, dimostrandosi non al di sopra delle parti, ma difensore degli interessi di una classe ben precisa di “cittadini”: quella degli industriali.

    Come prevede il decreto di citazione i giudici del Tribunale di Torino, Ordinando alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di comparire “all’udienza del 10 dicembre 2009 ore 10 nella maxi-aula 1, ingresso 16, piano-2”, “..affinchè provveda alla propria difesa” , mette anche il governo sul banco degli imputati a fianco dei padroni dell’Eternit.

    E’ solo per la mobilitazione dei lavoratori e dei cittadini organizzati in Comitati di lotta e nelle Associazioni che siamo riuscii a fare breccia nell’opinione pubblica, a rompere il muro di omertà e complicità che anche molte istituzioni che finora hanno privilegiato la logica del profitto a scapito della salute e della vita umana hanno avuto. La decisione del Tribunale di Torino è una decisione importante perché avvicina la verità giuridica a quella storica.

    Finalmente, comincia a farsi strada una verità denunciata da anni solo dalle associazioni, cioè che padroni, affaristi, speculatori e istituzioni pur sapendo dei rischi mortali a cui sottoponevano lavoratori e cittadini in nome del profitto non hanno fatto nulla per impedirlo.

    Le nostre Associazioni negli ultimi mesi hanno più volte denunciato lo Stato Italiano per la lentezza dei processi, la tardiva e mancata tutela della salute, rivolgendosi anche alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo e alla Comunità Europea a Bruxelles per tutelare i loro diritti, e ora forse, anche se tardivamente, si può sperare in un briciolo di giustizia.

    BASTA CON LE STRAGI IMPUNITE DI LAVORATORI E CITTADINI
    NESSUNA IMPUNITÀ AI COLPEVOLI

    Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio (cip.mi@tiscalinet.it)
    Associazione Esposti Amianto Regione Friuli Venezia Giulia (segreteria@aea-fvg.org)
    Osservatorio Nazionale sull’Amianto (osservatorio.amianto@tiscali.it - 329/0106624)
    Contramianto, Associazione Esposti Amianto & altri Rischi-ONLUS (contramianto@libero.it)
    Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiana (avappresidente@hotmail.it)
    Roma, Milano, Sesto San Giovanni, Trieste, Latina, 17.11.2009

    Chiunque volesse domandare chiarimenti tecnico-giuridici ovvero volesse espletare la stessa procedura potrà contattare direttamente, a nostro nome, l’Avv. Ezio Bonanni (avvbonanni@libero.it).

    Amianto processo Eternit a Torino: fra gli imputati anche lo Stato italiano
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Per non dimenticare..il lavoro uccide.

    Abruzzo- PdCi e RC: Si faccia chiarezza sugli infortuni sul lavoro


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    (ASCA) - L'Aquila, 19 nov - I consiglieri regionali abruzzesi, Antonio Saia (Pdci) e Maurizio Acerbo (Prc) hanno presentato una interrogazione al Presidente della Regione per sapere ''se e quali iniziative intenda adottare per cercare di arginare la piaga degli infortuni sul lavoro che nella nostra regione e' particolarmente grave, ponendo l'Abruzzo tra le regioni meno virtuose nel campo della prevenzione'' e ''se e quali misure intenda mettere in atto per far si' che tutti gli infortuni sul lavoro vengano regolarmente denunciati all'Inail''. In particolare, i due consiglieri d'opposizione hanno rilevato che ''nei giorni scorsi la sezione abruzzese dell'Inail ha reso noti i dati degli infortuni sul lavoro nella nostra regione e che da tali dati emerge il fatto che sono significantemente aumentati gli infortuni mortali (+ 8 morti nel 2008), mentre l'altro dato riguardante il numero totale degli infortuni sembrerebbe indicarne una diminuzione''. Secondo Saia e Acerbo ''mentre il dato relativo agli incidenti mortali e' realistico, il secondo, dato quello sul numero totale degli infortuni, e' evidentemente inattendibile, molto sottostimato e falsato in quanto, come sanno tutti i lavoratori (ormai precarizzati e ricattabili), moltissimi infortuni sul lavoro vengono nascosti e/o non denunciati all'Inail (andando cosi' ad incidere impropriamente sui bilanci dell'Inps e del Servizio sanitario nazionale)''. Da qui la necessita' di conoscere dal Presidente della Regione il quadro esatto della situazione.
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