La Nuova Segreteria dei DS

Questa la composizione della nuova segreteria della Quercia: Vannino Chiti e Maurizio Migliavacca, coordinatori; Barbara Pollastrini, responsabile delle donne; Pierluigi Bersani, al programma; Silvana Amati, alla formazione politica; Roberto Barbieri, responsabile per il Mezzogiorno; Gianni Cuperlo, responsabile della comunicazione; Cesare Damiano, lavoro e professioni; Cesare De Piccoli, politiche per l'impresa e per le infrastrutture; Vittoria Franco, politiche culturali; Nicola Latorre, politiche istituzionali; Mimmo Luca', associazionismo e relazioni con il mondo cattolico; Beatrice Magnolfi, riforma della pubblica amministrazione; Andrea Ranieri, scuola, universita' e ricerca; Carlo Rognoni, informazione; Edo Ronchi, politiche della sostenibilita'; Marina Sereni, organizzazione; Livia Turco, welfare e stato sociale.

Fassino ha quindi proposto anche gli incarichi per le responsabilita' esterne alla segreteria.

Alle Autonomie Locali vanno Andrea Orlando e Oriano Giovanelli. Sergio Gentili si occupera' dell'ambiente. Luigi Manconi a capo della commissione per i diritti civile e per la societa' multietnica e multiculturale.

Il responsabile Esteri sara' Luciano Vecchi, mentre Massimo Brutti si occupera' della giustizia. Alle politiche per l'infanzia viene confermata Anna Serafini, cosi' come Marco Minniti resta il responsabile per le politiche della sicurezza e della difesa. Gianni Pittella sara' il responsabile per gli italiani all'estero e Fabrizio Morri, che esce dalla segreteria, diventa il capo della segreteria particolare del segretario.

La direzione nazionale sara' composta di 87 membri. Oltre al segretario Fassino, al presidente Massimo D'Alema, alla presidente della Commissione di garanzia Lalla Trupia e al responsabile della sinistra giovanile Stefano Fancelli, ci sono altri 83 dirigenti tra questi, Veltroni, Bassolino, Cofferati, Anna Finocchiaro, Pierluigi Bersani, Gavino Angius, Luciano Violante.

Entrano nell'organismo anche Fabio Mussi, Cesare Salvi, Giovanni Berlinguer e Fulvia Bandoli. Per la presidenza della direzione nazionale Fassino ha proposto Giorgio Benvenuto.

Nella commissione nazionale per il progetto guidata da Bersani e formata da 50 membri, entrano, tra gli altri, Mauro Agostini, Massimo Brutti, Carmine Donzelli, Paolo Nerozzi, Stefano Passigli, Achille Passoni, Laura Pennacchi, Alfredo Reichlin, Giorgio Tonini, Bruno Trentin e Vincenzo Visco.

Nella sua relazione di apertura, Fassino ha sottolineato la presenza delle donne negli organismi dirigenti: 40% nel consiglio nazionale, 30% in direzione, 33% in segreteria.




DS/ MUSSI:SEGRETERIA NON MI PIACE, SIAMO A BAROCCO FIAMMEGGIANTE
Metodo sovietico in controtendenza a tutti partiti socialisti europei

"Questa proposta sulla segreteria non mi piace affatto. Questa è una macchina a vapore che produce più dissipazione che energia".

Fabio Mussi critica durante il Consiglio nazionale dei Ds la nuova proposta di una segreteria allargata con persone che hanno funzioni esterne.

Il leader del Correntone della Quercia parla di "metodo sovietico". "I numeri sono più larghi del necessario. Voglio lasciare agli atti - ha detto - la mia perplessità su questa struttura. Siamo al barocco fiammeggiante".

In particolare Mussi non è d'accordo sul fatto che ci siano 18 componenti della segreteria con funzioni esterne. "Si fa un passo indietro - spiega - rispetto a un metodo che da tempo viene usato nei partiti socialisti europei in cui la segreteria e i gruppi parlamentari sono distinti".

Secondo il leader del Correntone, inoltre, è sbagliato lasciare questioni come gli enti locali e le politiche internazionali fuori dalla segreteria. Mussi aggiunge un altro accento

polemico:"sono state scelte le persone e poi sono stati assegnati i ruoli".


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DS: MUSSI, CARO PIERO QUESTA ROBA NON FUNZIONA
CRITICA PROPOSTA ORGANISMI DIRIGENTI,STILE BAROCCO FIAMMEGGIANTE

''Caro Piero questa roba qui non funziona. E' come quelle vecchie macchine a vapore che dissipano solo energia. Questa proposta della segreteria non mi piace

affatto''.

Il leader del correntone Fabio Mussi boccia la proposta di Piero Fassino sugli organismi dirigenti appena illustrata al consiglio nazionale.

