Leggendo di qua e di la' credo che tutti stiate sottovalutando un fattore che secondo me è invece determinante per capire in termini di proiezione i futuri scenari possibili.
Qui si parla di USA, di India, di Cina, Francia,eccetera, ma si sta dimenticando la vera (e preoccupante) novità degli ultimi conflitti.
Ovvero la tendenza che si sta' vieppiu' manifestando sulla "terziarizzazione" delle opzioni di intelligence e militari.
In Iraq al TERZA forza di interposizione militare (se cosi' vogliamo chiamarla) è in mano a privati.
La tendenza è progressiva e sempre piu' estesa.
La mia vera paura è che l'opzione borsa+militaria, che attualmente porta le aziende di servizi militari e connessi ad avere forti guadagni e sviluppi in termini di liquidita' azionaria si possa costituire come la "bolla" speculativa del XXI secolo. E che quindi a logiche militari si assommino quelle speculative (quelle economiche lo sono di gia' checche' se ne possa pensare).
C'è anche da considerare che costituisce sempre meno "valenza" strategica in un mondo globalizzato e dominato da lobbies e potentati economici l'opzione "nazionale", quando essa non viene vieppiu' demandata a pura copertura di interessi strategici piu' o meno velati.
Non mi sorprenderebbe purtroppo affatto se le società private di asset militari cominciassero a dotarsi di armamenti ad alta valenza strategica, considerando anche il fatto che i medesimi sono "multipolari" e disponibili su scenari e concorrenti differenti, e che le casse pubbliche di tutti i paesi occidentali, ad eccezione (importante) della Cina, sono praticamente vuote.
L'opzione militare "privatistica" ha una serie ahime' di considerevoli vantaggi economici ma anche una pericolosita' intrinseca estremamente alta.
Vorrei che rifletteste su questo, piuttosto che avventurarci sul piu' classico ma forse obsoleto scenario "nazionalistico".




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