Mussi sostiene che nel definire la segreteria a 18 posti il segretario ha utilizzato uno ''stile barocco fiammeggiante'' e sostiene che ''si e' fatto un passo indietro rispetto alla differenza che ora si adotta a livello europeo tra incarichi di segreteria e gruppi parlamentari'' dove si distribuiscono specifiche competenze.

''Le segreterie dei partiti hanno funzioni piu' politiche dobbiamo organizzarci in modo piu' funzionale, piu' snello meno barocco''.

Il leader del correntone ha anche una battuta sulla vicenda della gestione unitaria, proposta a suo tempo da Fassino che poi non ha avuto sviluppi anche per le perplessita' della minoranza interna. ''Sono contrario - osserva - a una segreteria di maggioranza e' una opzione legittima anche se vedo che questo e' l'approdo della proposta sulla gestione unitaria''

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DS: MUSSI, DA FASSINO METODO SOVIETICO

Il nuovo organigramma disegnato dal segretario dei Ds Piero Fassino non piace affatto al coordinatore del Correntone Fabio Mussi che critica soprattutto l'allargamento sproporzionato dei numeri negli organismi esecutivi.

"Questa nuova segreteria - ha affermato - non mi piace affatto. E' una macchina a vapore che produce piu' dissipazione che energia. I numeri sono piu' larghi del necessario e voglio lasciare agli atti le mie riserve". Per Mussi "siamo al barocco fiammeggiante con 18 persone con funzioni esterne alla segreteria".

Di fatto e' "un metodo sovietico rispetto invece alla tendenza che c'e' negli altri partiti socialisti europei che prevedono una distinzione tra segreteria e gruppi parlamentari".

Il leader del Correntone giudica "incomprensibili" in particolare le scelte che vogliono esterne alla segreteria le responsabilita' per gli Esteri e gli Enti locali. "A me sembra che prima siano state scelte le persone - e' la conclusione ? e poi si siano assegnati i ruoli".



DS. AMBIENTALISTI QUERCIA INSORGONO: SEGRETERIA MONOCOLORE

ROMA- Si aspettavano un riconoscimento maggiore, magari di entrare nella segreteria, ma la proposta di Piero Fassino li ha delusi.

Dopo le votazioni sugli organismi dirigenti al Consiglio nazionale Ds, l'area ambientalista, che si era avvicinata durante il congresso alla maggioranza fassiniana, non e' affatto contenta. Il neo responsabile della commissione ambiente, Sergio Gentili, insorge: e' "un monocolore" della maggioranza.

Non c'e' infatti nella nuova segreteria nessun esponente della mozione ecologista, mentre a rappresentare le istanze ambientali del partito e' stato proposto e votato l'ex esponente dei Verdi Edo Ronchi, che ha aderito alla Quercia (e all'area fassiniana) alcune settimane prima del congresso e che e' stato ora nominato responsabile delle politiche della sostenibilita' del partito.

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DS. BANDOLI: NOSTRA ESCLUSIONE? PREOCCUPANTE CONCEZIONE PARTITO
PERCHE' OFF LIMITIS SOLO DA SEGRETERIA NAZIONALE?

"Un errore politico grave", una "concezione del partito preoccupante". Fulvia Bandoli, leader della componente ecologista della Quercia, ritorna sull'esclusione della sua componente dalla segreteria Ds e ricorda che, come mozione ecologista, "siamo entrati in tutte le segreterie di federazione finora elette e anche in quelle regionali. Resta da capire perche' sia off limits quella nazionale".

Bandoli sottolinea che "nelle settimane dopo il congresso, a tutti coloro che ci avevano consultato avevamo espresso la disponibilita' della mozione ecologista alla gestione unitaria del partito. Gestione unitaria- insiste- che non si puo' fermare alle soglie della segreteria nazionale che e' l'organismo piu' importante di 'gestione' del partito". Insomma, conclude, "abbiamo avanzato una nostra proposta e oggi dobbiamo, dopo il consiglio nazionale, constatare che la maggioranza e' indisponibile ad una gestione unitaria con la mozione ecologista".




FEDERAZIONE: DEFINITA CABINA REGIA, 'CORRENTONE' DECLINA OFFERTA
TRA 60 'PARLAMENTINO' ANCHE VELTRONI, BASSOLINO, DE MITA, AMATO
Romano Prodi, presidente; Piero Fassino, Massimo D'Alema, Vannino Chiti, Anna Finocchiaro, Antonello Cabras per i Ds; Francesco Rutelli, Arturo Parisi, Franco Marini, Dario Franceschini per la Margherita; Enrico Boselli e Roberto Villetti dello Sdi; Luciana Sbarbati per i Repubblicani Europei; mentre a rappresentare la societa' civile dovrebbero essere lo storico Pietro Scoppola e la giornalista Sandra Bonsanti. Sono i 15 nomi dell'ufficio di presidenza della federazione dell'Ulivo, la cui composizione e' in via di definizione in queste ore in vista dell'assemblea di domani al teatro Brancaccio.

All'interno della Quercia, la scelta della squadra per la cabina di regia fa discutere maggioranza e minoranza.

Fra i cinque esponenti Ds dell'ufficio di presidenza non compare infatti il nome di Fabio Mussi. Il leader del 'correntone', a quanto si apprende, ha rifiutato la proposta, che gli sarebbe stata fatta dal segretario, di entrare nella 'cabina di regia' della Fed per rimarcare il giudizio negativo su un progetto politico non condiviso.

La decisione e' stata presa ieri in una riunione dei membri del 'correntone' che fanno parte del consiglio nazionale. Una riunione in cui si e' deciso di entrare nel 'Parlamentino' della Fed, il Consiglio federale, considerato un organismo di rappresentanza, ma di non far parte degli organi esecutivi. ''La politica - spiega Mussi - e' fatta di potere e simbolo: qualche volta il valore del simbolo e' piu' forte del potere.

Evidentemente e' meglio non abdicare ad una collocazione e ad un giudizio politico per una situazione piu' comoda legata a posti di potere''.

L'altro organismo dirigente della 'fed', sul quale in queste ore si sta ultimando una trattativa tra i partiti, e' proprio il Consiglio federale che, secondo lo statuto, sara' formato da 75 membri: i 15 esponenti dell'ufficio di presidenza e altri 60 membri, nominati all'85% dai partiti e al 15% da associazioni e movimenti vicini all'Ulivo; a questi 75 dirigenti si aggiungeranno pero', come membri di diritto, anche ex premier (come Giuliano Amato e Ciriaco De Mita), amministratori delle grandi citta' (come Veltroni, Chiamparino e Iervolino) e i presidenti delle regioni governate dal centrosinistra, tra i quali Antonio Bassolino.

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ULIVO/ MUSSI: ABBIAMO RIFIUTATO POSTO IN PRESIDENZA FEDERAZIONE
"E' una questione di coerenza, ci siamo battuti contro"

Il correntone Ds ha rifiutato di entrare nell'ufficio di presidenza dell'Ulivo "per coerenza con la battaglia che abbiamo fatto". Lo spiega il coordinatore della minoranza diessina Fabio Mussi, raccontando: "Mi è stato offerto uno dei cinque posti che spettano ai Ds nella presidenza dell'Ulivo. Ho riunito i miei ieri, avanzando la proposta di lasciar cadere l'offerta, dal momento che la presidenza è il gruppo chiamato ad applicare quel progetto contro il quale ci siamo battuti".

Mussi spiega che "alcuni, diversamente, pensavano che comunque, stando lì, si poteva condizionare il percorso. Io ho fatto notare che la politica è potere e simbolo: rinunciando ad entrare si rinuncia ad esercitare un potere, ma si manda un messaggio simbolico forte. Far parte della presidenza era una specie di viatico al progetto, mentre io continuo a non essere d'accordo sulla cessione di sovranità. Così come penso che i Ds debbano presentare il proprio simbolo alle prossime elezioni politiche".




Ds: una rigorosa applicazione del maggioritario

Dopo che Piero Fassino ha snocciolato i nomi per la direzione, la segreteria, e gli incarichi di lavoro, al Consiglio Nazionale di stamane riaffiora la questione della gestione unitaria del partito.

Il primo a prendere la parola e' Cesare Salvi che vuol far sapere che la responsabilita' del fatto che non si sia costituito un ufficio politico come luogo in cui le varie sensibilita' si confrontassero, non e' certamente della sua componente che, invece vedeva di buon occhio l'idea, esplicitata anche ad un'intervista all'Unita' da Piero Fassino, ma dell'altra componente diretta da Fabio Mussi.

Detto questo, Salvi quindi non risparmia critiche alle proposte del segretario Ds. Proposte di organismi "confermano e forse peggiorano lo schema di Pesaro. Oggi c'e' una direzione con il numero doppio di membri del direttivo eletto in quel congresso". Insomma, c'e' "un'applicazione rigorosa del metodo maggioritario".

Anche dal leader del correntone, Fabio Mussi, piovono critiche alla proposta di Fassino. "Caro Piero- dice Mussi- questa roba qui non funziona e' come quelle vecchie macchine a vapore che dissipano solo energia". Secondo il vicepresidente della Camera "i numeri sono piu' larghi del necessario" e "lo stile e' di un barocco fiammeggiante". Mussi si dice anche "contrario" ad una segreteria "di maggioranza. E' un'opzione leggittima- ammette- anche se e' l'approdo della proposta della gestione unitaria". Insomma, ci vogliono strutture "piu' funzionali, piu' snelle e meno barocche".